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Ecco l'epilogo del campionato 2004 della
Spes..
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La "telenovela"
Spes:
La storia vera che Dallas, Beautiful, Sentieri
e Cento Vetrine gli fanno una pippa
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Narrazione di: Biga
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18 dicembre 2004
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Tutto ha inizio
in un "caldo" sabato pomeriggio di dicembre.
Caloroso non tanto per la temperatura esterna, quanto
per le vicende che sono accadute. Si gioca la partita
Spes Settecà - Aurora '76. Seconda contro prima.
Tra le due squadre non corre buon sangue: nel campionato
precedente si sono incontrate già tre volte compresa
la semifinale provinciale dove l'Aurora è uscita
vincente realizzando un calcio di rigore all'ultimo
minuto dei tempi supplementari. Il clima è della
grande sfida. Nonostante tutto le due squadre in campo
si rispettano e la partita si gioca a buon ritmo, con
una buona dose di agonismo che però non eccede
mai oltre ai limiti del regolamento. Finchè succede
il "fattaccio". In una concitata azione sulla
metacampo, nei pressi della linea laterale, in quattro
giocatori si contendono il possesso della palla. Alla
fine io riesco ad uscire , palla al piede, dal groviglio
di gambe ed un avversario mi sgambetta. Fallo, e fin
quì tutto bene. Mentre sono a terra e mi sto
rialzando, il capitano della squadra avversaria arriva
di corsa verso di me e, inspiegabilmente, mi colpisce
con una pedata al volto. Da lì scatta il putiferio.
Io resto a terra per qualche attimo ancora stordito
e , attorno a me, si scatena una rissa tra i giocatori
delle due squadre. A fatica l'arbitro riesce a ristabilire
la calma e dopo le espulsioni del capitano dell'Aurora
e di un nostro giocatore la partita prosegue. Naturalmente
gli animi restano accesi ma fino alla fine non succede
più niente a parte qualche insulto a fine partita
tra i più estremisti delle due fazioni.
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21 dicembre 2004
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Come da abitudine, mi accingo a compilare
un commento sulla partita del sabato da pubblicare poi
in questo sito. Lo stile è sempre quello del
racconto ironico ma non riesco a trattenere la rabbia
per quanto successo. Il commento ne esce, anche se solo
in pochi tratti, piuttosto offensivo nei confronti della
squadra ospite. Più che altro non mi so spiegare
il motivo di un gesto del genere da parte di una persona
che, anche se non può essere una scusante, non
è più un ragazzino, anzi.
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9 gennaio 2005
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Dopo la pausa delle vacanze invernali
il campionato riprende. Scopriamo attraverso il sito
del CSI che al capitano dell'Aurora è stata inflitta
una sola giornata di squalifica per la vicenda del 18
dicembre, così come una giornata è stata
data anche al nostro giocatore espulso. La cosa non
ci va giù e ci facciamo sentire con il CSI. Non
protestiamo per la squalifica al nostro attaccante ma
ci sembra proprio un regalo il trattamento per l'avversario,
per di più Capitano e di conseguenza soggetto
al raddoppio della pena. Il CSI Vicenza, in forte
imbarazzo, arriva a contattarci ed a spiegarci che la
Commissione Disciplinare fa testo solamente su quello che scrive l'arbitro
nel referto di fine gara e che l'allora direttore di gara,
non avendo visto con chiarezza quello che è accaduto,
non ha ritenuto di dover segnalare il fatto. Per il
raddoppio della pena del capitano invece ci danno ragione
ma ormai il comunicato è uscito e quindi si limitano
a segnalarci che lo terranno presente per la prossima
volta.
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9 aprile 2005
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Colpo di scena. Torniamo a Settecà
dopo aver disputato la partita contro il Setaf Lions
ed incontriamo qualche incazzato "cugino" degli Amatori
che ci racconta un episodio increscioso accaduto poco
prima dell'inizio della loro partita contro l'Aurora.
Ci dicono che un dirigente del CSI, dopo aver riunito
le due squadre al centro del campo ha fatto un
discorso riguardante l'incolumità fisica dei
giocatori dell'Aurora. Sembra, infatti, che nelle partite
precedenti la squadra di Camisano abbia perso per infortunio
alcuni giocatori per falli violenti degli avversari.
Secondo la loro opinione tutta questo forma di accanimento
nei loro confronti è caldeggiata anche dal nostro
sito (cosa tra l'altro non vera) e, a manifestare ciò,
il dirigente CSI porta come prova del reato una copia
del mio commento sulla "famosa" partita di
qualche mese prima.
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11 aprile
2005
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Dai componenti della nostra squadra
parte una pioggia di e-mail con destinatario CSI. La
nostra rabbia è tanta. Non solo siamo stati danneggiati
nella gestione delle punizioni sportive, ma ora passiamo
anche da vittime a colpevoli. Il presidente dell'Aurora
(tra l'altro consigliere del CSI Vicenza) contatta il
Centro Sportivo Italiano e la nostra Società
chiedendo a gran voce che l'autore delle parole offensive
(io, per l'appunto) non passi inpunito. Tra le colpe,
anche quella di aver fatto anche il nome dell'autore
del "gesto"; cosa che, per l'Aurora, ha scatenato
una sorta di caccia all'uomo da parte dei componenti
delle altre squadre. Secondo noi, invece, è il
comportamento dei loro giocatori in campo la causa del
nervosismo e del risentimento degli avversari (cosa
tra l'altro risaputa nei campi del CSI vicentino e non
certo a causa di un sito amatoriale!). Alcune telefonate
tra un nostro dirigente ed il CSI tentano di mettere
chiarezza nella vicenda. C'è da precisare che
il nostro rapporto con l'organizzazione è buono.
Siamo stati anche l'unica società ad accettare
una loro proposta di fare allenare con noi per un anno
un carcerato, quindi probabilmente anche loro si trovano
spiazzati di fronte alla scelta di penalizzare una società
con la quale hanno un forte legame. In più c'è
da considerare che il fatto di pubblicare commenti in
Internet non è assolutamente un fatto che può
essere punito da una Commissione Sportiva.
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13 aprile 2005
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Alla fine la prima mossa tocca a me.
Stanco di questa continua altalena di voci, alzo la
cornetta del telefono e chiamo direttamente il Presidente
del CSI. In una mezz'ora di conversazione mettiamo ordine
alla faccenda e optiamo per un gesto simbolico che riesca
a mettere le cose a posto. Ammettendo il fatto che il
commento alla partita incriminata sia stato influenzato
dalla vicenda della pedata al volto e pertanto un po'
offensivo, dopo aver rimosso dal sito le parti menzionate,
decido di sospendermi per un turno di campionato dall'attività
agonistica. Nessuno della mia squadra è d'accordo
anche perchè, secondo loro, è come ammettere
di essere dalla parte del torto e tutti si ricordano
bene la "vigliaccata" del capitano avversario
ma ormai, pur di smorzare i toni di tutta questa faccenda,
la decisione è presa. Salto quindi Spes-Pigafetta
e mi presento in campo regolarmente per la partita successiva:
Aurora-Spes.
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5 maggio 2005
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La partita si gioca il giovedì
in notturna. La squadra di Camisano ci ha chiesto di
non giocarla il sabato perchè nel loro campo
si sarebbe dovuto svolgere un Torneo giovanile, cosa
risultata poi non vera, ma non importa...(!!) Il clima è tesissimo.
Durante il riscaldamento in campo non vola una mosca.
Quando la partita inizia sembra che le cose vadano per
il verso giusto. Agonismo si, ma senza isterismi. Ma
al primo fallo appena sopra le righe, la diga si infrange
ed i primi nervi iniziano a saltare. Sino alla fine
subiamo una valanga di insulti da parte di tutti. Tifosi,
giocatori, allenatore, guardalinee. L'incontro termina
1-1. Loro finiscono in 9. A noi viene annullato un gol
nel finale che probabilmente è regolare ma, a
mio avviso, l'arbitro è stato comunque bravo
a mantenere il più possibile calmo l'incontro.
Quello che più sconvolge, a parte la quantità
pazzesca di insulti che abbiamo subito, è la
mancanza assoluta di rappresentanti del CSI. Nessuno,
eccezion fatta per il presidente dell'Aurora, naturalmente.
Nemmeno il supporto della terna arbitrale, che solitamente
viene mandata a caso per i campi della provincia, che
almeno stavolta poteva risultare un aiuto in più al
povero arbitro di turno. Comunque, a fine partita, siamo
sollevati di esserci lasciati alle spalle questa spinosa
vicenda. Riesco addirittura, anche se un po' a fatica,
a parlare con qualche ragazzo dell'Aurora e spiegare
le mie ragioni. Forse non li convinco ma di sicur serve
a placare leggermante gli animi.
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6 maggio 2005
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Con l'animo in pace il venerdì
mattina si torna alla normalità. Sennonchè
il CSI gioca una mossa che stronca definitivamente il
nostro rapporto. Al mattino, infatti, ricevo svariati
sms sul cellulare da parte di compagni di squadra, amici,
giocatori di altre squadre, che mi manifestano tutta
la loro solidarietà in questa faccenda. All'inizio
non comprendo il significato di questi messaggi poi,
informato da un compagno, vengo a sapere che sul quotidiano
locale (il Giornale di Vicenza) è apparso un
articolo riguardante la mia auto-squalifica in Campionato.
Alla sera leggo l'articolo e la sostanza è questa:
"L'allenatore-giocatore dello Spes Settecà,
al termine di una partita di CSI, ha inspiegabilmente
commentato l'incontro, nel proprio sito amatoriale,
con parole offensive rivolte ai poveri avversari. Questi,
sentitesi giustamente parte lesa, hanno protestato ed
il giocatore, grazie alla puntuale e provvidenziale
mediazione dei vertici del CSI Vicenza, ha deciso di
auto-sospendersi perchè si è reso conto
dell'errore. Tra un po' si gioca il ritorno tra le due
squadre ed il CSI è sicuro che questo intervento
possa garantire uno svolgimento sereno dell'incontro"
. Naturalmente non la prendo bene. Non si
fa alcun riferimento alla pedata al volto del primo
incontro, il CSI ne esce come mediatore assoluto di
una vicenda che in realtà è stata gestita
malissimo e l'augurio finale per la partita di ritorno
sembra una presa per il culo (questa ci vuole!) soprattutto
perchè letta poche ore dopo un'incontro che è
stato tutto tranne che sereno. Le considerazioni che
può fare un lettore dell'articolo sono solo queste:
Aurora vittima assoluta della vicenda, Spes Settecà
squadra di imbecilli che però poi si pentono,
CSI Protagonista in positivo in cui alla fine tutti
sono felici e contenti. Ma la realtà è
ben diversa. A quel punto non so cosa fare. Vorrei andare
alla redazione del Giornale e parlare con chi ha scritto
l'articolo oppure correre al CSI e gridare quel che
penso di loro e del lor "Buonismo". Invece
decido di lasciar perdere. In tutti i sensi. Sfiduciato
e stanco di tutto questo casino, abbandono il sito ed
i commenti, anche se di partite ne giochiamo ancora
una decina, e decido di chiudere completamente i rapporti
con il CSI.
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10 maggio
2005
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Al primo allenamento ne segue un'
animata discussione tra noi giocatori. Tra le ipotesi
c'è anche quella di abbandonare le Finali, che
nel frattempo ci siamo guadagnati sul campo. Alla fine
decidiamo di giocare, per un'ultima volta, il girone
finale CSI. Non arriviamo in semifinale perchè
perdiamo la terza partita nel nostro mini girone a 4
squadre. Sarebbe bastato un pareggio
e saremmo approdati in semifinale. E indovinate, passando
il turno, chi avremmo incontrato? ...L'Aurora
'76, naturalmente.
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