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Un articolo tutto per Ernest, per celebrare il suo ritorno a Settecà e la conclusione del suo girone Dantesco

...e perchè ci piace pensare che, in fondo, il calcio è soprattutto questo! 

Lunedì 17 Gennaio 2005

IL GIORNALE DI VICENZA

Storie di vita e di sport. Ernest Port Onuawuchi, nigeriano di 40 anni, in Italia da una decina d’anni con permesso di soggiorno, era finito nel giro dello spaccio delle droghe leggere e si era beccato una condanna a dieci anni. Uscito dal carcere da pochi giorni, ha parole di ringraziamento per i tanti amici che ha trovato. A partire da quelli della squadra di calcio dello Spes Settecà

L’importanza di chiamarsi Ernest

 di Giancarlo Marchetto

 «Grazie amici. Il periodo brutto ora è passato e sono qui per ringraziarvi perchè la vostra disponibilità ed amicizia mi hanno permesso di ritornare a vivere. Voglio esprimervi tutta la mia gratitudine e vi chiedo di continuare su questa strada anche con altre persone che come me hanno sbagliato» .
Parla correttamente l’italiano Ernest Port Onuawuchi, quarantenne nigeriano, arrivato in Italia con regolare permesso di soggiorno una decina di anni or sono. La sua è una storia comune a tanti altri extracomunitari anche se Ernest, il sorriso sempre stampato sul volto, è un po’ speciale, sa legare e farsi benvolere da tutti.
Ernest aveva trovato un lavoro in una ditta di legnami del padovano. «Sbagliando tutto», come ammette ora, era finito nel giro dello spaccio delle droghe leggere e sulla "soffiata" di un suo ex-cliente, si era beccato una condanna a 10 anni di carcere. Portato al Due Palazzi di Padova, Ernest poco tempo dopo è stato trasferito nel carcere di San Pio X di Vicenza dal quale è uscito in questi giorni, dopo aver pagato il proprio debito con la giustizia.
In carcere Ernest ha avuto la fortuna di poter contare sull’aiuto dei volontari coniugi Carmignato grazie ai quali ha superato momenti di grande difficoltà quindi si è specializzato nei lavori di giardinaggio, lavoro che oggi svolge per una ditta di Montecchio Maggiore.
La storia con lo Spes Setteca è iniziata grazie al Csi-Centro sportivo italiano di Vicenza. Al termine di una partita giocata nel campo di Settecà, Ernest aveva chiesto di poter prendere parte agli allenamenti con la locale società Spes che disputa il campionato di calcio dei dilettanti del Csi. L’attaccante nigeriano lega subito con i compagni e Gianluca Cattin, dirigente giocatore dello Spes, a nome della squadra inoltra alla direzione della casa circondariale una lettera con cui «...richiede a nome della squadra che il signor Ernest Onuawuchi possa partecipare agli allenamenti della squadra stessa. Questa richiesta nasce dal fatto che abbiamo avuto la possibilità di conoscere Ernest in occasione di alcuni incontri sociali e sportivi e potuto così apprezzarne le sue qualità morali. Ci farebbe quindi piacere invitarlo in modo continuativo presso la nostra realtà sportiva. Si valuterà in seguito, a seconda dei desideri di Ernest e delle necessità della squadra, di tesserarlo per le partite di campionato, quantomeno casalinghe».
Enrico Mastella, presidente del Csi di Vicenza nonché responsabile per Vicenza del Progetto sport/carcere 663 sotto l’egida dell’assessorato alle Politiche sociali della Regione ha provveduto a trasmettere la richiesta al magistrato di sorveglianza Lorenza Omarchi, al direttore del carcere di Vicenza Salvatore Erminio ed agli educatori del San Pio X.
Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria nei giorni di martedì e giovedì ha così concesso al recluso Onuawuchi, in regime di semi-libertà, di poter posticipare il rientro al fine di poter prendere parte agli allenamenti di calcio a Settecà.
«Al primo allenamento ero convinto che si dovesse lottare per la coppa dei campioni - racconta divertito Ernest - perchè il mister Bigarella ci ha fatto fare un’ora di "ripetute" e di preparazione atletica e soli 10 minuti con il pallone. Poi mi sono abituato» .
Gli si sono quindi aperte le porte del carcere per consentirgli di lavorare in una cooperativa di giardinaggio, un privilegio purtroppo che pochi reclusi hanno la fortuna di poter avere.
Da uomo libero Ernest, che ha trovato casa a Recoaro, si è ricordato dei suoi ex compagni di squadra e con il presidente Mastella si è presentato alla fine dell’allenamento con un cabaret di paste ed alcune bottiglie di vino per un saluto e gli auguri natalizi.
«Qui da noi le porte per te sono sempre aperte, vieni ad allenarti quando vuoi» , hanno detto in coro i calciatori dello Spes. «...non mancheranno neppure "le "ripetute"» , ha aggiunto mister Biga.

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