Ritorno 2008

 

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Setteca'SquadraCampionatoExtraFotogallery

Commenti a cura di: Biga

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti potrebbe non essere del tutto casuale.

 

Nella formazione: Giallo/ammonito, Rosso/espulso

Sotto al risultato sono segnati i marcatori, tra parentesi l'assist

 

IL CAMPIONATO

 

12° giornata

SPES - ARR. GUERRA

4 - 1

Petu, avversari, Toro, Meme (toro), Meme (rig.)

 

Ito, Giulio, Roby, Nicola (60' Ale), Petu (55' Cikko), Campa, Gati, Toro, Biga, Toni (45' Meme), Franco (62' Fede)    N.e.: Mamo       Dir.: Mirco

Dopo una sosta forzata di oltre un mese causata sia dalla prevista pausa invernale comandata dalla federazione, sia ad una serie di nevicate che non si vedevano in Italia da anni, finalmente è ripreso il campionato. E si riparte da dove si era lasciato, con una vittoria. Niente trionfalismi, però. La vittoria, certamente meritata e dal punteggio che non lascia adito a recriminazioni, è stata ottenuta in una partita che ha stabilito un nuovo record del Guinness dei Primati nella Categoria "Eventi sportivi": un pool di 7 giudici ed un notaio hanno stabilito con esattezza che questo è stato l'incontro di calcio più lento che si sia mai giocato al mondo dato che nei settanta minuti totali la velocità media dei 22 giocatori in campo è stata calcolata in 0,0034 Km all'ora. Vale a dire che in una scala ipotetica di valori, il giocatore medio di Spes-Arr.Guerra si potrebbe posizionare tra un cavalluccio marino zoppo e un sempre rapido lombrico dalla testa a sciabola (maledetto lombrico!). Tutta questa pesantezza è sicuramente dovuta a più fattori, tre in particolare. In primis, il terreno di gioco piuttosto pesante, anche se ha decisamente perso l'aspetto da risaia che aveva una settimana fa. Secondo, i numerosi e obbligati allenamenti sul cemento che, nonostante siano lavoro utile per le settimane future, hanno il fastidioso problemino di rendere nei primi giorni i polpacci degli "atleti" come due salami toscani di cinghiale, duri e invecchiati. Terzo punto, il fatto che a questi allenamenti abbia partecipato più o meno metà squadra; chi aveva calcetto, chi faceva tardi al lavoro, chi c'aveva il nonno chiuso in una cisterna di acido solforico, insomma la media presenze in quest'ultimo periodo non è stata per nulla elevata. Perlomeno, al sabato per la partita non c'è stato problema di numero e quindi di formazione, infatti Mister Dalla Silvestra ha avuto le idee chiare fin da subito. Talmente chiare che Venerdì sera ha preso una valigia, l'ha riempita di costumi da bagno e qualche sopressa (non si sa mai!) ed ha preso il primo volo per il Brasile lasciando un romantico biglietto sul portone del campo che recita: "Io sono andato in Brasile, il Mister lo fa Mirco, non mi rompete le palle per nessun motivo! 'Ndè farveo metere!". Alla lettura in spogliatoio di queste toccanti parole qualcuno di noi non ha trattenuto una lacrima. Quindi per tre settimane lo scettro del potere è passato in mano a Mirco. Il nuovo mister-supplente è sembrato subito entusiasta, voglioso e propositivo. Almeno fino al quinto minuto del primo tempo quando, visto il basso e lumacoso livello di gioco, ha abbandonato la panchina presentando le dimissioni. A farlo tornare sui suoi passi, però, ci ha pensato la clausola rescissoria inserita astutamente da Nato che prevede, in caso di abbandono dal neo-ruolo di allenatore, il pagamento tramite assegno non trasferibile di una cena di pesce di almeno 70 euro a persona per tutta la squadra con famiglie al seguito. Fatti due brevi conti Mirco è ritornato in panchina con ritrovato entusiasmo. La partita in sè ha raccontato poco: noi in avanti per cercare di segnare e gli avversari a tentare di ripartire in contropiede. Il gol dell'uno a zero che sembra spianare la strada è opera di Petu con un colpo di testa ravvicinato su calcio d'angolo del Toro. Spazi per i nostri attacchi ce ne sono a volontà, il problema è avere le gambe per sfruttarli! Comunque la partita prosegue senza patemi finchè, quasi a fine tempo, al primo tiro in porta l'Arredamenti Guerra pareggia. Cross basso dalla destra e mentre Roby protegge tranquillamente la palla, Ito la chiama e si tuffa per la più facile delle prese a terra. Sarà che è il primo intervento della gara, sarà per il dolore all'inguine che lo infastidisce o sarà per la Nivea che ha messo sui guanti prima della partita per cospargersi il corpo come una lussuriosa ballerina di lap dance, fattostà che il pallone tra le mani del nostro portiere sembra che sia fatto di plutonio fuso tanto la presa è molle ed incerta. Ovviamente, sull'errore di Ito la palla non poteva che finire, bella bella pulita pulita, tra i piedi del loro centravanti a cui non pare vero di segnare un gol così semplice a porta vuota. 1-1. Ito si dispera mentre noi lo rincuoriamo:"Sono cose che capitano... succede a tutti... sono quegli eventi che non puoi prevedere! Guarda quell'auto nel parcheggio, ad esempio. Era lì tranquilla senza il suo proprietario ed ora guarda come ha preso fuoco dal nulla!". "Ma quella è la mia autooo!!" si dispera Ito. "Sono cose che capitano...!" replichiamo noi mentre gli ultimi tizzoni si vanno spegnendo. Tempo di bere un thè caldo e di compilare il modulo dell'assicurazione e siamo in campo per il secondo tempo. Passano cinque minuti e troviamo subito il gol del 2-1 con una bella punizione mancina del Toro che lascia immobile il portiere avversario. Per gli ospiti, molto più in affanno di noi sul piano fisico, questo è la mazzata definitiva. Da lì riusciamo a segnare altri due gol con Meme. Il primo di testa su preciso cross del Toro ed il secondo su rigore, nel finale di partita, per un netto fallo del portiere, che viene anche espulso, sullo stesso attaccante. Finisce così con una vittoria la prima uscita del 2009. Ora ci attende una bella sfida in trasferta con la Nuova SKF. Speriamo almeno in un tempo un po' più clemente... Basta pioggia!

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 13° giornata

NUOVA SKF - SPES

0 - 4

Toro, Franco(toro), Franco, Petu(gati)

 

 Ricky, Cikko, Giulio (35' Roby), Mamo, Petu, Campa, Gati, Toro, Biga (5' Ale), Toni, Franco            Dirigente: Mirko, Skina

Nei molti anni passati a giocare a Settecà, ho compreso che una delle caratteristiche primarie di questo gruppo è che l'impegno messo in campo dalla squadra nella partita del sabato è direttamente proporzionale al valore dell'avversario che ci si trova di fronte. Vale a dire che quando la Spes gioca con l'ultima in classifica il livello di agonismo è di poco superiore ad una partita di dama tra un pensionato novantacinquenne rimbambito e la sua badante slovacca di diciotto anni che non ha mai visto una scacchiera in vita sua mentre, in occasioni come quella di oggi contro una squadra forte in cui bisogna dare tutto se si vuole combinare qualcosa di buono, allora la squadra si trasforma ed ognuno tira fuori il meglio che ha. "Io posso mettere solo i tre euro che ho in tasca!" esclama Campa che come al solito non ha capito una sega!! Con questa premessa, ecco quindi spiegato il cambio di marcia tra la scorsa settimana, in cui si era vinto ma con sufficienza, ed oggi in cui la squadra ha sofferto e convinto anche contro lo stato di emergenza in cui si è trovata. Infatti, oltre all'ormai disperso Mister, di cui si è già detto nella cronaca precedente (si dice che stia vagando per la foresta Amazzonica nei dintorni di Manaus alla ricerca della città delle Amazzoni), la famosa influenza "australiana" ha messo KO Meme, Soni e Nicola, il quale tra l'altro ha fatto di tutto per portarsi a casa l'australiana capendo solo troppo tardi che i telegiornali parlavano di influenza e non di spogliarelliste sadomaso. Se aggiungiamo alla lista degli assenti anche i degenti Mirco, Skina, Fede, Ito e Matteo ecco il perchè la Spes presenta all'arbitro una lista di appena 13 giocatori, contando anche Roby che arriverà solamente poco prima della fine del primo tempo. Ma non ci perdiamo d'animo. "Uno, due, tre, prrrrrrrrr!" e con un roboante peto di gruppo ci diamo la carica in spogliatoio. Poi l'arbitro apre la porta per fare l'appello e sviene. Succede. L'inizio della partita è scoppiettante, poi l'arbitro avvisa Ale che i mini-ciccioli in panchina non si possono accendere e lo scoppiettio ha termine. Passano cinque minuti di orologio e guadagnamo un calcio d'angolo. Luca lo calcia male e lungo ma Campa raccoglie il pallone e tenta la più improbabile delle serpentine in area palla al piede. Il tentativo ha naturalmente vita breve e, dopo la seconda finta, un difensore interviene sul pallone che per nostra fortuna carambola sulla destra dove Luca è stato lasciato colpevolmente libero da marcature. Controllo, destro a giro non irresistibile ma il portiere è battuto per lo 0-1. L'entusiasmo è limitato a qualche pacca sulla spalla. Nello stesso istante a causa di uno stiramento (che fa un male cane, non pensavo, porc...), il vostro narratore chiede la sostituzione. Solo allora dalla squadra esplode un tripudio di gioia (bastardi! tutti i fottuti compagni ad esultare per il cambio neanche avessimo vinto i mondiali. Eh, ma la vendetta sarà terribile!). Fattostà che sono passati cinque minuti, siamo in vantaggio ma non abbiamo neanche un cambio in panca (Roby sentito al telefono sembra che per la fretta abbia sbagliato strada finendo in tagenziale a Mestre). La reazione dei locali non si fa attendere. Ricky devia in angolo un'insidiosa punizione. Ma, qualche calcio piazzato a parte, la manovra dei locali è lenta e prevedibile e lascia spazio al nostro contropiede. Così ecco che Franco, lanciato da Luca, scatta sul filo del fuorigioco e batte il portiere in una timida uscita. 0-2. In un'analoga situazione Campa corre verso la porta avversaria palla al piede e spreca dal limite, guadagnandosi gli insulti di Petu (che poi dureranno tutta la partita!) per non avergli passato il pallone, poco importa che fosse almeno 15 metri dietro il compagno! Lo zero a tre è tutta opera di Franco che in pressing sull'ultimo difensore gli ruba palla ed infila la porta con un diagonale. Sul finale di tempo i locali reclamano per un rigore che nove arbitri su dieci avrebbero concesso. Per nostra fortuna il "pressapochista" (ogni tanto!!) vede la simulazione del giocatore di casa (che certo allarga la gamba per cercare il contatto ma che se fosse successo a parti invertite avrei gridato anch'io al rigore spergiurando sulla vita dell'arbitro e di tutti suoi parenti!) e lascia correre. La ripresa inizia con la debacle di Giulio che, colto da sensi di colpa per l'umiliazione che sta subendo il fratello avversario, rifiuta di scendere in campo. Fortunatamente Roby, dopo tre multe per semaforo rosso e sedici punti della patente persi, nel frattempo è arrivato al campo e sostituisce il ruolo mancante. Il secondo tempo è caratterizzato dal forcing dei locali nel cercare di raddrizzare la partita ma, come nei primi trentacinque minuti, il gioco è caotico e le occasioni da gol che ne scaturiscono lo sono altrettanto. In un tumulto di proteste continue (è ancora fresco il ricordo del rigore negato) la Nuova SKF ne spreca una davanti a Ricky, mentre siamo fortunati (anzi, non sfigati!) quando sulle deviazioni di Gati (de capoccia) e di Campa (tocco su punizione) la palla esce a lato di poco dalla porta del nostro portiere. A rendere ancora più pesante il passivo arriva negli ultimi sgoccioli di partita il gol di Petu che gira in rete con un perfetto pallonetto al volo (che doveva essere un perfetto cross!) una punizione lunga di Gati, a dimostrazione che a volte l'impegno è premiato anche dalla fortuna (o forse che insultare Campa fa bene alla classifica cannocieri! Proveremo..). Bene, è stata vinta una battaglia ma non la guerra, come disse Fehjgsxwer...., mi pare. Ora subito sotto con il S.Agostino, sperando di recuperare un po' di organico (non il rifiuto, ovviamente) e tenendo sempre bene in mente che proprio questo è il momento di non mollare. Forza Spes!

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14° giornata

SPES - S.AGOSTINO ASCA

1 - 0

Franco(toro)

 

Ito, Giulio, Roby(35' Mamo), Cikko(35' Nicola), Petu, Campa(25' Soni),Gati, Ale(55' Fede), Toro, Toni(50' Meme), Meme(20' Franco)     Dir: Biga

Secondo una precisa regola matematica, sommando le componenti: Spes che gioca contro la penultima in classifica, campo fangoso, tempo nuvoloso, condizione atletica precaria causa sedute di allenamento pesante, voglia poca e concentrazione zero, ecco che il risultato finale può essere uno soltanto: una partita di merda. E non certo per colpa dei giocatori ospiti. La prestazione odierna della nostra squadra è la riprova di quanto affermato due settimane fa, ovvero che quando l'impegno viene a mancare può succedere di assistere ad incontri scialbi come questo, anche se arrivano solo sette giorni dopo la bella partita del Comunale di S.Lazzaro. Inspiegabile, poi, come quattro eroici spettatori abbiamo potuto resistere alla visione di tutta la partita senza abbandonare i propri posti. In panchina si è aperto un dibattito sull'argomento dal quale sono scaturite alcune teorie per spiegare l'accaduto: A) avanzano soldi da qualcuno che solo a fine partita glieli dovrebbe restituire; B) si sono ibernati nella loro posizione; C) trattasi di manichini dalle approssimative sembianze umane messi lì da Giulio per cercare di accaparrarsi qualche sponsor al grido: "Ma hai visto quanto pubblico abbiamo... Non dirmi che un bel cartellone pubblicitario sella rete del campo non potrebbe alzare a dismisura la popolarità dellla tua azienda!!"; D) era solo gente che, non contenta del cilicio su entrambe le gambe e delle venti frustate al giorno auto-inflitte, ha insistito nel volersi fare ancora più male. Un mistero tuttora irrisolto. La cosa più preoccupante, però, è che tutte le considerazioni fatte sulla partita da parte del vostro narratore sono il frutto di settanta minuti passati in panchina come allenatore al posto di Mister Dalla Silvetra (che tra l'altro dicono sia rientrato in Italia dal Brasile con due bei seni nuovi!!) invece di essere uno dei giocatori in lista. La domanda è: ma non è che giochiamo sempre così (male!) e ci si accorge di quanto schifo facciamo solo quando ci si guarda dall'esterno? Per non cadere in un picco depressivo senza ritorno, lascio la risposta (che ovviamente è Si!) ai posteri! A dimostrazione del fatto che la partita ha dispensato emozioni quanto un còito tra due lombrichi in amore, c'è da raccontare che l'occasione più ghiotta nel primo tempo è nata dall'unica bella azione costruita dalla squadra dopo mezz'ora di gioco. Palla fatta girare di prima da destra a sinistra, controllo, tiro e gol di Franco dentro l'area, annullato però dall'arbitro per un fallo che nemmeno il difensore avversario ha capito. La partita continua sempre sullo stesso binario: S.Agostino a chiudere tutti gli spazi e noi ad attaccare nel tentativo di concludere qualcosa. Gli ospiti arrivano una volta soltanto al tiro, anche pericolosamente, ma Ito risponde bene a quest'unica chiamata della giornata. La ripresa inizia con qualche cambio di giocatore con l'intenzione di rinvigorire lo spirito in campo ma si vede che proprio non è giornata. La miglior fotografia della partita è il "Colpo del cigno" che Nicola sfoggia dopo dieci minuti dall'inizio della ripresa. Su di un bel "campanile" sparato lungo ed alto dalla difesa avversaria per liberare l'area, il nostro numero 17, tutto solo sulla linea di metà campo, improvvisa un colpo di testa in tuffo che va clamorosamente a vuoto. Il giovane, oltre che a spalmarsi di panza nel fango ed a rimediare giustamente le offese di tutti i compagni, gli abitanti del quartiere, i pensionati, le donne delle pulizie, i Carabinieri e di tre talpe, ottiene anche un fallo laterale a favore degli ospiti per un suo presunto tocco (magari, avesse sfiorato il pallone sarebbe già stato qualcosa!) che vede solo il direttore di gara (non in formissima nemmeno lui!). Fortunatamente negli ultimi venti minuti, la squadra cerca almeno con un pochino più di ardore di guadagnarsi la vittoria. Ed ecco allora, a due minuti dalla fine, arrivare il gol da tre punti. Da una lunga rimessa laterale di Petu la palla rimbalza in area e, in una fagiolata farcita di botte e spintoni, viene lisciata da almeno quattro giocatori per poi arrivare a Franco che dalla linea dell'area piccola gira in rete. 1-0. Il Toro giura di aver toccato il pallone di quel tanto che è bastato per mettere fuori causa il difensore, reclamando così un assist in classifica. Un pool di esperti assieme alla Commissione Calcio di Settecà, composta da Nato, M. Pertegato e F.Marini, sta valutando i filmati ed in settimana si attendono i risultati. Poco dopo il gol subito è bravo il portiere avversario a ribattere una doppia conclusione ravvicinata. L'incontro termina così con un sofferto 1-0 ma che ai fini della classifica, visti i risultati giunti dagli altri campi, può valere 6 punti. Ora sotto con le prossime partite. Sicuramente servirà più determinazione, ci aspetta un Febbraio forse decisivo per il proseguo del Campionato.

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15° giornata

PFAFF '92 - SPES

1 - 0

avversari

 

Ito, Giulio, Mamo, Cikko(35' Nicola), Petu, Campa(35' Soni), Gati, Ale(35' Biga), Toni(45' Roby), Toro, Franco (55' Toni)      N.e.: Nato, Fede

Come un uccellaccio del malaugurio di nero vestito, nella scorsa cronaca avevo chiesto più impegno da parte della squadra, pena un possibile passo falso in questo mese "pregno" di partite importanti. E così accade che per demotivazione (molta), un po' di sfiga (un pochina) ed una clamorosa svista arbitrale (molto peggio della mano di Adriano nel derby!) la Spes decide di regalare quasi un tempo di gioco al Pfaff ed incassare di rimbalzo la prima sconfitta della stagione. I locali, visti i precedenti che nelle scorse stagioni hanno sempre visto la Spes espugnare il comunale di Grisignano, decidono di spostare la partita nel campo parrocchiale di Barbano (in realtà a Grisignano il campo è inagibile da mesi ma qualche scusante la dobbiamo pur tirare fuori da qualche parte!). Se qualche squadra avversaria ha avuto il coraggio di lamentarsi delle condizioni del terreno di Settecà, è cortesemente invitata a giocare una partita a Barbano dopo un mese quasi ininterrotto di piogge e dopo che i pur volenterosi ragazzi del Pfaff hanno tentato di rullare il campo. Risultato: parte centrale del campo dura e liscia, fasce esterne ingiocabili con 5 cm di fango denso e molliccio a fare da collante sulle scarpe dei giocatori. Ma senza volersi aggrappare a scuse inutili, la squadra appare poco motivata fin da subito mentre i locali partono col piglio giusto. Il Pfaff si presenta con un uomo al limite dell'area pronto al tiro un paio di volte ma il nostro portiere e la loro scarsa mira rendono innocui i tentativi mentre su un'occasione successiva è miracoloso l'intervento di Ito quando va a salvare sulle linea un tiro a botta sicura di un attaccante avversario da pochi metri. Anche Toni è al limite dell'area quando tira e segna un gol bellissimo, ma il tutto è successo quando ancora le due squadre sono negli spogliatoi per cambiarsi e, per uno stupido cavillo del regolamento, la rete non è ritenuta valida dall'arbitro. E' valido invece il gol che mettono dentro i locali verso la metà del tempo direttamente da calcio d'angolo. Nel momento del calcio Campa è appostato nel fondamentale ruolo di "uomo sul primo palo" ed il suo sguardo è attento come quello di un cobra prima di colpire la sua preda. Purtroppo, proprio in quel momento di concentrazione, gli torna in mente la barzelletta del fantasma formaggino che qualcuno gli ha raccontato otto mesi prima ed inizia a ridere da solo. La palla, che disegna una traiettoria tutt'altro che voluta dal suo esecutore, gli sorvola la testa e si infila in rete. A Campa quel sorriso resterà per tutta la vita. Non perchè sia un ragazzo felice ma perchè è la paresi che gli è rimasta dopo la saccagnata di legnate che ha preso in spogliatoio dai compagni durante l'intervallo. La seconda parte del tempo la squadra si propone con più decisione in avanti ma nessuna delle conclusioni è fortunata. La ripresa si gioca praticamente solo nella meta campo avversaria ma giocare in fascia è impossibile ed il Pfaff è chiuso bene a difesa del risultato. Il gol del pareggio arriva quando mancano dieci minuti alla fine della partita. Franco tocca in profondità per l'inserimento di Gati il quale dal dischetto del rigore, anzichè tirare una bordata da buttare dentro palla, portiere e linee del campo, inventa un pallonetto che colpisce la parte bassa della traversa. Il pallone torna in campo ed il vostro narratore di testa la butta dentro. C'è un ultimo disperato tentativo da parte di un difensore avversario che buttandosi dentro la porta, e reggendosi con le mani alla rete, di ginocchio rimpalla il pallone quando questo è entrato di un metro buono. "Goooaaal!!" gioiamo noi, ma il fischio dell'arbitro non arriva. "Gioca! Gioca!!" grida quest'ultimo ancora appollaiato sulla linea di metà campo come un gufo sul ramo di una grossa quercia. Alle nostre veementi proteste lui replica: "Ragazzi, avevo almeno cinque persone davanti alla linea del pallone. Non ho visto!". Inutile spiegargli che per una semplice regola logica se lui, dei 23 presenti in campo, è sempre l'uomo più lontano dal pallone, è molto probabile che dei restanti 22 qualcuno si inserisca nella sua traiettoria visiva della palla, ma il brav'uomo non vuole sentire ragioni. Poi, quando mancano cinque minuti alla fine della partita, tanto per compensare alla svista clamorosa l'arbitro si inventa un'inutile quanto esagerata espulsione ai danni di un nostro avversario ma ciò non aiuta la nostra eventuale rimonta e l'incontro termina così con la nostra prima sconfitta in campionato. Niente drammi, però. Certo, dopo otto vittorie consecutive la sconfitta può pesare, anche perchè giunta quando avevamo racimolato il maggior distacco dalle dirette inseguitrici, ma non può certo renderci meno fieri di quanto ottenuto finora. Questo è solo il momento di mostrare gli "attributi", come dicono le persone educate, o "tirar fuori i coglioni", per usare un'espressione che renda molto meglio l'idea del pensiero.

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16° giornata

SPES - RIVIERA BERICA

2 - 1

Campa, avversari, Campa (rig.)

 

Ito, Roby, Mamo, Cikko, Petu, Soni, Giulio(35' Gati), Toro, Biga(60' Toni), Campa (55' Ale), Toni (40' Meme)   N.e.: Nato, Fede, Skina    Dir: Franco

La Spes torna a vincere e a sorridere nel momento più indicato della stagione. La partita con il Riviera Berica, attuale quarta forza del campionato, si gioca infatti in concomitanza con il derby di S.Lazzaro dove l'Atletico deve difendere la sua seconda posizione in classifica dal ritorno della Nuova SKF, che le stà solo un punto sotto. Una sfida incrociata tra le prime quattro che potrebbe segnare il cammino di ciascuna. Quindi l'imperativo ad inizio partita è uno solo: vincere o, eventualmente, offrire ai giocatori avversari una serata all-inclusive nel night club più esclusivo della città in cambio di una vittoria combinata a tavolino. Purtroppo, visto il rifiuto degli ospiti, (che non sono dei "puttanari" come noi) la seconda opzione è scartata e ci tocca quindi andare in campo a lottare. E lottare è il verbo giusto perchè la partita è molto fisica e gli ospiti "bastonano" parecchio, anche se sempre nel consentito (però non andatelo a dire alle mie gambe fatte a pois per via dei vari ematomi come neanche un soprabito di Roberto Cavalli potrebbe permettersi...). Come se già non bastassero le motivazioni di classifica, a rendere ancor più infuocata la partita l'AICS ci mette del suo designando come arbitro dell'incontro il famigerato "Baffo", che per ragioni di privacy da quì in poi chiameremo Chuckanuga Tennessee, secondo in protagonismo solo all'ormai ex Centimetro. Chuckanuga Tennessee è fondamentalmente un buon direttore di gara, però presenta un difettuccio di carattere: durante la gara  non gli si può dire assolutamente nulla. Accetta solo qualche "Buongiorno" quando arriva negli spogliatoi e, a fatica, un eventuale "Arrivederci arbitro" al termine della partita. Nel mezzo, verso di lui, neanche un accenno di: "Ma scusi...", oppure un: "Ma non ce l'avevo con lei...", alrimenti il cartellino è assicurato. La partita, come si diceva è piuttosto tirata ed il bel gioco ne risente un po'. Di clamorose occasioni non ce ne sono molte anche perchè Chuckanuga Tennessee fischia molto interrompendo spesso la manovra. Infatti, il gol del nostro vantaggio arriva su calcio di punizione dal limite, calciato forte da Campa ma sul quale il portiere ospite non è perfetto. 1-0. Il pareggio, come da copione, nasce verso la fine del tempo da un cross su calcio piazzato con una bella inzuccata di testa con il pallone che colpisce il palo interno alla destra dell'incolpevole Ito ed entra in porta. 1-1. L'estremo difensore del Riviera, forse innervosito dal gol preso, già dopo l'uno a zero, inizia a protestare per ogni cosa, dal fuorigioco fischiato in attacco al suo attaccante allo spessore delle linee del campo. Effettivamente, supera un po' troppo il limite quando Chuckanuga Tennessee fischia un fallo per noi a metacampo. Il portiere, praticamente la persona più lontana dal pallone, parte (e da solo!) con la protesta: "Bastaaa! Ma cosa fischiii!! Sono tutte per lorooo!!!". Purtroppo per lui Chuckanuga Tennessee al primo "..Ma.." gli sta già sventolando il giallo davanti ed al "...lorooo!!", il cartellino giallo è stato sostituito da un bel rosso vivace. Nella ripresa il Riviera non patisce più di tanto l'uomo in meno anche perchè la partita è molto nervosa. In una gara così Chukanuga Tennessee sguazza felice come un ippopotamo nel fiume, sventolando cartellini a pioggia per qualunque cosa (credo siano 11 quelli che riuscirà ad estrarre nei 70 minuti più recupero della partita!). Le occasioni migliori capitano comunque sui nostri piedi ma il gol del vantaggio arriva solo su rigore per un nettissimo fallo (stavolta non protesta nessuno!) sul Toro lanciato a rete. Campa segna ed è 2-1. L'ultimo brivido è a favore del Riviera durante il forcing finale ma è bravo Ito ad intervenire a terra sull'unico ma pericoloso tiro che gli ospiti riescono a collezionare. Bene così, acciaccati ma vincenti. Ed a distendere gli animi a fine partita ci hanno pensato una quarantina di panini e qualche tanica di vino rosso messi a disposizione anche degli ospiti (che ad occhio hanno molto gradito!). Ora c'è in programma il recupero infrasettimanale con l'Atletico. Poi il posticipo della prossima settimana con l'Ars Audax. Speriamo le partite in notturna tornino a portarci bene!

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17° giornata

ARS AUDAX - SPES

0 - 1

Toni (gati)

 

 Ito, Giulio, Roby, Nicola, Cikko, Soni, Gati, Campa(55' Fede), Biga, Toni, Nato(50' Ilo)       Dir.: Skina, Franco

Basta dare un'occhiata alla formazione per capire che questa non è stata una partita come le altre. In altre occasioni era successo di ritrovarci per la partita in quattro gatti (a volte anche in quattro più Gati) complici influenze, matrimoni di parenti più o meno fasulli, attacchi di cagotto fulminante, gomiti che facevano contatto col piede (vedi ad esempio la partita Nuova SKF-Spes), ma mai avremmo pensato di essere ridotti così male da dover ricorrere addirittura alla convocazione d''urgenza un tesserato rientrato in Italia il giorno prima dopo 15 mesi consecutivi passati all'estero. Invece così è stato. Ma andiamo con ordine. Gli assenti della serata, tra infortunati ammalati, impegnati col lavoro e "fancazzisti", sono Ricky, Mamo, Ale, Franco, Matteo (lo contiamo ancora??), Toro e Petu; senza più considerare Mirco che ormai, dopo l'entrataccia killer del difensore dell'Audax nella gara d'andata, ha definitivamente dato l'addio al calcio. Durante l'ora che precede la partita le compagnie telefoniche hanno registrato una intensa impennata di chiamate e messaggi vari nella zona dell'Est vicentino. Le voci che si inseguono via "cornetta" tra i giocatori della squadra sono le più disparate. Al terzo giro di telefonate sembra che la presenza di almeno 11 persone da buttare in campo, almeno per la figura, sia un miraggio. Così a Giulio viene l'idea: "Chiamiamo Ilo!! Tanto è tornato ieri dalla vacanza in Brasile di due settimane dopo più di un anno passato in Irlanda! Mi aveva detto che veniva a vedere la partita... tesserato è tesserato... tanto vale che venga almeno in panca a fare numero!". Non trovando altre valide ragioni di rifiuto, a parte il giusto imbarazzo di schierare in campo uno che probabilmente nemmeno si ricorda come sono fatte le scarpe da calcio, avalliamo la proposta. Quando siamo già in campo per fare il riscaldamento, Ilo entra nell'impianto: "Scusate il ritardo, non mi ricordavo più dov'era la borsa! Senti che dure ste scarpe!! Che maglie usate...ehm, .. usiamo?". "...Aaaa posto!" è il coro che esce dal gruppo. L'infortunato Franco nel frattempo, travestito da dirigente alla Galliani con tanto di pelata finta, dentiera gialla ed impermeabile beige, ci da un'altra buona notizia. Meme, interrogato dallo stesso Franco al telefono sul motivo per il quale non si trova ancora al campo, gli ha risposto che lui non pensava fossimo così in pochi e quindi ora si trova all'interno di un caldo palazzetto e si sta già apprestando a giocare una bella partita di calcetto. Questa volta il coro che si leva dalla squadra è ben più deciso ed offensivo e recita così (N.d.R.: sapendo che i nostri principali lettori sono bambini dai dodici ai trentasei mesi, comunichiamo che sostituiremo le invereconde parole offensive con alcuni idiomi di nostra invenzione!): "Meme, sbrapapunz! Beberona struklin!!" inveiamo noi. Dopo quest'ultima debacle di organico, gli sguardi iniziano a farsi realmente preoccupati anche perchè il vostro narratore ed il "sempre dolente" Gati, non sono certo al meglio della forma a causa dei postumi delle ultime partite, tanto che Gati annuncia già un probabile forfait: "Skina, tieniti caldo che non so se ce la faccio!". Comunque siamo ancora in numero sufficiente ed iniziamo il riscaldamento ma, dopo appena due giri del campo, anche Skina getta la spugna. Il doloretto che persiste alla gamba da tre mesi, e che ancora insiste a curare con i vecchi rimedi della nonna del tipo "latte e graspa" prima di andare a letto (che in realtà può essere utile solo per la febbre ma ormai l'abitudine lo ha reso dipendente) invece che farsi controllare da uno specialista, lo fa rinunciare al match. Dalla squadra si leva di nuovo il violento coro: "Skinaaa, sbrapapunz! Beberona struklin!!". Considerando che Fede arriverà solo all'inizio del secondo tempo, il mister Nato prende in mano la situazione e dichiara dediso: "Allora sugo mi!", battezzando così il suo esordio in questo campionato (anche pechè non ci sono altre alternative!). Al fischio d'inizio l'immagine della nostra panchina vuota di giocatori è alquanto desolante. Con tali premesse la partita non è certo scoppiettante ma già dopo appena tre minuti abbiamo la possibilità di andare in vantaggio. Un pallone sporco filtra alle spalle della difesa locale e Nato si invola, come solo lui sa fare, verso la porta avversaria. Purtroppo è così elevata la velocità che il giocatore non riesce a cambiare il passo nel momento del tiro ed il "puntalone" che esce di qualche metro alla destra della porta ne è il risultato. Meglio così, chi avrebbe sopportato poi per i prossimi mesi tutti gli sbrerleffi di un Nato/goleador dopo appena tre minuti dall'esordio? Senza scendere troppo nel dettaglio della partita, comunque povera di occasioni, arriviamo al gol di Toni. Su un lancio lungo di Gati, un difensore spizzica il pallone di testa rallentandone la corsa e rendendolo comodo comodo per l'incursione di Tonetti che, entrato in area da solo, fa secco il portiere con un esterno destro a scavalcare. 0-1. Fino alla fine del tempo per noi ci sono poche altre azioni temibili, per loro nessuna. Nella ripresa però è l'Audax a rendersi più pericolosa soprattutto in due occasioni. Nella prima è bravo Ito a sventare un bel tiro piuttosto ravvicinato mentre nella seconda, che arriva quasi sul finale di partita, il diagonale partito da un attaccante locale dopo una fagiolata in area di rigore sugli sviluppi di un calcio d'angolo, esce di poco. Di contro noi sbagliamo moltissimo nelle ripartenze sprecando tutto anche quando c'è la possibilità di andare al tiro. L'unica cosa da citare del secondo tempo è l'esordio in Campionato anche per Ilo (un quarto d'ora in cui come ai vecchi tempi la scarpa destra non ha mai toccato il pallone!), in sostituzione di uno sfigurato Nato. Comunque poco importa, al fischio finale dell'arbitro almeno possiamo tirare un sospiro di sollievo. Non tanto per i pericoli corsi durante la partita ma più per il pensiero che ora abbiamo cinque giorni di riposo prima della prossima gara. Speriamo almeno nel frattempo di recuperare un po' di giocatori.

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18° giornata

SPES - RAMPAZZO

2 - 0

Gati (rig.), Biga

 

 Ricky, Cikko(35' Mamo), Roby, Nicola, Fede(40' Petu), Giulio(35' Gati), Soni (50' Giulio), Toro(60' Ale), Biga, Campa(50' Meme), Toni (55' Franco)  N.e.: Nato

In un soleggiato e limpido sabato pomeriggio, la Spes si prepara, quasi al gran completo, per il primo degli ultimi tre impegni casalinghi di campionato. Nato, il Mister, si ritrova così ad avere dei problemi di formazione diametralmente opposti a quelli della settimana precedente, nel senso che la panchina stavolta, invece di essere vuota e desolata, è densa di giocatori così affollati che, dando uno sguardo da lontano, sembrano quasi un nutrito gruppo di piccioni sotto l'unico pezzettino di cornicione coperto durante un'acquazzone. Con tutto questo popò di rosa (ogni assonanza è puramente casuale!) il Mister decide allora di rimescolare un po' le carte presentando una formazione finora inedita. Ci si prepara così a mantenere il record di vittorie all'Arena che finora che finora ha visto sempre il segno 1 in schedina. Il grande protagonista della giornata però è, sopra ogni dubbio, l'arbitro. Nessun riferimento alla direzione di gara, a falli rigori o cartellini; è proprio il personaggio in sè che vale la pena di menzionare: alto circa 185 cm, di corporatura media, eccezion fatta per una bella e soda panza da birra, capelli canuti e spettinati, occhio lucido, naso e guance rosse da bevitore accanito e con uno spiccatissimo accento inglese. A sentirlo parlare sembra di trovarsi di fronte a Olio, del famoso duo con Stanlio. L'impressione è che il suo acceso senso dell'humor che sfoggia ad ogni occasione sia un po' carburato da un pizzico d'alcool assunto precedentemente alla partita anche perchè il suo ingresso negli spogliatoi appare subito un po' troppo difficoltoso. "Quest porda è di una misiura piccola perchè la mia borza non entra bene bene bene!" commenta lui. "Forse è meglio se la fai passare nella porta per il lato lungo e non per quello largo!" lo correggono gli annichiliti presenti. Segue, poi, uno dei più divertenti appelli delle ultime stagioni. L'arbitro, per non cadere in qualche strafalcione dovuto alla lingua, chiede giustamente a noi giocatori di esclamare ad alta voce nome, cognome e numero ma, dopo il suo: "Ok! Va bene", non si esime dal fare qualche commentino quà e là. Dopo aver chiamato, per esempio, Ricky Cikko e Franco (i tre fratelli Talpo), il "grandissimo" commenta: "Oh, quanti Cialpo abbiamo quì! Potete fari una squadra da solo, ah, ah, ah!" finendo la frase con una solitaria e fragorosa risata. Da menzionare anche il commento sul numero di Toni: "Chissa pirchè hai quest numero..?! Hi, hi, hi!", dopo che lo stesso giocatore gli appena detto che la sua maglia è la 69! Il meglio di sè, però, il direttore di gara lo dà all'interno del rettangolo di gioco nel momento della scelta del campo da parte dei due capitani. Il vostro narratore, investendo sabato questo ruolo nel primo tempo, ha avuto la fortuna di assistere in prima persona a tale momento storico! Questa è la sequenza che normalmente avviene all'inizio di ogni partita: fischio dell'arbitro a squadre schierate, stretta di mano tra capitani ed arbitro, "monetina" e poi stretta di mano tra i giocatori. Con il "grandissimo" non va proprio così. A squadre schierate a centrocampo, l'arbitro suggerisce: "Adesso voi tutti fate stretta mano a me e passate di là..., ecco... e invece voi di quà venite di lì... ecco...poi adesso tornate di lì...". Il risultato è che in pochi istanti si crea un groviglio umano al centro del campo. Una volta che la situazione ritorna alla normalità giunge il momento della monetina. A fatica l'arbitro riesce a togliere dalla catenella a cui è legato il fischietto, un'enorme moneta bucata grande come due delle vecchie 100 lire, poi spiega: "Quest è uni moneta di Canada che ci ha un Orso da una parti and una donni da altra parti. Adesso tu dici o orso... o dòna... che io lan...!" ed improvvisamente, interrompendo la frase a metà, con un movimento velocissimo lancia la monetona sopra la testa. Nel silenzio più assoluto il tondino di ferro cade ad un metro e mezzo abbondante dietro le nostre spalle mentre l'arbitro, in palese ritardo, abbozza un goffo quanto inutile tentativo di prenderlo al volo. Seguono cinque secondi di palpabile imbarazzo in cui nessuno ha il coraggio di dirgli "Ma che cazzo fai?". "Orso!" improvvisa il capitano avversario, cercando di sbloccare la situazione, ma l'arbitro scuote la testa e dice: "Noouu, rifacciam ora! Tu devi diri quando io tiro, all right?". Nell'istante in cui parte il secondo sciagurato lancio, il capitano stavolta è rapido: "Orso!". La moneta vola in cielo (senza fare una rotazione che sia una!) e ricade, dritta com'era partita, sul dorso della mano dell'arbitro che con un colpo di culo pazzesco riesce a prenderla al volo! La gira (con un movimento così sgraziato che rischia di slogarsi un polso) e con uno sguardo fiero alla James Bond quando lancia impermeabile e cappello appendendoli perfettamente all'attaccapanni dell'ufficio, fa: "Dòna!". Io scelgo il campo e la partita ha finalmente inizio. Dei settanta minuti giocati non c'è molto da dire. Si gioca molto di più nella metà campo del Rampazzo senza però che i nostri attacchi siano particolarmente efficaci. Arriviamo al tiro diverse volte ma sempre senza trovare il guizzo giusto. D'altronde pahiamo dazio anche per il fatto di avere una formazione un po' sperimentale. I gol, comunque, arrivano puntuali nella ripresa. Il primo è siglato da Gati su rigore per un ennesimo atterramento del Toro in area e su cui stavolta l'arbitro non sembra avere dubbi (gli avversari un pochino di più). Il secondo lo mette a segno il vostro cantastorie saltando due uomini (credo fossero Nesta e Cannavaro, ma non vorrei esagerare!) ed infilando il portiere sul secondo palo di sinistro dal limite dell'area. 2-0.  Ora sotto con gli ultimi due impegni casalinghi, ad iniziare da sabato prossimo con i Tatanka. A casa, conservato come ricordino, ho ancora un po' di quel quintale di fango di cui ero ricoperto al termine della partita d'andata. Concludo salutandovi come ha fatto con noi l'arbitro a fine gara: "Grazie e arrividorci!".

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19° giornata

SPES - TATANKA BOYS

3 - 1

Biga, Toro, Biga(toro), avversari

 

Ito, Cikko, Mamo, Nicola(35' Roby), Petu(35' Fede), Campa(60' Giulio), Gati(35' Skina), Toro(50' Ilo), Biga, Tony(65' Petu), Franco(55' Nato)    N.e.: Matteo   Dir.: Ale

Era destino che dovesse accadere tra le cimiteriali mura amiche: i tre punti che valgono la sicurezza del primo posto in campionato arrivano, infatti, nella nostra amata Arena di Settecà. In questo grigio sabato di Marzo ospitiamo i "tosi" del Tatanka per quella che dovrebbe essere una facile vittoria, tanto più che i nostri avversari si presentano in undici contati a causa, ci dicono, di squalifiche, infortuni e qualche malumore all'interno dello spogliatoio. Di contro noi stiamo attraversando uno dei periodi migliori per quanto riguarda l'organico, tanto che si è stati costretti a ricorrere alla famigerata "Lista dei convocati" (che suona strano a noi che per anni abbiamo dovuto telefonare a casa alla gente a mezzogiorno del sabato per sapere se saremmo stati in undici oppure no!): non abbiamo squalificati, c'è solo qualche acciaccato ma senza nulla di serio, mentre per quanto riguarda il malumore, beh..., se togliamo i reciproci insulti che durante l'allenamento partono alla volta del petomane di giornata (ruolo che cambia di volta in volta in base alle variabili: freddo/spuntino/aperitivo pre-allenamento!), la situazione è di uno spogliatoio unito (N.d.A.: ecco, al riguardo ...magari in doccia stiamo anche un pochino più distanti, grazie!). Il discorso da tenere ai propri ragazzi prima dell'incontro, per Mister Dalla Silvestra, diventa quindi fondamentale: "Me raccomando! Non sottovalutiamo la partita credendo già di avere vinto! Loro sono in pochi e sono ultimi in classifica...ecc, ecc,.... Non facciamo errori...ecc, ecc,... Giochiamo come una finale...ecc, ecc,... Capito tutto?". Ma quando Nato riapre gli occhi dopo aver pronunciato, quasi recitato, le sentite parole, l'unico essere che gli sta ancora prestando attenzione è una talpa che, vista l'espressione, sta pensando: "Ma con chi parla questo che tutti gli altri sono negli spogliatoi??". Raggiunta la squadra per l'appello, Nato riesce in un ultimo disperato invito: "Almeno cerchiamo di non prendere cartellini stupidi a 3 giornate dalla fine con l'ultima in classifica, che in Coppa Disciplina siamo messi bene!!". "Stai tranquillo!" gli rispondiamo noi diligentemente, infatti, dopo appena due minuti dall'inizio della gara, Petucco viene ammonito per una inspiegabile quanto platealissima protesta (con tanto di ringraziamento alla Madonna di Monte Berico) per un semplice fallo in attacco fischiato dall'arbitro per una sua presunta spinta. "Mah, cominciamo bene!", mormora preoccupato il nostro pubblico (2 persone: perciò un mormorio è facilmente udibile dal campo!). Invece l'avvio storto è solo un fuoco di paglia e la partita si incanala subito per il verso giusto tanto che dopo i primi trentacinque minuti siamo già sopra di tre gol e senza aver fatto nemmeno tanta fatica. Il primo ed il terzo sono messi a segno dal vostro narratore con un tiro al volo dal limite dell'area finito a fil di palo e con un colpo di testa su un cross alto del Toro, sfruttando praticamente i primi due tiri in porta della sua gara. Il secondo invece è opera del Toro con una rasoiata di sinistro all'incrocio dopo aver raccolto di prima una respinta della bariera su una punizione a "ciofeca" che lo stesso attaccante aveva malamente tirato. Da segnalare anche una rete non convalidata a Franco per un impossibile fuorigioco. Sopra di tre gol, il mister esegue una girandola di cambi che sembra di essere a quelle abominevoli amichevoli estive organizzate per beneficenza tra Nazionale Cantanti Allo Sbando e Nazionale Frati Flagellati dove ogni novanta secondi entra od esce qualcuno. Il risultato di tutto è che si crea in campo un po' di confusione dove ognuno, a suo modo, tenta di trovare la via del gol ma nessuno riesce a pescare il Jolly giusto. A trovare l'occasione da rete è invece il Tatanka quando a dieci minuti dalla fine della partita, ottiene un calcio di rigore per "accasciamento" dell'attaccante avversario, che in effetti quasi sviene in area per un colpetto che riceve sotto la suola della scarpa da parte di Roby. Lo stesso attaccante va al tiro ma Ito si inventa "pararigori" neutralizzando di ginocchio la pur pessima conclusione. La seconda distrazione della partita accade a gara quasi conclusa e ci costa però un gol. Palla lanciata in diagonale rasoterra a tagliare tutta la nostra difesa che finisce ad un avversario il quale, entrato palla al piede in area di rigore, infila Ito in uscita. Segue convinta quanto inspiegabile esultanza da parte del suddetto giocatore. L'arbitro capisce che ormai la partita non ha più nulla da dire e manda tutti a bere un thè caldo. Alla notizia dei risultati delle inseguitrici e del conseguente sicurezza del primato, parte della squadra si trasferisce al bar di riferimento per dare sfogo alla proria libera gioia. Ma, visto quanto si è speso e bevuto, il più contento di tutti è stato sicuramente il proprietario del bar! Brava Spes!

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20° giornata

SPES - SANTAFE'

0 - 0

 

 Ricky, Cikko(35' Matteo), Roby(35' Mamo), Nicola(35' Giulio), Petu(50' Fede), Soni(35' Skina), Gati, Toro, Biga(60' Petu), Toni(45'Ale), Franco(55' Ilo)    Dir.: Nato

In quanti, tra le moltetudini di migliaia di milioni di miliardi di tifosi, speravano che la Spes potesse concludere il campionato con il cento per cento di vittorie nella partite casalinghe, saranno rimasti sicuramente delusi da questo primo pareggio a reti inviolate. Eppure la Spes è piaciuta nonostante l'impegno in campo potesse venire meno data l'ormai raggiunto primato in classifica. Tutto sommato la squadra ha ben giocato ed ha fatto vedere qualche manovra che non si vedeva nemmeno nelle partite domenicali di Subbuteo tra l'Italia '82 ed il Borussia Monchengladbach del '68 che si facevano da bambini: che schemi a colpi di unghia! A dirigere l'incontro viene richiamato a Settecà il famigerato "Meticoloso" e che già si era presentato a modo suo nella partita di andata con il Pollice verde (vedi partita). Con una certa ansia, tutti a bordo campo si aspettano la spettacolare entrata per lo schieramento delle squadre di inizio partita, vero fiore all'occhiello del direttore di gara. ...Nel frattempo due strani individui si arrampicano sul tetto del cimitero...  Stavolta, per la delusione nostra e di tutto il pubblico presente, l'arbitro salta impunemente sia la sua caratteristica traiettoria ad "angolo retto" per portare tutto il gruppo sulla linea di metà campo, sia il maniacale controllo delle reti delle porte. Per il resto, però, il metodo di arbitraggio rispecchia la partita da lui stesso precedentemente condotta: fischi ad occhio, fuorigioco ad orecchio ed interventi a naso! ...I due loschi individui suddetti, intanto, stanno montando un treppiede sul punto più alto del tetto e stanno "trafficando" con un oggetto che potrebbe essere un fucile, un lanciarazzi o chissà che altro...  La Spes come spesso è capitato nelle ultime apparizioni è al gran completo anzi, anche qualcosa in più, ed allora ecco che mister dalla Silvestra si deve ancora adoperare in un turbinio di sostituzioni forse ancor più violento della scorsa settimana. I giocatori sono combattuti sul fatto di volere o meno essere presenti nel gruppo titolare anche perchè si è ormai capito i due famosi energumeni che sovrastano tutti dalle funeree mura parrocchiali, altri non sono che i tifosi Crazy e Massimo i quali, muniti di telecamera, stanno tentando di riprendere la nostra partita. Chiunque di voi abbia mai avuto la sfortuna di rivedere le proprie gesta calcistiche alla Tv si sarà reso conto di quanto il nostro calcio possa essere brutto e lento in relazione alle consuete partite che il palcoscenico televisivo offre. Più che brutto e lento, direi orrendo. Se dal campo si ha la sensazione di essere veloci che antilopi e sguscianti come anguille ecco che, una volta inchiodate le mirabili gesta su un supporto mediatico, tutte le nostre certezze vanno a sgretolarsi quando ci rivediamo lenti come paguri ed impacciati col pallone come potrebbe essere solo una donna alle prese con il parcheggio di un SUV in un garage in centro città! Fortunatamente (o purtroppo; in fondo almeno le risate sono garantite!) la videocamera che riusciamo ad accattare per l'evento non è una sfolgorante videocamera digitale da 12000x di zoom digitale e quant'altro, ma è una vecchia macchina da ripresa, prestata dalla morosa di Bibe (che comunque ringraziamo infinitamente!), di un modello appena più recente di quelle a manovella! Risultato: di due batterie messe a disposizione, una è completamente scarica mentre l'altra dura dieci, forse quindici minuti, tempo appena necessario ai nostri due operatori improvvisati per capire come muovere lo zoom, mettere a fuoco, ingrandire l'immagine, rivedere quello che si è fil.... basta! Scarica! L'operazione "Rprendi la Spes" si infrange contro la tecnologia nemica appena al settimo minuto del primo tempo! I pochi che hanno avuto finora la possibilità di rivedere il filmato hanno commentato con un laconico: "Si... si vede qualcosa... qualche azione, un lancio sbagliato di Biga (n.d.a. maledetta telecamera!!)...." lamentando durante la visione solo un po' di bruciore di stomaco e qualche peto violento incontrollato. Succede. Durante la visione di una nostra intera partita registrata, qualche stagione fa avevano perso la vita due persone!! Ora sotto con gli ultimi due impegni esterni e poi sotto con le finali. Abbiamo ancora una semifinale da vendicare!!

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ATL- S.LAZZARO - SPES

1 - 0

avversari

Ito, Giulio, Mamo, Roby(35' Nicola), Petu(65' Franco), Gati, Skina (35' Cikko), Toro, Biga(60' Fede), Toni(35' Ilo), Franco (50' Meme) N.e: Ale   Dir.: Nato

In questo penultimo turno della regular season (si sa che dire qualcosa in inglese rende tutto più figo!!) la Spes subisce la seconda sconfitta stagionale. Ad infliggere la pena, stavolta ci hanno pensato i raga (fa molto giovane anche questo!) del S.Lazzaro. La partita, importantissima per loro, ininfluente per noi, ha rispecchiato a parti invertite ed in modo quasi fedele la gara dell'andata dove i nostri avversari avevano giocato meglio e con più incisività ma eravamo stati noi ad insaccare il gol da tre punti. Come si diceva, stavolta, la cosa è andata esattamente al contrario con tanto di gol all'incrocio dei pali sull'unico tiro nello specchio della porta dei locali, proprio come era successo a noi circa un mese fa. In casa Spes l'attenzione principale più che alla gara è rivolta alla nottata che seguirà la partita in quanto, in ringraziamento agli Dei per la vittoria del girone, si è deciso di sacrificare gli ultimi tre neuroni rimasti nei nostri giovani e bacati cervelli in una serata dalla vena vagamente alcolica dedicata solo alla squadra, con tanto di pullman noleggiato (perchè "imbriago" è bello ma con la patente in tasca è meglio!), aperitivo, cena, disco e fantasia. Tanto aperitivo e poca fantasia! In campo però la squadra non scende a fare solo presenza, anzi. Pronti, via e dopo appena qualche minuto il Toro, servito da un lob di Petu dalla destra, ha la possibilità di incrementare il suo bottino di gol stagionali con un tiro in corsa da pochi metri dalla porta. Purtroppo il pallone, colpito in allungo e di controbalzo, supera la traversa di un metro abbondante per buona pace del portiere che per evitare il gol, probabimente inevitabile nel caso il tiro avesse inquadrato lo specchio della porta, avrebbe potuto solo abbattere a schioppettate il nostro attaccante con dei pallini del sedici. I locali stentano un po' a trovare le misure ma al primo tentativo l'Atletico passa. Passaggio profondo in fascia per il loro attaccante che va incontro al pallone. Roby tenta un azzardato anticipo ma il gesto non riesce e la palla sfila tra le gambe di entrambi. Il più lesto a girarsi ed a controllarla è la punta che appena entrata in area lascia partire una fucilata ad incrociare che si infila sotto il sette alla destra di Ito. Bel gol, resta da vedere se riprovando lo stesso tiro per 100 volte in quale percentuale l'attaccante saprebbe ripetere la stessa esecuzione! Ito allarga le braccia: "Non potevo farci niente!". "Non ti preoccupare!" gli rispondiamo noi senza rancore, "E' la stessa risposta che abbiamo dato ai Vigili quando ci hanno chiesto perchè la tua auto era parcheggiata dentro un cassonetto!". Qualche minuto dopo aver subìto il gol, abbiamo una chance di pareggiare ma il tiro ravvicinato in scivolata del vostro narratore da una decina di metri dalla porta è ben respinto dal portiere in tuffo. Sul groppone il vostro relatore ha anche una bella "sbucciata" di sinistro al volo da qualche metro all'interno dell'area di rigore che poteva sicuramente essere gestita meglio (N.d.A. non nascondo che ad azione conclusa ho dato un'occhiata alla mia auto nel parcheggio! Era ancora al suo posto! Grazie!). La partita si fa sempre più combattuta ed i falli di gioco non mancano. Il Toro, forse per via di quella peperonata con acciughe e aglio delle dieci di mattina, nella sua fascia mette in seria difficoltà il diretto avversario tanto che lo stesso difensore, in due occasioni, , una volta saltato in dribbling è costretto a stenderlo da dietro. Per l'arbitro il primo fallo è da cartellino giallo mentre sul secondo, praticamente fotocopia del precedente, fischia la punizione senza sanzionare nuovamente il giocatore. Il Toro si incazza, a Nato si gonfiano le vene del collo mentre Ito compila i moduli dell'assicurazione della macchina. La ripresa vede ancora la Spes in avanti alla ricerca del pareggio ma il gioco è molto più confuso. Dalla nostra si contano alcuni colpi di testa mal calibrati, molti cross a vuoto ed una punizione insidiosa di Meme respinta di pugno dal portiere, per l'Atletico un paio di tiri da lontano ma molto distanti dai pali della porta. Il gioco è molto spezzettato ed a complicare di più la serenità in campo è la necessità, per cinque o sei di noi che sono diffidati, di prendersi un'ammonizione per riuscire a farsi qualificare nella successiva ed ultima gara di campionato (N.d.A. tutto questo perchè nella fase finale le diffide non vengono azzerate. Che bella pensata dell'AICS!). Il tutto ovviamente evitando di staccare qualche pezzo di menisco dalle gambe dei locali (anche perchè poi cosa te ne fai di un menisco in più in casa?). Nell'ultimo quarto d'ora questo diventa il nostro scopo principale della gara: io e Gati riusciamo nell'impresa mentre altri hanno qualche difficoltà in più. Petu meriterebbe anche qualcosa di più di un giallo quando assesta una pedata da film sulla tibia di un avversario. Purtroppo per lui, e per l'avversario, il fallo è commesso a gioco già fermo e quindi non punibile dall'arbitro. Anche Franco rientra in campo negli ultimi cinque minuti per andare a caccia di un giallo. "Prendilaa di maaano!" gli urliamo dalla panchina. "Ammoniscilo!!" suggeriamo anche al direttore di gara non appena Franco commette un fallo (penso non si sia mai visto che tutti i componenti di una panchina protestino con l'arbitro perchè non sanziona un compagno!). Anche per lui, però, i tentativi non vanno a buon fine tanto che l'unica cosa che riesce ad ottenere è procurare quattro punizioni a favore dei locali. Sull'ultima di queste un tapin al volo di un avversario rischia pure di farci prendere il secondo gol. Ma ormai la partita è conclusa e l'Atletico porta a casa i tre punti. Il pomeriggio si conclude con salame e vino rosso nei locali di S.Lazzaro e poi via a prepararsi per la serata Spes. Speriamo di tornare tutti interi.

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22° giornata

POLLICE VERDE - SPES

 2 - 4

Fede(cristian), avversari, Meme(alberto), Alberto, Roby, avversari

 

 Ricky, Cikko (35' Matteo), Mamo, Nicola (60' Ale), Fede (45' Petu), Campa, Giulio, Ale (25' Roby), Toni (35' Alberto), Ilo (55' Toni, 60' Nato), Franco (45' Meme)

Dopo le feste della scorsa settimana, in quest'ultima partita del campionato, la Spes torna a raccogliere i tre punti. Stavolta l'avversario di turno è il Pollice Verde che ormai non ha più nulla da chiedere a questa giornata se non quella di giocare, con e come noi, una bella e sempre inguardabile partita di calcio amatoriale. Il pomeriggio vede il vostro narratore osservare la partita dall'esterno per scontare la giornata di squalifica faticosamente conquistata nel turno precedente. Non solo. Visto il terribile flop mediatico occorso durante la gara casalinga con il Santafè, oggi viene anche investito dagli stessi compagni non da un'auto, fortunatamente, ma del ruolo ufficiale di cameraman/ telecronista/ commentatore tecnico/ sguattero della società. In pratica si tratta di filmare la partita (già di per sè impegno gravosissimo) aggiungendo magari qualche nota di colore all'audio. Difficile capire come ci si possa sentire più idioti a trovarsi alle 13 e trenta di un sabato pomeriggio sugli spalti deserti di un campetto di periferia, a parlare ad una videocamera tenuta in mano a mo' di teschio dell'Amleto Shakespeariano. Fortunatamente, gli basta osservare i primi minuti della partita per capire di non essere l'unico a fare qualcosa di imbarazzante. Sembra, infatti, che sotto sotto l'occhio impietoso della telecamera altre ventritrè persone stiano cercando affannosamente di mettere in scena un bel incontro di calcio! Tentativo che risulta vano a poco a poco che il tempo passa! Dati i settanta e più minuti di ripresa che lo hanno visto impegnarsi in una passionale telecronaca, il vostro Bruno Pizzul ha deciso di comprimere più del consueto questa cronaca (tanto le vaccate si sentono direttamente in diretta nel filmato!). Perciò, andando per vie rapide, si può riassumere l'incontro in queste poche righe: gara un po' smorta nel primo tempo vivacizzata sul finale solo dal primo gol della Spes da parte di Fede su bell'assist di Ilo. La ripresa è molto più confusa ma almeno si vedono cinque gol, tra l'altro quasi tutti evitabili. Il Pollice pareggia dopo pochi minuti dal fischio d'inizio ma una manciata di secondi più tardi Meme, ben servito da Alberto, trova il raddoppio ospite. Intanto Nato usa il pallottoliere per contare i cambi che sta facendo. Pare che qualcuno sia entrato e poi uscito dal campo in sostituzione per 13 volte in venticinque minuti. Poi, due enormi "vaccate" del portiere regalano i primi gol in neroverde ad Alberto, con un tiro dal limite lisciato clamorosamente dalle mani del numero uno, ed a Roby, il quale ha più che altro il merito di calciare una lunga punizione dalla metà campo verso la porta avversaria; il resto ce lo mettono il portiere in uscita ed un difensore che abbassandosi sulla chiamata del proprio compagno tocca il pallone con la chiappa destra allungandone la traiettoria fino a farlo entrare nella propria porta. Prima della fine arrivano anche il secondo gol del Pollice Verde e due grosse opportunità sprecate capitate sui piedi di Bibe e Nato. Cosa dire ora che il termine della stagione è arrivato? Beh, quello fin quì disputato è stato un bel campionato: la cavalcata di diciassette vittorie su ventidue partite dimostrano che comunque il primo posto finale ce la siamo meritati. E' il frutto del lavoro di una stagione in cui abbiamo sudato, corso, preso acqua, freddo e pure tanta neve ma durante la quale abbiamo anche fatto vedere, a volte, del discreto calcio. Ora, però, si riparte da zero e servirà mettere in campo certamente ancora più energia (e non mi riferisco ai bussolotti di amino-acidi-ramificati eccetera; a proposito... qualcuno conosce qualche negozietto di quelli giusti??). Invito chi avesse voglia di seguire il proseguo della nostra stagione di andare alla pagina dedicata alle Finali. Citando un famoso motto, che notoriamente porta una sfiga galattica, concludo così: "Comunque vada, sarà un successo!". Ciao e forza Spes.

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