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Commenti
a cura di: Biga
Ogni
riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti potrebbe
non essere del tutto casuale.
Nella formazione: Giallo/ammonito,
Rosso/espulso
Sotto
al risultato sono segnati i marcatori, tra parentesi l'assist
IL CAMPIONATO
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12°
giornata
SPES
- ARR. GUERRA
4
- 1
Petu, avversari, Toro, Meme (toro), Meme (rig.)
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Ito, Giulio, Roby, Nicola
(60' Ale), Petu (55' Cikko), Campa, Gati, Toro, Biga,
Toni (45' Meme), Franco (62' Fede) N.e.:
Mamo Dir.: Mirco
Dopo una sosta forzata
di oltre un mese causata sia dalla prevista pausa invernale
comandata dalla federazione, sia ad una serie di nevicate
che non si vedevano in Italia da anni, finalmente
è ripreso il campionato. E si riparte da dove si era
lasciato, con una vittoria. Niente trionfalismi, però.
La vittoria, certamente meritata e dal punteggio che
non lascia adito a recriminazioni, è stata ottenuta
in una partita che ha stabilito un nuovo record del
Guinness dei Primati nella Categoria "Eventi sportivi":
un pool di 7 giudici ed un notaio hanno stabilito con
esattezza che questo è stato l'incontro di calcio
più lento che si sia mai giocato al mondo dato
che nei settanta minuti totali la velocità media
dei 22 giocatori in campo è stata calcolata in
0,0034 Km all'ora. Vale a dire che in una scala ipotetica
di valori, il giocatore medio di Spes-Arr.Guerra si
potrebbe posizionare tra un cavalluccio marino zoppo
e un sempre rapido lombrico dalla testa a sciabola (maledetto
lombrico!). Tutta questa pesantezza è sicuramente
dovuta a più fattori, tre in particolare. In
primis, il terreno di gioco piuttosto pesante, anche
se ha decisamente perso l'aspetto da risaia che aveva
una settimana fa. Secondo, i numerosi e obbligati allenamenti
sul cemento che, nonostante siano lavoro utile per le
settimane future, hanno il fastidioso problemino di
rendere nei primi
giorni i polpacci degli "atleti" come due salami toscani
di cinghiale, duri e invecchiati.
Terzo punto, il fatto che a questi allenamenti abbia
partecipato più o meno metà squadra; chi
aveva calcetto, chi faceva tardi al lavoro, chi c'aveva
il nonno chiuso in una cisterna di acido solforico,
insomma la media presenze in quest'ultimo periodo non
è stata per nulla elevata. Perlomeno,
al sabato per la partita non c'è stato problema di numero e quindi
di formazione, infatti Mister Dalla Silvestra ha
avuto le idee chiare fin da subito. Talmente chiare
che Venerdì sera ha preso una valigia, l'ha riempita
di costumi da bagno e qualche sopressa (non si sa mai!)
ed ha preso il primo volo per il Brasile lasciando un
romantico biglietto sul portone del campo che recita:
"Io sono andato in Brasile, il Mister lo fa Mirco,
non mi rompete le palle per nessun motivo! 'Ndè
farveo metere!". Alla lettura in spogliatoio di
queste toccanti parole qualcuno di noi non ha trattenuto
una lacrima. Quindi per tre settimane lo scettro del
potere è passato in mano a Mirco. Il nuovo mister-supplente
è sembrato subito entusiasta, voglioso e propositivo.
Almeno fino al quinto minuto del primo tempo quando,
visto il basso e lumacoso livello di gioco, ha abbandonato
la panchina presentando le dimissioni. A farlo tornare
sui suoi passi, però, ci ha pensato la clausola
rescissoria inserita astutamente da Nato che prevede,
in caso di abbandono dal neo-ruolo di allenatore, il
pagamento tramite assegno non trasferibile di una cena
di pesce di almeno 70 euro a persona per tutta la squadra
con famiglie al seguito. Fatti due brevi conti Mirco
è ritornato in panchina con ritrovato entusiasmo.
La partita in sè ha raccontato poco: noi in avanti
per cercare di segnare e gli avversari a tentare di
ripartire in contropiede. Il gol dell'uno a zero che
sembra spianare la strada è opera di Petu con
un colpo di testa ravvicinato su calcio d'angolo del
Toro. Spazi per i nostri attacchi ce ne sono a volontà,
il problema è avere le gambe per sfruttarli! Comunque
la partita prosegue senza patemi finchè, quasi
a fine tempo, al primo tiro in porta l'Arredamenti
Guerra pareggia. Cross basso dalla destra e mentre Roby
protegge tranquillamente la palla, Ito la chiama e si
tuffa per la più facile delle prese a terra.
Sarà che è il primo intervento della gara,
sarà per il dolore all'inguine che lo infastidisce
o sarà per la Nivea che ha messo sui guanti prima
della partita per cospargersi il corpo come una lussuriosa
ballerina
di lap dance, fattostà che il pallone tra le
mani del nostro portiere sembra che sia fatto di plutonio
fuso tanto la presa è molle ed incerta. Ovviamente, sull'errore
di Ito la palla non poteva che finire, bella bella pulita pulita,
tra i piedi del loro centravanti a cui non pare vero
di segnare un gol così semplice a
porta vuota. 1-1. Ito si dispera mentre noi lo rincuoriamo:"Sono
cose che capitano... succede a tutti... sono quegli
eventi che non puoi prevedere! Guarda quell'auto nel
parcheggio, ad esempio. Era lì tranquilla senza
il suo proprietario ed ora guarda come ha preso fuoco
dal nulla!". "Ma quella è la mia autooo!!"
si dispera Ito. "Sono cose che capitano...!"
replichiamo noi mentre gli ultimi tizzoni si vanno spegnendo.
Tempo di bere un thè caldo e di compilare il
modulo dell'assicurazione e siamo in campo per il secondo
tempo. Passano cinque minuti e troviamo subito il gol
del 2-1 con una bella punizione mancina del Toro che
lascia immobile il portiere avversario. Per gli ospiti,
molto più in affanno di noi sul piano fisico,
questo è la mazzata definitiva. Da lì
riusciamo a segnare altri due gol con Meme. Il primo
di testa su preciso cross del Toro ed il secondo su
rigore, nel finale di partita, per un netto fallo
del portiere, che viene anche espulso, sullo stesso
attaccante. Finisce così con una vittoria la
prima uscita del 2009. Ora ci attende una bella sfida
in trasferta con la Nuova SKF. Speriamo almeno in un
tempo un po' più clemente... Basta pioggia!
torna
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13°
giornata
NUOVA
SKF - SPES
0
- 4
Toro,
Franco(toro), Franco, Petu(gati)
|
Ricky,
Cikko, Giulio (35' Roby), Mamo, Petu, Campa, Gati, Toro,
Biga (5' Ale), Toni, Franco Dirigente:
Mirko, Skina
Nei
molti anni passati a giocare a Settecà, ho compreso
che una delle caratteristiche primarie di questo gruppo
è che l'impegno messo in campo dalla squadra
nella partita del sabato è direttamente proporzionale
al valore dell'avversario che ci si trova di fronte.
Vale a dire che quando la Spes gioca con l'ultima in
classifica il livello di agonismo è di poco superiore
ad una partita di dama tra un pensionato novantacinquenne
rimbambito e la sua badante slovacca di diciotto anni
che non ha mai visto una scacchiera in vita sua mentre,
in occasioni come quella di oggi contro una squadra
forte in cui bisogna dare tutto se si vuole combinare
qualcosa di buono, allora la squadra si trasforma ed
ognuno tira fuori il meglio che ha. "Io posso mettere
solo i tre euro che ho in tasca!" esclama Campa
che come al solito non ha capito una sega!! Con questa
premessa, ecco quindi spiegato il cambio di marcia
tra la scorsa settimana, in cui si era vinto ma con
sufficienza, ed oggi in cui la squadra ha sofferto e
convinto anche contro lo stato di emergenza in cui si
è trovata. Infatti, oltre all'ormai disperso
Mister, di cui si è già detto nella cronaca
precedente (si dice che stia vagando per la foresta
Amazzonica nei dintorni di Manaus alla ricerca della
città delle Amazzoni), la famosa influenza "australiana"
ha messo KO Meme, Soni e Nicola, il quale tra l'altro
ha fatto di tutto per portarsi a casa l'australiana
capendo solo troppo tardi che i telegiornali parlavano
di influenza e non di spogliarelliste sadomaso. Se aggiungiamo
alla lista degli assenti anche i degenti Mirco, Skina,
Fede, Ito e Matteo ecco il perchè la Spes presenta
all'arbitro una lista di appena 13 giocatori, contando
anche Roby che arriverà solamente poco prima
della fine del primo tempo. Ma non ci perdiamo d'animo.
"Uno, due, tre, prrrrrrrrr!" e con un roboante
peto di gruppo ci diamo la carica in spogliatoio. Poi
l'arbitro apre la porta per fare l'appello e sviene.
Succede. L'inizio della partita è scoppiettante,
poi l'arbitro avvisa Ale che i mini-ciccioli in panchina
non si possono accendere e lo scoppiettio ha termine.
Passano cinque minuti di orologio e guadagnamo un calcio
d'angolo. Luca lo calcia male e lungo ma Campa raccoglie
il pallone e tenta la più improbabile delle serpentine
in area palla al piede. Il tentativo ha naturalmente
vita breve e, dopo la seconda finta, un difensore interviene
sul pallone che per nostra fortuna carambola sulla destra
dove Luca è stato lasciato colpevolmente libero
da marcature. Controllo, destro a giro non irresistibile
ma il portiere è battuto per lo 0-1. L'entusiasmo
è limitato a qualche pacca sulla spalla. Nello
stesso istante a causa di uno stiramento (che fa un
male cane, non pensavo, porc...), il vostro narratore
chiede la sostituzione. Solo allora dalla squadra esplode
un tripudio di gioia (bastardi! tutti i fottuti compagni
ad esultare per il cambio neanche avessimo vinto i mondiali.
Eh, ma la vendetta sarà terribile!). Fattostà
che sono passati cinque minuti, siamo in vantaggio ma
non abbiamo neanche un cambio in panca (Roby sentito
al telefono sembra che per la fretta abbia sbagliato
strada finendo in tagenziale a Mestre). La reazione
dei locali non si fa attendere. Ricky devia in angolo
un'insidiosa punizione. Ma, qualche calcio piazzato
a parte, la manovra dei locali è lenta e prevedibile
e lascia spazio al nostro contropiede. Così ecco
che Franco, lanciato da Luca, scatta sul filo del fuorigioco
e batte il portiere in una timida uscita. 0-2. In un'analoga
situazione Campa corre verso la porta avversaria
palla al piede e spreca dal limite, guadagnandosi gli
insulti di Petu (che poi dureranno tutta la partita!)
per non avergli passato il pallone, poco importa
che fosse almeno 15 metri dietro il compagno! Lo zero
a tre è tutta opera di Franco che in pressing
sull'ultimo difensore gli ruba palla ed infila la porta
con un diagonale. Sul finale di tempo i locali reclamano
per un rigore che nove arbitri su dieci avrebbero concesso.
Per nostra fortuna il "pressapochista" (ogni
tanto!!) vede la simulazione del giocatore di casa (che
certo allarga la gamba per cercare il contatto ma che
se fosse successo a parti invertite avrei gridato anch'io
al rigore spergiurando sulla vita dell'arbitro e di
tutti suoi parenti!) e lascia correre. La ripresa inizia
con la debacle di Giulio che, colto da sensi di colpa
per l'umiliazione che sta subendo il fratello avversario,
rifiuta di scendere in campo. Fortunatamente Roby, dopo
tre multe per semaforo rosso e sedici punti della patente
persi, nel frattempo è arrivato al campo e sostituisce
il ruolo mancante. Il secondo tempo è caratterizzato
dal forcing dei locali nel cercare di raddrizzare la
partita ma, come nei primi trentacinque minuti, il gioco
è caotico e le occasioni da gol che ne scaturiscono
lo sono altrettanto. In un tumulto di proteste continue
(è ancora fresco il ricordo del rigore negato)
la Nuova SKF ne spreca una davanti a Ricky, mentre
siamo fortunati (anzi, non sfigati!) quando sulle deviazioni
di Gati (de capoccia) e di Campa (tocco su punizione)
la palla esce a lato di poco dalla porta del nostro
portiere. A rendere ancora più pesante il passivo
arriva negli ultimi sgoccioli di partita il gol di Petu
che gira in rete con un perfetto pallonetto al volo
(che doveva essere un perfetto cross!) una punizione
lunga di Gati, a dimostrazione che a volte l'impegno
è premiato anche dalla fortuna (o forse che insultare
Campa fa bene alla classifica cannocieri! Proveremo..).
Bene, è stata vinta una battaglia ma non la guerra,
come disse Fehjgsxwer...., mi pare. Ora subito sotto
con il S.Agostino, sperando di recuperare un po' di
organico (non il rifiuto, ovviamente) e tenendo sempre
bene in mente che proprio questo è il momento
di non mollare. Forza Spes!
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14°
giornata
SPES
- S.AGOSTINO ASCA
1
- 0
Franco(toro)
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Ito, Giulio,
Roby(35' Mamo), Cikko(35' Nicola), Petu, Campa(25' Soni),Gati,
Ale(55' Fede), Toro, Toni(50' Meme), Meme(20' Franco)
Dir: Biga
Secondo
una precisa regola matematica, sommando le componenti:
Spes che gioca contro la penultima in classifica, campo fangoso,
tempo nuvoloso, condizione atletica precaria causa sedute
di allenamento pesante, voglia poca e concentrazione
zero, ecco che il risultato finale può essere
uno soltanto: una partita di merda. E non certo per
colpa dei giocatori ospiti. La prestazione odierna della
nostra squadra è la riprova di quanto affermato
due settimane fa, ovvero che quando l'impegno viene
a mancare può succedere di assistere ad incontri
scialbi come questo, anche se arrivano solo sette giorni
dopo la bella partita del Comunale di S.Lazzaro. Inspiegabile,
poi, come quattro eroici spettatori abbiamo potuto resistere
alla visione di tutta la partita senza abbandonare i
propri posti. In panchina si è aperto un dibattito
sull'argomento dal quale sono scaturite alcune teorie
per spiegare l'accaduto: A) avanzano soldi da qualcuno
che solo a fine partita glieli dovrebbe restituire;
B) si sono ibernati nella loro posizione; C) trattasi
di manichini dalle approssimative sembianze umane messi
lì da Giulio per cercare di accaparrarsi qualche
sponsor al grido: "Ma hai visto quanto pubblico
abbiamo... Non dirmi che un bel cartellone pubblicitario
sella rete del campo non potrebbe alzare a dismisura
la popolarità dellla tua azienda!!"; D)
era solo gente che, non contenta del cilicio su entrambe
le gambe e delle venti frustate al giorno auto-inflitte,
ha insistito nel volersi fare ancora più male. Un mistero tuttora
irrisolto. La cosa più preoccupante, però,
è che tutte le considerazioni fatte sulla partita
da parte del vostro narratore sono il frutto di settanta
minuti passati in panchina come allenatore al posto di Mister Dalla
Silvetra (che tra l'altro dicono sia rientrato in Italia dal
Brasile con due bei seni nuovi!!) invece di essere uno
dei giocatori in lista. La domanda è: ma non
è che giochiamo sempre così (male!) e
ci si accorge di quanto schifo facciamo solo quando
ci si guarda dall'esterno? Per non cadere in un picco
depressivo senza ritorno, lascio la risposta (che ovviamente
è Si!) ai posteri! A dimostrazione del fatto
che la partita ha dispensato emozioni quanto un còito
tra due lombrichi in amore, c'è da raccontare
che l'occasione più ghiotta nel primo tempo è
nata dall'unica bella azione costruita dalla squadra dopo
mezz'ora di gioco. Palla fatta girare di prima da destra
a sinistra, controllo, tiro e gol di Franco dentro l'area,
annullato però dall'arbitro per un fallo che
nemmeno il difensore avversario ha capito. La partita
continua sempre sullo stesso binario: S.Agostino a chiudere
tutti gli spazi e noi ad attaccare nel tentativo di
concludere qualcosa. Gli ospiti arrivano una volta soltanto
al tiro, anche pericolosamente, ma Ito risponde
bene a quest'unica chiamata della giornata. La ripresa
inizia con qualche cambio di giocatore con l'intenzione
di rinvigorire lo spirito in campo ma si vede che proprio
non è giornata. La miglior fotografia della partita
è il "Colpo del cigno" che Nicola
sfoggia dopo dieci minuti dall'inizio della ripresa.
Su di un bel "campanile"
sparato lungo ed alto dalla difesa avversaria per liberare
l'area, il nostro numero 17,
tutto solo sulla linea di metà campo, improvvisa
un colpo di testa in tuffo che va clamorosamente a vuoto.
Il giovane, oltre che a spalmarsi di panza nel fango
ed a rimediare giustamente le offese di tutti i compagni,
gli abitanti
del quartiere, i pensionati, le donne delle pulizie,
i Carabinieri e di tre talpe, ottiene anche un fallo laterale a favore
degli ospiti per un suo presunto tocco (magari, avesse
sfiorato il pallone sarebbe già stato qualcosa!)
che vede solo il direttore di gara (non
in formissima nemmeno lui!). Fortunatamente negli ultimi
venti minuti, la squadra cerca almeno con un pochino più
di ardore di
guadagnarsi la vittoria. Ed ecco allora, a due minuti
dalla fine, arrivare il gol da tre punti. Da una lunga
rimessa laterale di Petu la palla rimbalza in area e,
in una fagiolata farcita di botte e spintoni, viene
lisciata da almeno quattro giocatori per poi arrivare
a Franco che dalla linea dell'area piccola gira in rete.
1-0. Il Toro giura di aver toccato il pallone di quel
tanto che è bastato per mettere fuori causa il
difensore, reclamando così un assist in classifica.
Un pool di esperti assieme alla Commissione Calcio di
Settecà, composta da Nato, M. Pertegato e F.Marini,
sta valutando i filmati ed in settimana si attendono
i risultati. Poco dopo il gol subito è bravo il portiere avversario
a ribattere una doppia conclusione ravvicinata. L'incontro
termina così con un sofferto 1-0 ma che ai fini
della classifica, visti i risultati giunti dagli altri
campi, può valere 6 punti. Ora sotto con le prossime
partite. Sicuramente servirà più determinazione,
ci aspetta un Febbraio forse decisivo per il proseguo
del Campionato.
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15°
giornata
PFAFF
'92 - SPES
1
- 0
avversari
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Ito, Giulio,
Mamo, Cikko(35' Nicola), Petu, Campa(35' Soni), Gati,
Ale(35' Biga), Toni(45' Roby), Toro, Franco (55' Toni)
N.e.: Nato, Fede
Come un
uccellaccio del malaugurio di nero vestito, nella scorsa
cronaca avevo chiesto più impegno da parte della
squadra, pena un possibile passo falso in questo mese
"pregno" di partite importanti. E così
accade che per demotivazione (molta), un po' di sfiga
(un pochina) ed una clamorosa svista arbitrale (molto peggio della mano di Adriano nel derby!) la Spes decide di
regalare quasi un tempo di gioco al Pfaff ed incassare
di rimbalzo la prima sconfitta della stagione. I locali,
visti i precedenti che nelle scorse stagioni hanno sempre
visto la Spes espugnare il comunale di Grisignano, decidono
di spostare la partita nel campo parrocchiale di Barbano
(in realtà a Grisignano il campo è inagibile
da mesi ma qualche scusante la dobbiamo pur tirare fuori
da qualche parte!). Se qualche squadra avversaria ha
avuto il coraggio di lamentarsi delle condizioni del
terreno di Settecà, è cortesemente invitata
a giocare una partita a Barbano dopo un mese quasi ininterrotto
di piogge e dopo che i pur volenterosi ragazzi del Pfaff
hanno tentato di rullare il campo. Risultato: parte
centrale del campo dura e liscia, fasce esterne ingiocabili
con 5 cm di fango denso e molliccio a fare da collante
sulle scarpe dei giocatori. Ma senza volersi aggrappare
a scuse inutili, la squadra appare poco motivata fin
da subito mentre i locali partono col piglio giusto.
Il Pfaff si presenta con un uomo al limite dell'area
pronto al tiro un paio di volte ma il nostro portiere
e la loro scarsa mira rendono innocui i tentativi
mentre su un'occasione successiva è miracoloso
l'intervento di Ito quando va a salvare sulle linea
un tiro a botta sicura di un attaccante avversario da
pochi metri.
Anche Toni è al limite dell'area quando tira
e segna un gol bellissimo, ma il tutto è successo
quando ancora le due squadre sono negli spogliatoi per
cambiarsi e, per uno stupido cavillo del regolamento,
la rete non è ritenuta valida dall'arbitro. E'
valido invece il gol che mettono dentro i locali verso
la metà del tempo direttamente da calcio d'angolo.
Nel momento del calcio Campa è appostato nel
fondamentale ruolo di "uomo sul primo palo"
ed il suo sguardo è attento come quello di un
cobra prima di colpire la sua preda. Purtroppo, proprio
in quel momento di concentrazione, gli torna in mente
la barzelletta del fantasma formaggino che qualcuno
gli ha raccontato otto mesi prima ed inizia a ridere
da solo. La palla, che disegna una traiettoria tutt'altro
che voluta dal suo esecutore, gli sorvola la testa
e si infila in rete. A Campa quel sorriso resterà
per tutta la vita. Non perchè sia un ragazzo
felice ma perchè è la paresi che gli è
rimasta dopo la saccagnata di legnate che ha preso in
spogliatoio dai compagni durante l'intervallo. La seconda
parte del tempo la squadra si propone con più
decisione in avanti ma nessuna delle conclusioni è
fortunata. La ripresa si gioca praticamente solo nella
meta campo avversaria ma giocare in fascia è
impossibile ed il Pfaff è chiuso bene a difesa
del risultato. Il gol del pareggio arriva quando mancano
dieci minuti alla fine della partita. Franco tocca
in profondità per l'inserimento di Gati il quale
dal dischetto del rigore, anzichè tirare una
bordata da buttare dentro palla, portiere e linee del
campo, inventa un pallonetto che colpisce la parte bassa
della traversa. Il pallone torna in campo ed il vostro
narratore di testa la butta dentro. C'è un ultimo
disperato tentativo da parte di un difensore avversario
che buttandosi dentro la porta, e reggendosi con le
mani alla rete, di ginocchio rimpalla il pallone quando
questo è entrato di un metro buono. "Goooaaal!!"
gioiamo noi, ma il fischio dell'arbitro non arriva.
"Gioca! Gioca!!" grida quest'ultimo ancora
appollaiato sulla linea di metà campo come un
gufo sul ramo di una grossa quercia. Alle nostre veementi
proteste lui replica: "Ragazzi, avevo almeno cinque
persone davanti alla linea del pallone. Non ho visto!".
Inutile spiegargli che per una semplice regola
logica se lui, dei 23 presenti in campo, è sempre
l'uomo più lontano dal pallone, è molto
probabile che dei restanti 22 qualcuno si inserisca
nella sua traiettoria visiva della palla, ma il brav'uomo
non vuole sentire ragioni. Poi, quando
mancano cinque minuti alla fine della partita, tanto
per compensare alla svista clamorosa l'arbitro si inventa
un'inutile quanto esagerata espulsione ai danni di un
nostro avversario ma ciò non aiuta la nostra
eventuale rimonta e l'incontro termina così con
la nostra prima sconfitta in campionato. Niente drammi,
però. Certo, dopo otto vittorie consecutive la
sconfitta può pesare, anche perchè giunta
quando avevamo racimolato il maggior distacco dalle
dirette inseguitrici, ma non può certo renderci
meno fieri di quanto ottenuto finora. Questo è
solo il momento di mostrare gli "attributi",
come dicono le persone educate, o "tirar fuori
i coglioni", per usare un'espressione che renda
molto meglio l'idea del pensiero.
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16°
giornata
SPES
- RIVIERA BERICA
2
- 1
Campa,
avversari, Campa (rig.)
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Ito, Roby,
Mamo, Cikko, Petu, Soni, Giulio(35' Gati), Toro, Biga(60'
Toni), Campa (55' Ale), Toni (40' Meme) N.e.: Nato,
Fede, Skina Dir:
Franco
La Spes
torna a vincere e a sorridere nel momento più
indicato della stagione. La partita con il Riviera Berica,
attuale quarta forza del campionato, si gioca infatti
in concomitanza con il derby di S.Lazzaro dove l'Atletico
deve difendere la sua seconda posizione in classifica
dal ritorno della Nuova SKF, che le stà solo
un punto sotto. Una sfida incrociata tra le prime
quattro che potrebbe segnare il cammino di ciascuna.
Quindi l'imperativo ad inizio partita è uno solo:
vincere o, eventualmente, offrire ai giocatori avversari
una serata all-inclusive nel night club più esclusivo
della città in cambio di una vittoria combinata
a tavolino. Purtroppo, visto il rifiuto degli ospiti,
(che non sono dei "puttanari" come noi) la
seconda opzione è scartata e ci tocca quindi
andare in campo a lottare. E lottare è il verbo
giusto perchè la partita è molto fisica
e gli ospiti "bastonano" parecchio, anche
se sempre nel consentito (però non andatelo a
dire alle mie gambe fatte a pois per via dei vari
ematomi come neanche un soprabito di Roberto Cavalli
potrebbe permettersi...). Come se già non bastassero
le motivazioni di classifica, a rendere ancor più
infuocata la
partita l'AICS ci mette del suo designando come arbitro
dell'incontro il famigerato "Baffo", che
per ragioni di privacy da quì in poi chiameremo
Chuckanuga Tennessee, secondo in protagonismo solo all'ormai
ex Centimetro. Chuckanuga Tennessee è fondamentalmente
un buon
direttore di gara, però presenta un difettuccio
di carattere: durante la gara non gli si può
dire assolutamente nulla. Accetta solo qualche
"Buongiorno" quando arriva negli spogliatoi
e, a fatica, un eventuale "Arrivederci arbitro"
al termine della partita. Nel mezzo, verso di lui, neanche
un accenno di: "Ma scusi...", oppure un: "Ma
non ce l'avevo con lei...", alrimenti il cartellino
è assicurato. La partita, come si diceva
è piuttosto tirata ed il bel gioco ne risente
un po'. Di clamorose occasioni non ce ne sono molte
anche perchè Chuckanuga Tennessee fischia molto
interrompendo spesso la manovra. Infatti, il gol del
nostro vantaggio arriva su calcio di punizione dal limite,
calciato forte da Campa ma sul quale il portiere
ospite non è perfetto. 1-0. Il pareggio, come
da copione, nasce verso la fine del tempo da un cross
su calcio piazzato con una bella inzuccata di testa
con il pallone che colpisce il palo interno alla destra
dell'incolpevole Ito ed entra in porta. 1-1. L'estremo
difensore del Riviera, forse innervosito dal gol preso,
già dopo l'uno a zero, inizia a protestare per
ogni cosa, dal fuorigioco fischiato in attacco al suo attaccante
allo spessore delle linee del campo. Effettivamente,
supera un po' troppo il limite quando Chuckanuga Tennessee
fischia un fallo per noi a metacampo. Il portiere, praticamente
la persona più lontana dal pallone, parte (e
da solo!) con la protesta: "Bastaaa! Ma cosa fischiii!!
Sono tutte per lorooo!!!". Purtroppo per lui Chuckanuga
Tennessee al primo "..Ma.." gli sta già
sventolando il giallo davanti ed al "...lorooo!!",
il cartellino giallo è stato sostituito da un bel
rosso vivace. Nella ripresa il Riviera non patisce più
di tanto l'uomo in meno anche perchè la partita
è molto nervosa. In una gara così Chukanuga
Tennessee sguazza felice come un ippopotamo nel fiume,
sventolando cartellini a pioggia per qualunque cosa
(credo siano 11 quelli che riuscirà ad estrarre
nei 70 minuti più recupero della partita!).
Le occasioni migliori capitano comunque sui nostri piedi
ma il gol del vantaggio arriva solo su rigore per un
nettissimo fallo (stavolta non protesta nessuno!) sul
Toro lanciato a rete. Campa segna ed è 2-1. L'ultimo
brivido è a favore del Riviera durante il forcing
finale ma è bravo Ito ad intervenire a terra
sull'unico ma pericoloso tiro che gli ospiti riescono
a collezionare. Bene così, acciaccati ma vincenti.
Ed a distendere gli animi a fine partita ci hanno pensato una
quarantina di panini e qualche tanica di vino rosso messi a
disposizione anche degli ospiti (che ad occhio hanno
molto gradito!). Ora c'è in programma il recupero
infrasettimanale con l'Atletico. Poi il posticipo della
prossima settimana con l'Ars Audax. Speriamo le partite
in notturna tornino a portarci bene!
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17°
giornata
ARS AUDAX
- SPES
0
- 1
Toni
(gati)
|
Ito, Giulio, Roby,
Nicola, Cikko, Soni, Gati, Campa(55' Fede), Biga, Toni,
Nato(50' Ilo) Dir.:
Skina, Franco
Basta dare un'occhiata
alla formazione per capire che questa non è stata
una partita come le altre. In altre occasioni era successo
di ritrovarci per la partita in quattro gatti (a volte
anche in quattro più Gati) complici influenze,
matrimoni di parenti
più o meno fasulli, attacchi di cagotto fulminante,
gomiti che facevano contatto col piede (vedi ad esempio la partita
Nuova SKF-Spes),
ma mai avremmo pensato di essere ridotti così
male da dover ricorrere addirittura
alla convocazione d''urgenza un tesserato rientrato in
Italia
il giorno prima dopo 15 mesi consecutivi passati all'estero.
Invece così è stato. Ma andiamo con ordine.
Gli assenti della serata, tra infortunati ammalati,
impegnati col lavoro e "fancazzisti", sono Ricky, Mamo, Ale, Franco, Matteo
(lo contiamo ancora??),
Toro e Petu; senza più considerare Mirco che ormai,
dopo l'entrataccia killer del difensore dell'Audax nella
gara d'andata, ha definitivamente
dato l'addio al calcio. Durante l'ora che precede la
partita le compagnie telefoniche hanno registrato una
intensa impennata di chiamate e messaggi vari nella
zona dell'Est vicentino. Le voci che si inseguono via
"cornetta" tra i giocatori della squadra sono
le più disparate. Al terzo giro di telefonate
sembra che la presenza di almeno 11 persone da buttare
in campo, almeno per la figura, sia un miraggio. Così
a Giulio viene l'idea: "Chiamiamo Ilo!! Tanto è
tornato ieri dalla vacanza in Brasile di due settimane
dopo più di un anno passato in Irlanda! Mi aveva
detto che veniva a vedere la partita... tesserato è
tesserato... tanto vale che venga almeno in panca a
fare numero!". Non trovando altre valide ragioni
di rifiuto, a parte il giusto imbarazzo di schierare
in campo uno che probabilmente nemmeno si ricorda come
sono fatte le scarpe da calcio, avalliamo la proposta.
Quando siamo già in campo per fare il riscaldamento,
Ilo entra nell'impianto: "Scusate il ritardo, non
mi ricordavo più dov'era la borsa! Senti che
dure ste scarpe!! Che maglie usate...ehm, .. usiamo?".
"...Aaaa posto!" è il coro che esce dal
gruppo. L'infortunato Franco nel frattempo, travestito da dirigente
alla Galliani
con tanto di pelata finta, dentiera gialla ed impermeabile
beige, ci da un'altra buona notizia. Meme, interrogato
dallo stesso Franco al telefono sul motivo per il quale
non si trova ancora al campo, gli ha risposto che lui
non pensava fossimo così in pochi e quindi
ora si trova all'interno di un caldo palazzetto e si
sta già apprestando a giocare una bella partita
di calcetto. Questa volta il coro che si leva dalla
squadra è ben più deciso ed offensivo
e recita così (N.d.R.: sapendo che i nostri principali
lettori sono bambini dai dodici ai trentasei mesi, comunichiamo
che sostituiremo le invereconde parole offensive con
alcuni idiomi di nostra invenzione!): "Meme, sbrapapunz!
Beberona struklin!!" inveiamo noi. Dopo quest'ultima debacle
di organico,
gli sguardi iniziano a farsi realmente preoccupati anche
perchè il vostro narratore ed il "sempre
dolente" Gati, non sono certo al meglio della forma
a causa dei postumi delle ultime partite, tanto che
Gati annuncia già un probabile forfait: "Skina,
tieniti caldo che non so se ce la faccio!". Comunque
siamo ancora in numero sufficiente ed iniziamo il riscaldamento
ma, dopo appena due giri del campo, anche Skina getta
la spugna. Il doloretto che persiste alla gamba da tre
mesi, e che ancora insiste a curare con i vecchi rimedi
della nonna del tipo "latte e graspa" prima
di andare a letto (che in realtà può essere
utile solo per la febbre ma ormai l'abitudine lo ha
reso dipendente) invece che farsi controllare da uno
specialista,
lo fa rinunciare al match. Dalla squadra si leva di
nuovo il violento coro: "Skinaaa, sbrapapunz!
Beberona struklin!!". Considerando che Fede arriverà
solo all'inizio del secondo tempo, il mister Nato prende
in mano la situazione e dichiara dediso: "Allora
sugo mi!", battezzando così il suo esordio
in questo campionato (anche pechè non ci sono
altre alternative!). Al fischio d'inizio l'immagine
della nostra panchina vuota di giocatori è alquanto
desolante. Con tali premesse la partita non è
certo scoppiettante ma già dopo appena tre minuti
abbiamo la possibilità di andare in vantaggio.
Un pallone sporco filtra alle spalle della difesa locale
e Nato si invola, come solo lui sa fare, verso
la porta avversaria. Purtroppo è così
elevata la velocità che il giocatore non riesce
a cambiare il passo nel momento del tiro ed il "puntalone"
che esce di qualche metro alla destra della porta ne
è il risultato. Meglio così, chi avrebbe
sopportato poi per i prossimi mesi tutti gli sbrerleffi
di un Nato/goleador dopo appena tre minuti dall'esordio? Senza
scendere troppo nel dettaglio della partita, comunque
povera di occasioni, arriviamo al gol di Toni. Su un
lancio lungo di Gati, un difensore spizzica il pallone
di testa rallentandone la corsa e rendendolo comodo
comodo per l'incursione di Tonetti che, entrato in area
da solo, fa secco il portiere con un esterno destro
a scavalcare. 0-1. Fino alla fine del tempo per noi
ci sono poche altre azioni temibili, per loro nessuna.
Nella ripresa però è l'Audax a rendersi
più pericolosa soprattutto in due occasioni.
Nella prima è bravo Ito a sventare un bel tiro
piuttosto ravvicinato mentre nella seconda, che arriva
quasi sul finale di partita, il diagonale partito da
un attaccante locale dopo una fagiolata in area di rigore
sugli sviluppi di un calcio d'angolo, esce di poco.
Di contro noi sbagliamo moltissimo nelle ripartenze
sprecando tutto anche quando c'è la possibilità
di andare al tiro. L'unica cosa da citare del secondo
tempo è l'esordio in Campionato anche per Ilo
(un quarto d'ora in cui come ai vecchi tempi la scarpa
destra non ha mai toccato il pallone!), in sostituzione
di uno sfigurato Nato. Comunque poco importa, al fischio
finale dell'arbitro almeno possiamo tirare un sospiro
di sollievo. Non tanto per i pericoli corsi durante
la partita ma più per il pensiero che ora abbiamo
cinque giorni di riposo prima della prossima gara. Speriamo
almeno nel frattempo di recuperare un po' di giocatori.
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18°
giornata
SPES
- RAMPAZZO
2
- 0
Gati
(rig.), Biga
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Ricky, Cikko(35'
Mamo), Roby, Nicola, Fede(40' Petu), Giulio(35' Gati),
Soni (50' Giulio), Toro(60' Ale), Biga, Campa(50' Meme),
Toni (55' Franco) N.e.: Nato
In un soleggiato e limpido
sabato pomeriggio, la Spes si prepara, quasi al gran completo,
per il primo degli
ultimi tre impegni casalinghi di campionato.
Nato, il Mister, si ritrova così ad avere dei problemi di
formazione diametralmente opposti a quelli della settimana
precedente, nel senso che la panchina stavolta, invece
di essere vuota e desolata, è densa di giocatori
così affollati che, dando uno sguardo da lontano,
sembrano quasi un nutrito gruppo di piccioni sotto l'unico
pezzettino di cornicione coperto durante un'acquazzone.
Con tutto questo popò di rosa (ogni assonanza
è puramente casuale!) il Mister decide allora
di rimescolare un po' le carte presentando una formazione
finora inedita. Ci si prepara così a mantenere
il record di vittorie all'Arena che finora che finora
ha visto sempre il segno 1 in schedina. Il grande protagonista della giornata
però è, sopra
ogni dubbio, l'arbitro. Nessun riferimento alla
direzione di gara, a falli rigori o cartellini; è
proprio il personaggio in sè che vale la pena
di menzionare: alto circa 185 cm, di corporatura media,
eccezion fatta per una bella e soda panza da birra, capelli
canuti e spettinati, occhio lucido, naso e guance rosse da bevitore
accanito e con uno spiccatissimo accento inglese. A sentirlo
parlare sembra di trovarsi di fronte a Olio, del famoso
duo con Stanlio. L'impressione è che il suo acceso
senso dell'humor che sfoggia ad ogni occasione sia un po' carburato da un pizzico
d'alcool assunto precedentemente alla partita anche
perchè il suo ingresso negli spogliatoi appare
subito un po' troppo difficoltoso. "Quest porda
è di una misiura piccola perchè la mia
borza non entra bene bene bene!" commenta lui. "Forse
è meglio se la fai passare nella porta per il
lato
lungo e non per quello largo!" lo correggono
gli annichiliti presenti. Segue, poi, uno dei più
divertenti appelli delle ultime stagioni. L'arbitro,
per non cadere in qualche strafalcione dovuto alla lingua,
chiede giustamente a noi giocatori di esclamare ad alta voce
nome, cognome e numero ma, dopo il suo: "Ok!
Va bene",
non si esime dal fare qualche commentino quà
e là. Dopo aver chiamato, per esempio, Ricky
Cikko e Franco (i tre fratelli Talpo), il "grandissimo"
commenta: "Oh, quanti Cialpo abbiamo quì!
Potete fari una squadra da solo, ah, ah, ah!"
finendo la frase con una solitaria e fragorosa risata.
Da menzionare anche il commento sul numero di Toni:
"Chissa pirchè hai quest numero..?! Hi,
hi, hi!", dopo che lo stesso giocatore
gli appena detto che la sua maglia è la 69! Il
meglio di sè, però, il direttore di gara
lo dà all'interno del rettangolo di gioco nel momento della scelta
del campo da parte dei due capitani. Il vostro narratore,
investendo sabato
questo ruolo nel primo tempo, ha
avuto la fortuna di assistere in prima persona
a tale momento
storico! Questa è la sequenza che normalmente
avviene all'inizio di ogni partita: fischio dell'arbitro
a squadre schierate, stretta di mano tra capitani ed
arbitro, "monetina" e poi stretta di mano tra i giocatori.
Con il "grandissimo" non va proprio così.
A squadre schierate a centrocampo, l'arbitro suggerisce:
"Adesso voi tutti fate stretta mano a me e passate di
là..., ecco... e invece voi di quà venite
di lì... ecco...poi adesso tornate di lì...".
Il risultato è che in pochi istanti si crea un groviglio umano al centro del campo.
Una volta che la situazione ritorna alla normalità
giunge il momento della monetina. A fatica
l'arbitro riesce a togliere dalla catenella a cui è
legato il fischietto, un'enorme moneta bucata grande come due
delle vecchie 100 lire, poi spiega: "Quest è
uni moneta di Canada che ci ha un Orso da una parti and
una donni da altra parti. Adesso tu dici o orso... o
dòna... che io lan...!" ed improvvisamente,
interrompendo la frase a metà, con un movimento
velocissimo lancia la monetona
sopra la testa. Nel silenzio più assoluto il
tondino di ferro cade ad un metro e mezzo abbondante
dietro le nostre spalle mentre l'arbitro, in palese
ritardo, abbozza
un goffo quanto inutile tentativo di prenderlo al volo.
Seguono cinque secondi di palpabile imbarazzo in cui
nessuno ha il coraggio di dirgli "Ma che cazzo
fai?". "Orso!" improvvisa il capitano avversario,
cercando di sbloccare la situazione, ma l'arbitro scuote la testa
e dice: "Noouu, rifacciam ora! Tu devi diri quando
io tiro, all right?". Nell'istante in cui
parte il secondo sciagurato lancio, il capitano stavolta è
rapido: "Orso!". La moneta vola in cielo
(senza fare una rotazione che sia una!) e ricade, dritta
com'era partita, sul dorso della mano dell'arbitro che
con un colpo di culo pazzesco riesce a prenderla al
volo! La gira (con un movimento così sgraziato
che rischia di slogarsi un polso) e con uno sguardo fiero alla
James Bond
quando lancia impermeabile e cappello appendendoli perfettamente
all'attaccapanni dell'ufficio, fa: "Dòna!". Io scelgo il
campo e la partita ha finalmente inizio. Dei settanta
minuti giocati non c'è molto da dire. Si gioca
molto di più nella metà campo del Rampazzo
senza però che i nostri attacchi siano particolarmente
efficaci. Arriviamo al tiro diverse volte ma sempre
senza trovare il guizzo giusto. D'altronde pahiamo dazio anche per il fatto
di avere una formazione un po' sperimentale. I gol,
comunque, arrivano puntuali nella ripresa. Il primo
è siglato da Gati su rigore per un ennesimo atterramento
del Toro in area e su cui stavolta l'arbitro non sembra avere
dubbi (gli avversari un pochino di più). Il secondo
lo mette a segno il vostro cantastorie saltando due
uomini (credo fossero Nesta e Cannavaro, ma non vorrei
esagerare!) ed infilando il portiere sul secondo palo
di sinistro dal limite dell'area. 2-0. Ora sotto
con gli ultimi due impegni casalinghi, ad iniziare da
sabato prossimo con i Tatanka. A casa, conservato come
ricordino, ho ancora un po' di quel quintale di fango
di cui ero ricoperto al termine della partita d'andata. Concludo
salutandovi come ha fatto con noi l'arbitro a fine
gara: "Grazie
e arrividorci!".
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19°
giornata
SPES
- TATANKA BOYS
3
- 1
Biga,
Toro, Biga(toro), avversari
|
Ito, Cikko, Mamo, Nicola(35'
Roby), Petu(35' Fede), Campa(60' Giulio), Gati(35' Skina),
Toro(50' Ilo), Biga, Tony(65' Petu), Franco(55' Nato)
N.e.: Matteo Dir.: Ale
Era destino che dovesse
accadere tra le cimiteriali mura amiche: i tre punti
che valgono la sicurezza del primo posto in campionato
arrivano, infatti, nella nostra amata Arena di Settecà.
In questo grigio sabato di Marzo ospitiamo i "tosi"
del Tatanka per quella che dovrebbe essere una facile
vittoria, tanto più che i nostri avversari si
presentano in undici contati a causa, ci dicono, di
squalifiche, infortuni e qualche malumore all'interno
dello spogliatoio. Di contro noi stiamo attraversando
uno dei periodi migliori per quanto riguarda l'organico,
tanto che si è stati costretti a ricorrere alla
famigerata "Lista dei convocati" (che suona
strano a noi che per anni abbiamo dovuto telefonare
a casa alla gente a mezzogiorno del sabato per sapere
se saremmo stati in undici oppure no!): non abbiamo
squalificati, c'è solo qualche acciaccato ma
senza nulla di serio, mentre per quanto riguarda il
malumore, beh..., se togliamo i reciproci insulti che
durante l'allenamento partono alla volta del petomane
di giornata (ruolo che cambia di volta in volta in base
alle variabili: freddo/spuntino/aperitivo pre-allenamento!),
la situazione è di uno spogliatoio unito (N.d.A.:
ecco, al riguardo ...magari in doccia stiamo anche un
pochino più distanti, grazie!). Il discorso da
tenere ai propri ragazzi prima dell'incontro, per Mister
Dalla Silvestra, diventa quindi fondamentale: "Me
raccomando! Non sottovalutiamo la partita credendo già
di avere vinto! Loro sono in pochi e sono ultimi in
classifica...ecc, ecc,.... Non facciamo errori...ecc,
ecc,... Giochiamo come una finale...ecc, ecc,... Capito
tutto?". Ma quando Nato riapre gli occhi dopo
aver pronunciato, quasi recitato, le sentite parole,
l'unico essere che gli sta ancora prestando attenzione
è una talpa che, vista l'espressione, sta pensando:
"Ma con chi parla questo che tutti gli altri
sono negli spogliatoi??". Raggiunta la squadra per
l'appello, Nato riesce in un ultimo disperato invito:
"Almeno cerchiamo di non prendere cartellini
stupidi a 3 giornate dalla fine con l'ultima in classifica,
che in Coppa Disciplina siamo messi bene!!".
"Stai tranquillo!" gli rispondiamo
noi diligentemente, infatti, dopo appena due minuti
dall'inizio della gara, Petucco viene ammonito per una
inspiegabile quanto platealissima protesta (con tanto
di ringraziamento alla Madonna di Monte Berico) per
un semplice fallo in attacco fischiato dall'arbitro
per una sua presunta spinta. "Mah, cominciamo
bene!", mormora preoccupato il nostro pubblico
(2 persone: perciò un mormorio è facilmente
udibile dal campo!). Invece l'avvio storto è
solo un fuoco di paglia e la partita si incanala subito
per il verso giusto tanto che dopo i primi trentacinque
minuti siamo già sopra di tre gol e senza aver
fatto nemmeno tanta fatica. Il primo ed il terzo sono
messi a segno dal vostro narratore con un tiro al volo
dal limite dell'area finito a fil di palo e con un colpo
di testa su un cross alto del Toro, sfruttando praticamente
i primi due tiri in porta della sua gara. Il secondo
invece è opera del Toro con una rasoiata di sinistro
all'incrocio dopo aver raccolto di prima una respinta
della bariera su una punizione a "ciofeca"
che lo stesso attaccante aveva malamente tirato. Da
segnalare anche una rete non convalidata a Franco per
un impossibile fuorigioco. Sopra di tre gol, il mister
esegue una girandola di cambi che sembra di essere a
quelle abominevoli amichevoli estive organizzate per
beneficenza tra Nazionale Cantanti Allo Sbando e Nazionale
Frati Flagellati dove ogni novanta secondi entra od
esce qualcuno. Il risultato di tutto è che si
crea in campo un po' di confusione dove ognuno, a suo
modo, tenta di trovare la via del gol ma nessuno riesce
a pescare il Jolly giusto. A trovare l'occasione da
rete è invece il Tatanka quando a dieci minuti
dalla fine della partita, ottiene un calcio di rigore
per "accasciamento" dell'attaccante avversario,
che in effetti quasi sviene in area per un colpetto
che riceve sotto la suola della scarpa da parte di Roby.
Lo stesso attaccante va al tiro ma Ito si inventa "pararigori"
neutralizzando di ginocchio la pur pessima conclusione.
La seconda distrazione della partita accade a gara quasi
conclusa e ci costa però un gol. Palla lanciata
in diagonale rasoterra a tagliare tutta la nostra difesa
che finisce ad un avversario il quale, entrato palla
al piede in area di rigore, infila Ito in uscita. Segue
convinta quanto inspiegabile esultanza da parte del
suddetto giocatore. L'arbitro capisce che ormai la partita
non ha più nulla da dire e manda tutti a bere
un thè caldo. Alla notizia dei risultati delle
inseguitrici e del conseguente sicurezza del primato,
parte della squadra si trasferisce al bar di riferimento
per dare sfogo alla proria libera gioia. Ma, visto quanto
si è speso e bevuto, il più contento di
tutti è stato sicuramente il proprietario del
bar! Brava Spes!
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20°
giornata
SPES
- SANTAFE'
0
- 0
|
Ricky, Cikko(35'
Matteo), Roby(35' Mamo), Nicola(35' Giulio), Petu(50'
Fede), Soni(35' Skina), Gati, Toro, Biga(60' Petu),
Toni(45'Ale), Franco(55' Ilo) Dir.:
Nato
In quanti, tra le moltetudini
di migliaia di milioni di miliardi di tifosi, speravano
che la Spes potesse concludere il campionato con il
cento per cento di vittorie nella partite casalinghe,
saranno rimasti sicuramente delusi da questo primo pareggio
a reti inviolate. Eppure la Spes è piaciuta nonostante
l'impegno in campo potesse venire meno data l'ormai
raggiunto primato in classifica. Tutto sommato la squadra
ha ben giocato ed ha fatto vedere qualche manovra che
non si vedeva nemmeno nelle partite domenicali di Subbuteo
tra l'Italia '82 ed il Borussia Monchengladbach del
'68 che si facevano da bambini: che schemi a colpi di
unghia! A dirigere
l'incontro viene richiamato a Settecà il famigerato
"Meticoloso" e che già si era presentato
a modo suo nella partita di andata con il Pollice verde
(vedi partita). Con
una certa ansia, tutti a bordo campo si aspettano la
spettacolare entrata per lo schieramento delle squadre
di inizio partita, vero fiore all'occhiello del direttore
di gara. ...Nel
frattempo due strani individui si arrampicano sul tetto
del cimitero...
Stavolta, per la delusione nostra e di tutto il
pubblico presente, l'arbitro salta impunemente sia la sua caratteristica
traiettoria
ad "angolo retto" per portare tutto il gruppo
sulla linea di metà campo, sia il maniacale controllo
delle reti delle porte. Per il resto, però,
il metodo di arbitraggio rispecchia la partita da
lui
stesso precedentemente condotta: fischi ad occhio, fuorigioco
ad orecchio ed interventi a naso! ...I due loschi individui
suddetti,
intanto, stanno montando un treppiede sul punto più
alto del tetto e stanno "trafficando" con
un oggetto che potrebbe essere un fucile, un lanciarazzi
o chissà che altro... La Spes come spesso è capitato
nelle ultime apparizioni è al gran completo anzi,
anche qualcosa in più, ed allora ecco che mister
dalla Silvestra si deve ancora adoperare in un turbinio
di sostituzioni forse ancor più violento della scorsa settimana.
I giocatori sono combattuti sul fatto di volere o
meno essere presenti nel gruppo titolare anche perchè si è
ormai capito i due famosi energumeni che sovrastano
tutti dalle funeree mura parrocchiali, altri non sono
che i tifosi Crazy e Massimo i quali, muniti di telecamera,
stanno tentando di riprendere la nostra partita. Chiunque
di voi abbia mai avuto la sfortuna di rivedere le proprie
gesta calcistiche alla Tv si sarà reso conto
di quanto il nostro calcio possa essere brutto e lento
in relazione alle consuete partite che il palcoscenico
televisivo offre. Più che brutto e lento, direi
orrendo. Se dal campo si ha la sensazione di essere
veloci che antilopi e sguscianti come anguille ecco
che, una volta inchiodate le mirabili gesta su un supporto
mediatico, tutte le nostre certezze vanno a sgretolarsi
quando ci rivediamo lenti come paguri ed impacciati
col pallone come potrebbe essere solo una donna alle
prese con il parcheggio di un SUV in un garage in centro
città! Fortunatamente (o purtroppo; in fondo
almeno le risate sono garantite!) la videocamera che
riusciamo ad accattare per l'evento non è una
sfolgorante videocamera digitale da 12000x di zoom digitale
e quant'altro, ma è una vecchia macchina da ripresa, prestata
dalla morosa di Bibe (che comunque ringraziamo infinitamente!),
di un modello appena più recente di quelle a
manovella! Risultato: di due batterie messe a disposizione,
una è completamente scarica mentre l'altra dura
dieci, forse quindici minuti, tempo appena necessario
ai nostri due operatori improvvisati per capire come
muovere lo zoom, mettere a fuoco, ingrandire l'immagine,
rivedere quello che si è fil.... basta! Scarica!
L'operazione "Rprendi la Spes" si infrange
contro la tecnologia nemica appena al settimo minuto
del primo tempo! I pochi che hanno avuto finora la possibilità
di rivedere il filmato hanno commentato con un laconico:
"Si... si vede qualcosa... qualche azione, un
lancio sbagliato di Biga (n.d.a. maledetta telecamera!!)...."
lamentando durante la visione solo un po' di bruciore
di stomaco e qualche peto violento incontrollato.
Succede. Durante la visione di una nostra intera partita
registrata, qualche stagione fa avevano perso la vita
due persone!! Ora sotto con gli ultimi due impegni
esterni e poi sotto con le finali. Abbiamo ancora una
semifinale da vendicare!!
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ATL-
S.LAZZARO - SPES
1
- 0
avversari
|
Ito, Giulio, Mamo, Roby(35'
Nicola), Petu(65' Franco), Gati,
Skina (35' Cikko), Toro, Biga(60'
Fede), Toni(35' Ilo), Franco (50' Meme) N.e: Ale Dir.:
Nato
In questo penultimo
turno della regular season (si sa che dire qualcosa
in inglese rende tutto più figo!!) la Spes subisce
la seconda sconfitta stagionale. Ad infliggere la pena,
stavolta ci hanno pensato i raga (fa molto giovane anche
questo!) del S.Lazzaro. La partita, importantissima
per loro, ininfluente per noi, ha rispecchiato a parti
invertite ed in modo quasi fedele la gara dell'andata
dove i nostri avversari avevano giocato meglio e con
più incisività ma eravamo stati noi ad
insaccare il gol da tre punti. Come si diceva, stavolta,
la cosa è andata esattamente al contrario con
tanto di gol all'incrocio dei pali sull'unico tiro nello
specchio della porta dei locali, proprio come era successo
a noi circa un mese fa. In casa Spes l'attenzione principale
più che alla gara è rivolta alla nottata
che seguirà la partita in quanto, in ringraziamento
agli Dei per la vittoria del girone, si è
deciso di sacrificare gli ultimi
tre neuroni rimasti nei nostri giovani e bacati cervelli in
una serata dalla vena vagamente
alcolica dedicata solo alla squadra, con tanto di pullman noleggiato (perchè
"imbriago" è bello ma con la patente
in tasca è meglio!), aperitivo, cena, disco e
fantasia. Tanto aperitivo e poca fantasia! In campo
però la squadra non scende a fare solo presenza,
anzi. Pronti, via e dopo appena qualche minuto il Toro,
servito da un lob di Petu dalla destra, ha la possibilità
di incrementare il suo bottino di gol stagionali con
un tiro in corsa da pochi metri dalla porta. Purtroppo
il pallone, colpito in allungo e di controbalzo, supera
la traversa di un metro abbondante per buona pace del
portiere che per evitare il gol, probabimente inevitabile
nel caso il tiro avesse
inquadrato lo specchio della porta, avrebbe potuto solo abbattere
a schioppettate il nostro attaccante con dei pallini
del sedici. I locali stentano un po' a trovare le misure
ma al primo tentativo l'Atletico passa. Passaggio profondo
in fascia per il loro attaccante che va incontro al
pallone. Roby tenta un azzardato anticipo ma il gesto
non riesce e la palla sfila tra le gambe di entrambi.
Il più lesto a girarsi ed a controllarla è
la punta che appena entrata in area lascia partire una
fucilata ad incrociare che si infila sotto il sette
alla destra di Ito. Bel gol, resta da vedere se riprovando
lo stesso tiro per 100 volte in quale percentuale l'attaccante
saprebbe ripetere la stessa esecuzione! Ito allarga
le braccia: "Non potevo farci niente!".
"Non ti preoccupare!" gli rispondiamo
noi senza rancore, "E' la stessa risposta che
abbiamo dato ai Vigili quando ci hanno chiesto perchè
la tua auto era parcheggiata dentro un cassonetto!".
Qualche minuto dopo aver subìto il gol, abbiamo
una chance di pareggiare ma il tiro ravvicinato in scivolata
del vostro narratore da una decina di metri dalla porta
è ben respinto dal portiere in tuffo. Sul groppone
il vostro relatore ha anche una bella "sbucciata"
di sinistro al volo da qualche metro all'interno dell'area
di rigore che poteva sicuramente essere gestita meglio
(N.d.A. non nascondo che ad azione conclusa ho dato
un'occhiata alla mia auto nel parcheggio! Era ancora
al suo posto! Grazie!). La partita si fa sempre più
combattuta ed i falli di gioco non mancano. Il
Toro, forse per via di quella peperonata con acciughe
e aglio delle dieci di mattina, nella sua fascia mette
in seria difficoltà il diretto avversario tanto
che lo stesso difensore, in due occasioni, , una volta
saltato in dribbling è costretto a stenderlo
da dietro. Per l'arbitro il primo fallo è da
cartellino giallo mentre sul secondo, praticamente fotocopia del
precedente, fischia la punizione senza sanzionare nuovamente
il giocatore. Il Toro si incazza, a Nato si gonfiano
le vene del collo mentre Ito compila i moduli dell'assicurazione
della macchina. La ripresa vede ancora la Spes in avanti
alla ricerca del pareggio ma il gioco è molto
più confuso. Dalla nostra si contano alcuni colpi
di testa mal calibrati, molti cross a vuoto ed una punizione
insidiosa di Meme respinta di pugno dal portiere, per
l'Atletico un paio di tiri da lontano ma molto distanti
dai pali della porta. Il gioco è molto spezzettato
ed a complicare di più la serenità in
campo è la necessità, per cinque o sei
di noi che sono diffidati, di prendersi un'ammonizione
per riuscire a farsi qualificare nella successiva ed
ultima gara di campionato (N.d.A. tutto questo perchè
nella fase finale le diffide non vengono azzerate. Che
bella pensata dell'AICS!). Il tutto ovviamente evitando
di staccare qualche pezzo di menisco dalle gambe dei
locali (anche perchè poi cosa te ne fai di un
menisco in più in casa?). Nell'ultimo quarto
d'ora questo diventa il nostro scopo principale della
gara: io e Gati riusciamo nell'impresa mentre altri
hanno qualche difficoltà in più. Petu
meriterebbe anche qualcosa di più di un giallo
quando assesta una pedata da film sulla tibia di un
avversario. Purtroppo per lui, e per l'avversario, il
fallo è commesso a gioco già fermo e quindi
non punibile dall'arbitro. Anche Franco rientra in campo
negli ultimi cinque minuti per andare a caccia di un
giallo. "Prendilaa di maaano!" gli
urliamo dalla panchina. "Ammoniscilo!!"
suggeriamo anche al direttore di gara non appena Franco
commette un fallo (penso non si sia mai visto che
tutti i componenti di una panchina protestino con l'arbitro perchè
non sanziona un compagno!). Anche per lui, però,
i tentativi non vanno a buon fine tanto che l'unica
cosa che riesce ad ottenere è procurare quattro
punizioni a favore dei locali. Sull'ultima di queste
un tapin al volo di un avversario rischia pure di farci
prendere il secondo gol. Ma ormai la partita è
conclusa e l'Atletico porta a casa i tre punti. Il pomeriggio
si conclude con salame e vino rosso nei locali di S.Lazzaro
e poi via a prepararsi per la serata Spes. Speriamo
di tornare tutti interi.
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22°
giornata
POLLICE
VERDE - SPES
2
- 4
Fede(cristian),
avversari, Meme(alberto), Alberto, Roby, avversari
|
Ricky, Cikko (35' Matteo), Mamo, Nicola (60' Ale), Fede (45' Petu), Campa,
Giulio, Ale (25' Roby), Toni (35' Alberto), Ilo (55' Toni, 60' Nato), Franco (45' Meme)
Dopo le feste della
scorsa settimana, in quest'ultima partita del campionato,
la Spes torna a raccogliere i tre punti. Stavolta l'avversario
di turno è il Pollice Verde che ormai non
ha più nulla da chiedere a questa giornata se
non quella di giocare, con e come noi, una bella e sempre
inguardabile partita di calcio amatoriale. Il pomeriggio
vede il vostro narratore osservare la partita dall'esterno
per scontare la giornata di squalifica faticosamente
conquistata nel turno precedente. Non solo. Visto il
terribile flop mediatico occorso durante la gara
casalinga con il Santafè, oggi viene anche investito
dagli stessi compagni non da un'auto, fortunatamente,
ma del ruolo ufficiale di cameraman/ telecronista/ commentatore
tecnico/ sguattero della società. In pratica
si tratta di filmare la partita (già di per sè
impegno gravosissimo) aggiungendo magari qualche nota
di colore all'audio. Difficile capire come ci si possa
sentire più idioti a trovarsi alle 13 e trenta
di un sabato pomeriggio sugli spalti deserti di un campetto
di periferia, a parlare ad una videocamera tenuta in
mano a mo' di teschio dell'Amleto Shakespeariano. Fortunatamente,
gli basta osservare i primi minuti della partita per capire
di non essere l'unico a fare qualcosa di imbarazzante.
Sembra, infatti, che sotto sotto l'occhio impietoso
della telecamera altre ventritrè
persone stiano cercando affannosamente di mettere in
scena un bel incontro di calcio! Tentativo che risulta
vano a poco a poco che il tempo passa! Dati i settanta
e più minuti di ripresa che lo hanno visto impegnarsi
in una passionale telecronaca, il vostro Bruno Pizzul
ha deciso di comprimere più del consueto questa
cronaca (tanto le vaccate si sentono direttamente in
diretta nel filmato!). Perciò, andando per vie
rapide, si può riassumere l'incontro in queste
poche righe: gara un po' smorta nel primo tempo vivacizzata
sul finale solo dal primo gol della Spes da parte di
Fede su bell'assist di Ilo. La ripresa è
molto più confusa ma almeno si vedono cinque
gol, tra l'altro quasi tutti evitabili. Il Pollice pareggia
dopo pochi minuti dal fischio d'inizio ma una manciata
di secondi più tardi Meme, ben servito da Alberto,
trova il raddoppio ospite. Intanto Nato usa il pallottoliere
per contare i cambi che sta facendo. Pare che qualcuno
sia entrato e poi uscito dal campo in sostituzione per
13 volte in venticinque minuti. Poi, due enormi "vaccate"
del portiere regalano i primi gol in neroverde ad Alberto,
con un tiro dal limite lisciato clamorosamente dalle
mani del numero uno, ed a Roby, il quale ha più
che altro il merito di calciare una lunga punizione
dalla metà campo verso la porta avversaria; il
resto ce lo mettono il portiere in uscita ed un difensore
che abbassandosi sulla chiamata del proprio compagno
tocca il pallone con la chiappa destra allungandone
la traiettoria fino a farlo entrare nella propria porta.
Prima della fine arrivano anche il secondo gol del Pollice
Verde e due grosse opportunità sprecate
capitate sui piedi di Bibe e Nato. Cosa dire ora che
il termine della stagione è arrivato? Beh, quello
fin quì disputato è stato un bel campionato:
la cavalcata di diciassette vittorie su ventidue partite dimostrano
che comunque il primo posto finale ce la siamo meritati. E' il frutto del lavoro di una stagione
in cui abbiamo sudato, corso, preso acqua, freddo e
pure tanta neve ma durante
la quale abbiamo anche fatto vedere, a volte, del discreto
calcio. Ora, però, si riparte da zero e servirà
mettere in campo certamente ancora più energia
(e non mi riferisco ai bussolotti di amino-acidi-ramificati
eccetera;
a proposito... qualcuno conosce qualche negozietto di
quelli giusti??).
Invito chi avesse voglia di seguire il proseguo della
nostra stagione di andare alla pagina dedicata alle
Finali. Citando un
famoso motto, che notoriamente porta una sfiga galattica,
concludo così: "Comunque vada, sarà
un successo!". Ciao e forza Spes.
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