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Le amichevoli
della sosta invernale
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Amichevoli: nella
nebbia di Arcugnano la Spes si impone 8-2.
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Per
la Spes il 2007 inizia com'era finito l'anno precedente:
con una vittoria. Questa volta non si tratta di una
sfida di vertice del Campionato ma di un'amichevole
organizzata nei nuovi impianti di Torri di Arcugnano,
nei pressi del Lago di Fimon, alle porte della città,
contro il Fimarc (o almeno questo è il nome più
probabile tra le mille ipotesi balenate nelle menti
dei miei compagni dato che nessuno di noi conosce con
certezza il nome di questa squadra, nemmeno Gati che
ha organizzato la sfida). La partita è stata
certamente rovinata da una spessa e fitta coltre di
nebbia che ha invaso il terreno di gioco (un ottimo
sintetico) dell'impianto. "Siete sfortunati! Da
quando giochiamo e ci alleniamo quì non abbiamo
mai visto la nebbia!" ci dicono i giocatori avversari.
Ma con il clima di queste ultime settimane, il fatto
che il campo si trovi a pochi chilometri dal laghetto
e che sia situato all'entrata di una valletta chiusa
ai venti ci fa sorgere il normale sospetto che la nebbia
quì sia più di casa che nel Polesine!
Comunque, tanto per rendere l'idea della visibilità
in campo, con il risultato finale di 8 - 2 in nostro
favore, Ricky non è riuscito a vedere nemmeno
uno dei nostri gol mentre Mamo, solitamente posizionato
sulla riga di metàcampo è riuscito ad
assistere soltanto a tre reti. Parlando brevemente
dell'incontro, si può dire che il loro avvio
ci aveva fatto sperare in una partita combattuta, convinzione
che è un po' scemata quando l'arbitro ha decretato
la fine del primo tempo con il risultato fermo sul 5
- 0 per noi. Nella ripresa invece la squadra di casa
è migliorata e ci ha messo in difficoltà
soprattutto nel finale di gara quando è riuscita
a segnare due gol ed a sfiorare il terzo su calcio di
rigore parato da Riccardo. Noi abbiamo comunque segnato
nella ripresa altre tre reti ma abbiamo sprecato molte
azioni favorevoli un po' per testardaggine ed un po'
per stanchezza, considerando anche l'allenamento del
giorno precedente. Per le statistiche e per i nostri
difensori che ancora non hanno capito bene come è
andata a finire questa partita, questa è la successione
dei gol: Luca, Gati, Cristian, Biga, Campa, Luca, avversari,
Cristian, avversari, autogol (a nostro favore) dopo
il quale un loro giocatore con una frase ad effetto
ha indotto l'arbitro a porre fine a questo incontro:
"Arbitro, famme un piacere, fischia la fine che
xè meio!".
12/01/07
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Amichevoli: partita
impegnativa con il Longare: Spes vince 4-2
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Buona
partita giocata all'Arena dalla Spes contro un avversario
che si è dimostrato più ostico del previsto:
il Longare, della "Meteora
" Clem, che milita ancora nel nostro ex campionato
del CSI. Buona soprattutto per l'impegno che gli
ospiti ci hanno costretto a mettere in campo, anche
perchè nell'ultima partita, un po' per la nebbia
ed un po' per la demoralizzazione degli avversari, l'incontro
vero è durato appena un tempo. Invece il Longare
si è dimostrata squadra capace di giocare un
buon calcio e, in particolar modo, ci ha messo in difficoltà
con i suoi fraseggi a centrocampo. A nostra discolpa
si possono chiamare in causa le scelte di formazione
del redivivo mister Dalla Silvestra che, causa infortuni
assenze e scarsi allenamenti, ha dovuto un po' stravolgere
la squadra inserendo Kare come centrale difensivo, Stefano
terzino, Campa a sinistro e Cikko ala destra. Nonostante
queste novità il risultato ci ha sempre visti
in vantaggio. I primi due gol sono stati di Luca (ma
Nato ha ribadito che non sono da conteggiare nei 20
che l'attaccante deve segnare per vincere la cena di
pesce!), poi un gol degli avversari con un gran tiro
da fuori area. Nel secondo tempo segnano prima Campa
e poi Kare in contropiede con un'azione molto simile
e, tra i due, un altro gol degli ospiti. L'unica nota
negativa dell'incontro è stato l'arbitro mandato
dalla Federazione per questo incontro. "Sembra
uno serio!" aveva commentato Giulio prima che la
partita iniziasse, osservandolo riscaldarsi scrupolosamente.
In realtà si è dimostrato molto più
abile a creare confusione che a dirigere la gara. Se
non altro è servito a mantenere la partita su
toni molto amichevoli dato che in campo si sprecavano,
da entrambe le parti, gli sfottò per le sue strane
decisioni e per le sue movenze da bocciofilo nell'assegnare
i falli... Potremmo dire: una direzione di gara in pieno
stile "Amatori"!
22/01/07
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Amichevoli: un'ottima
Spes abbatte per 6-0 il Lerino (Torneo del Sabato)
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Sarà
stata la serata fresca, sarà stata la voglia
di giocare in un campo perfetto come quello del sintetico
di Lerino, sarà stata l'intenzione di non subire
la "vendetta" degli avversari dopo il secco
4-1 rifilotogli nel precampionato (vedi Andata),
fatto stà che la Spes mette in scena in questa
partita una delle più belle prestazioni dell'anno.
Contro il Lerino, squadra che milita nel Torneo del
Sabato, il risultato finale è di 6 - 0 a favore
dei ragazzi di Dalla Silvestra. A dire il vero, a volere
fortemente questa sfida sono stati porprio i nostri
avversari, ed in particolare il loro allenatore (...nonchè
suocero di Luca!), con il preciso intendo di farci rimangiare
il risultato della sfida precedente (che, a suo tempo,
aveva lasciato adito a qualche "sfottò"
nei rapporti tra l'allenatore ed il genero!). In occasione
di quella partita le scusanti messe in campo dal parente
del nostro attaccante erano state varie: la scarsa condizione
atletica dei giocatori a causa della pesante preparazione
estiva, i troppi giocatori nuovi, gli schemi tattici
non ancora rodati, la Luna entrata in Terza Casa di
Saturno che coinfluiva negatività a tutti i Sagittario
con ascendente Pesci... Stavolta, quindi, ci aspettavamo
una squadra compatta, prestante e preparata con l'aggiunta
di un po' di nostro timore reverenziale nei confronti
di una compagine che milita in una categoria ritenuta
superiore, ovvero nel Torneo del Sabato che, per i più,
sta all' AICS come la Formula 1 sta alle gare di velocità
dei motocespugliatori a miscela. Invece niente sconti,
con la Spes di questa sera non ce n'è per nessuno.
Il primo tempo di 45 minuti si chiude con il risultato
di 0-4 con gol di Gati, Luca (che si è così
aggiudicato la cena di pesce scommessa con il suocero!),
Campa e Cristian. Nel secondo mettiamo dentro altre
due reti con Cristian e con Biga, un istante prima del
triplice fischio dell'arbitro. Che dire: bene! Soprattutto
per il morale, tra l'altro già alto, della squadra.
Sabato ci attende la prima di ritorno, tempo e neve
prevista permettendo. Naturalmente, forza Spes!
24/01/07
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IL CAMPIONATO
Commenti
a cura di: Biga
Ogni
riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti potrebbe
non essere del tutto casuale.
Nella formazione: Giallo/ammonito,
Rosso/espulso
Sotto
al risultato sono segnati i marcatori, tra parentesi l'assist
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RIVIERA
BERICA - SPES
0
- 2
Campa
(rig.), Biga (gati)
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FORMAZIONE: Tony,
Giulio, Mamo, Cikko (60' Miguel), Campa (50' Stefano),
Gati, Skina, Cristian, Biga, Kare, Franco
(35' Bas) N.e.: Fabio, Matteo,
Nato
L'oramai
quasi decennale tradizione che riguarda le nostre
performance nell'impianto sportivo della Riviera
Berica ci vede costantemente protagonisti di pessime
partite che però ci regalano sempre i tre
punti. Fortunatamente, anche quest'anno, la regola
non cambia. Nonostante le ottime amichevoli che
abbiamo disputato durante la pausa invernale e nonostante
il campo di calcio sia di grandi dimensioni, cosa
che dovrebbe facilitare il nostro gioco, la nostra
manovra è lenta e macchinosa. "Vabbè,
ma è normale con Gati e Skina in mezzo al
campo!" hanno detto i più a fine partita.
Parere più che condivisibile se non fosse
che, con questa coppia in campo, abbiamo anche ottenuto
ottime vittorie. Ed allora: perchè? Il motivo
del nostro appannamento non è chiaro. A dire
il vero, qualche attimo di confusione ad inizio
partita aveva fatto intendere che il pomeriggio
non sarebbe stato dei migliori... Esempio: siamo
quasi tutti in spogliatoio quando Cristian, con
un occhio non tanto lucido, apre la porta e chiede
ad ignoti: "Dov'è la mia borsa?".
Poi pattuglia la stanza, non ancora convinto che
la nostra estraneità ai fatti sia vera. Solo
dopo essersi assicurato che effettivamente la borsa
nello spogliatoio non c'è, esce dalla porta. Vi
rientrerà appena cinque secondi più
tardi con la sacca in mano, faticando ad ammettere
di averla trovata 1 metro fuori dal portoncino d'ingresso
degli spogliatoi. "Cominciamo bene!" si lamenta
qualcuno! Come organico non siamo messi proprio
bene. Alla formazione degli ultimi sabato manca
soltanto Luca, pluriammonito e squalificato per
i troppi tuffi in area di rigore avversaria tentati
durante le precedenti partite, ma tra i presenti
ci sono Mamo e Kare che non sono in condizioni brillantissime
e molti altri hanno saltato diversi allenamenti.
Nato elenca la formazione: Ricky, Giulio, Remo,
Maldini, Sensini, Koldrup, Weah, Giannini, Murgita,
Otero. Capiamo allora che il Mister deve aver sfruttato
la serata libera di Elleci per organizzare una simpatica
rimpatriata al classico Funky-Remember del venerdì
sera, ora tarda e Coca-Havana compresi nel pacchetto.
Chiarito l'equivoco, si scende in campo. Dopo una
prima fase di studio di circa cinque minuti, risulta
subito chiaro che il vero protagonista del primo
tempo sarà, tanto per cambiare, l'arbitro
battezzato "il Precisino". Nella pochezza
generale dei primi trentacinque minuti, il Precisino
si cimenta in un pezzo di Grande Scuola. Prima ammonisce
un difensore locale per un intervento falloso su
un uomo lanciato a rete (..e fin quì tutto
bene) poi, per pareggiare i conti, esibisce un immeritato
cartellino giallo a Franco, reo di aver pacatamente
richiesto un calcio di rigore per un chiaro tocco
di mani di un avversario in area di rigore. Il tocco
di mani c'era, probabilmente involontario e non
da massima punizione, ma la frase del direttore
di gara è stata: "Basta! Non ti inventare
le cose! Io ci vedo bene, con la mano l'hai toccata
tu!". "Ricominciamo bene!" si ripetono
alcuni. Per fortuna di noi della Spes e per la rovina
definitiva della giornata degli spettatori, nel
calcio esiste anche il secondo tempo. Ed è
nei secondi 35 minuti, infatti, che troviamo la
vittoria. Dopo alcuni affondi andati a vuoto e qualche
tiro fuori misura, il gol del vantaggio arriva su
calcio di rigore. Cristian viene steso in area e
Campa realizza dal dischetto. 0-1. Il raddoppio
lo segno io a pochi minuti dalla fine, buttando
dentro di sinistro da qualche metro dentro l'area
un pallone servitomi da Gati. In mezzo ai due gol,
un palo colpito da Cristian e molta confusione creata
dal direttore di gara che, fischiando qualche fuorigioco
assurdo e qualche fallo azzardato, dimostra di essere
in campo l'unico in evidente stato di "trance
agonistica". Comunque, senza alcun pericolo
per la porta di Tony, la partita termina due a zero.
Quello che più contava oggi erano essenzialmente
i tre punti ma è anche palese che con prestazioni
come questa non otterremo i risultati dell'andata.
Comunque una partita storta ci sta, tanto più
se si finisce per vincerla. Ora sotto con l'allenamento,
sabato ci aspetta una partita "tosta"
contro il S.Gottardo e nel frattempo speriamo anche
in qualche risultato favorevole delle avversarie.
Ed ora, incrociamo tutti gli zebedei in segno scaramantico...
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S.GOTTARDO
- SPES
0
- 2
Gati
(cristian), Campa (biga)
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FORMAZIONE:
Tony, Giulio, Mamo, Cikko, Campa, Gati, Skina, Cristian,
Biga, Kare,
Franco
(45' Fabio) N.e.:
Nato, Miguel, Matteo
Mentre
l'intera Pianura Padana è avvinghiata da
una nebbia così fitta che sembra di essere
ad un reave-party cambogiano organizzato in un bagno
termale di Hammamet, alla Spes tocca giocare in
quel di S.Gottardo, ridente paesino posto sulle
boscose cime dei Colli Berici. Se il clima di quest'anno
avesse rispettato il suo regolare svolgimento, quì
non avremmo giocato nemmeno con i Moon-Boot
cuciti ai piedi perchè, generalmente, in
questo periodo ci sarebbero dovuti essere almeno
50 centimetri di neve. Invece, grazie alle pazze
temperature che si registrano in questi giorni,
quando arriviamo in prossimità della chiesetta
del paese ci aspetta una fredda ma splendida giornata
di sole. Oltretutto il campo del S.Gottardo è
descritto, ed a ragione, come uno dei più
belli della provincia: lungo, larghissimo e con
l'erbetta soffice, tanto che dispiace quasi correrci
sopra, abituati come siamo a zolle, chiazze di terra,
ciuffi di "pisacan" e talpe che escono
all'improvviso dal terreno cercando di azzannarti
le caviglie. Tornando a noi, c'è da dire
che al rientro dopo la sosta invernale, ci si è
accorti che, tra acquisti dell'ultimo minuto e ritorni
eclatanti, la rosa a disposizione di Mister Dalla
Silvestra è cresciuta fin troppo. C'è
chi ha addirittura contato 26 tesserati. Tanti che
in futuro ci si troverà costretti a stilare
la famigerata "Convocazione", ovvero la
lista dei 18 giocatori da far scendere in campo.
Quindi si è pensato, con l'allenamento di
martedì, di fare un po' di chiarezza. In
qualità di Preparatore/Addetto alla
Gestione allenamenti (..che non si sa bene cosa
voglia dire), prendo la parola; obiettivi: spiegare
ai "ragazzi" che siamo in molti e sottolineare
l'importanza di partecipare con impegno agli allenamenti
per riuscire a rientrare nei "convocati".
Risultato: Luca al Pronto Soccorso con il mignolo
fratturato (ne avrà forse per un mese), Bas
a casa in mutua con la tracheite, pubalgie che spuntano
come funghi sulle gambe degli atleti e virus influenzali
a bloccare molti altri. Insomma, una Sfiga maledetta.
Quindi ci presentiamo
a S.Gottardo in quindici, compresi Nato e Matteo,
che hanno fatto 3 allenamenti nell'ultimo mese,
e Mamo in visibile stato febbrile e/o influenzale
(basti pensare che in spogliatoio nessuno ha avuto
bisogno della cremina "scaldamuscoli";
è stato sufficiente avvicinarsi a Mamo per
entrare subito in temperatura!). In campo, si
vede fin da subito che non siamo molto in giornata.
Nei primi dieci minuti non riusciamo mai a vedere
l'area di rigore avversaria, un po' perchè
è lontanissima dalla nostra (considerate
le distanze del nostro campo!) ed un po' perchè
i nostri avversari fanno girare bene il pallone
costringendoci inizialmente sulla difensiva. Poco
alla volta, però, riusciamo a perforare la
loro difesa, soprattutto sulle fasce con Campa che,
nonostante l'antipasto il primo ed il secondo ingurgitati
un'ora prima della gara, sembra avere un buon passo.
Solo a fine partita ammetterà di aver faticato
a digerire la frittata con le cipolle... Il gol
del vantaggio arriva verso la metà del tempo
con uno schema da calcio d'angolo finalizzato da
Gati con un colpo di testa non imprendibile. Da
rivedere al rallenty il "tuffo ad involuzione"
del portiere (un particolare gesto atletico che
consiste in un tuffo che anzichè avvicinare
il portiere al pallone lo allontana da esso!). 0
- 1. Abbiamo anche un paio di occasioni in area
di rigore per andare al tiro ma i difensori avversari
riescono sempre a fermare con dei takles
(teichelsss) dell'ultimo secondo le nostre azioni. Di contro
il S.Gottardo tiene bene il pallone a metacampo
riuscendo spesso a fare arrivare il pallone alle
punte avversarie ma i loro sforzi non portano a
nessun episodio degno di nota. Nel secondo tempo,
forse anche per l'ombra
che riveste il campo che fa scendere la temperatura
di almeno cinque gradi, gli animi in campo tendono un po'
a scaldarsi. Un po' ne è
complice anche il direttore di gara il quale costringe
i giocatori delle due squadre, sudati ed infreddoliti,
ad osservare il minuto di silenzio per i fatti di
Catania all'inizio della ripresa dato che si era
dimenticato di farlo ad inizio partita. Tra l'altro,
appena trenta secondi prima aveva dichiarato tra
i nostri consensi:"No,
no, ragazzi! Fa troppo freddo. Partiamo subito che
è meglio!". Poi, "Fìììiii!",
e vediamo tutti immobili con le mani giunte dietro
la schiena in religioso silenzio. "Ma.., non...
Boh!".
I secondi trentacinque minuti non verranno
certo ricordati come i migliori nella storia delle
due squadre, anzi. Skina, ad esempio, nei primi
cinque è colpito da uno di quei suoi momenti
di "smarrimento cosmico". Da un pallone
perso a centrocampo in cui "La Schiena"
(detta alla Juà), con un "tuffo a svenimento"
degno del miglior Robert De Niro cerca inutilmente
di convincere l'arbitro ad assegnargli una punizione,
parte un pericoloso contropiede sventato, poi, dai
"giovani" della difesa. Comunque molti
errori, tanti falli e innumerevoli urla in campo.
Un gol clamoroso lo sbaglio io, quando lanciato
a rete da un passaggio di Cristian, sparo qualcosina
oltre gli otto metri sopra la traversa. Un potente
"Ma noooo!" mi fa intuire il leggero disappunto
dei compagni... Però
mi faccio perdonare, poco prima della fine, regalando il
pallone del definitivo 2 - 0 a Campa che con un
bel diagonale basso trafigge il portiere avversario.
Gli ultimi quindici minuti di partita sono un estratto
di mercato rionale napoletano, dove chi più
strilla, più vende. In una condizione come
questa, la nostra punta di diamante è Gati.
Il nostro numero 9 infatti, che già di suo
è uno che stressa a morte l'arbitro per ogni
minchiata, in situazioni calde come questa tira
fuori il meglio di se. Quindi, inanella una serie
di "Arbitro!", "Fuorigioco!",
"L'ha chiamata!", "Ahiaaa!",
"Fallo!", "Guarda questoo!",
"E' sempre quellooo!", "No alla baseee!", "Si
alla baseeee!",
"ahaaaaaa!", che rincoglionirebbero anche
Collina con dieci anni di meno, figurati un arbitro
amatoriale. Grazie al Dio del Calcio la partita si
conclude con la nostra vittoria, non prima però
di aver fatto gridare al rigore il S.Gottardo per
un fallo di mani in area di Skina, che io sinceramente
non ho visto, ma che avrei dato sulla sfiducia guardando
l'espressione da "incolpevole" del nostro
"vecchio giovane"
dopo l'episodio.
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NOI
ASS. ORGIANO - SPES
0
- 3
Campa,
Campa, Miguel
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FORMAZIONE:
Tony, Giulio, Cikko (45' Stefano), Campa (35' Fabio),
Gati (50' Juà), Skina, Miguel, Biga, Bas
(60' Petu), Cristian (65' Nato) N.e.:
Matteo
Una giornata
da ricordare. Non certo per la qualità della
partita che ci ha visti affrontare la squadra di
Orgiano, ultima in classifica, ma più per
la perfetta organizzazione con cui abbiamo preparato
nel dopopartita il "Pranzo Spes", tradizionale
appuntamento che vede riunirsi tutta la squadra
nei locali di Cascina Cattin, ovvero la casa di
campagna dove Gati ha i vigneti della sua cantina.
Nonostante in molti avessero data per scontata la
nostra vittoria in questa partita "testa-coda",
le sensazioni alla vigilia non erano certo ottime
e di motivi ce n'era più di qualcuno. Innanzitutto
questa piena giornata non si svolge di sabato, consueto
giorno dedicato allo sport ed allo svago post-partita,
ma di domenica. Per di più si gioca
alle 10.30 di mattina ad Orgiano e questo vuol dire
una sveglia impostata almeno alle otto e mezza.
Chiaramente i dubbi maggiori sono rivolti alla nottata
precedente dei nostri "atleti", non abituati
ad eventuali restrizioni nel loro consueto sabato
sera e quindi particolarmente a rischio del classico
fenomeno del "rigetto a fontanella" e
che generalmente interessa nell'immediato pre-partita
i giocatori dalla Drink-card più bucherellata.
Legato a questo fenomeno c'è il discorso
degli assenti. Fino al venerdì sera sembra
che alla partita non venga nessuno. A Kare e Franco,
squalificati, e Luca con il gesso ancora fresco,
si aggiungono alla lista degli indisponibili anche
Campa (per il compleanno della moglie) e Cristian
(per un "doloretto") e, visto che chi
non gioca deve andare a Castegnero per organizzare
il pranzo e preparare il fuoco, pare che i giovani
siano più predisposti a sacrificarsi per
il bicchiere di vino che per la partita di pallone.
Invece, alla domenica mattina ci troviamo in 16,
visti anche i recuperi dell'ultimo minuto (vedi
Petu), e l'impresa a questo punto diventa riuscire
a svestirsi e cambiarsi in uno spogliatoio-container
che potrebbe ospitare comodamente soltanto 5 o 6
persone nane con la sciatica. Il campo non è
molto meglio dello spogliatoio. E' infatti il classico
campetto comunale affiancato dal parco giochi dove,
si e no, l'erba viene tagliata una volta al mese
(..e sperando che quel giorno lì non piova,
altrimenti..!). Ricorda, per il fondo sconnesso
a "buche disordinate", il mitico campo
in cui giocava il Setaf Lions all'interno della
Caserma Ederle, dove, a provocare i famosi avvallamenti
nel terreno, ci pensavano i paracadutisti con i
loro atterraggi nelle esercitazioni. Ma lo sviluppo
della partita risente meno del previsto di tutte
queste componenti. I ragazzi sono piuttosto reattivi,
soprattutto Miguel che si presenta sul terreno di
gioco per il riscaldamento, con le vene del collo
gonfie come zampogne e una frequenza cardiaca così
alta che per farla scendere e per scaricare l'energia in
corpo è costretto a correre sempre, ovunque,
comunque. C'è
chi l'ha visto addirittura fare pipì in skip (corsa sul posto a
ginocchia alte) dietro
ad una pianta. Si spiega così anche il
motivo per cui inizia la partita con i pantaloncini
tutti bagnati sul davanti! Motivo di tanto entusiasmo
è "Il Fluido" una bevanda energetica dalle mistiche
proprietà miracolose, acquistata per strada
a Padova da un megrebino con spiccato accento pugliese,
e
condivisa con altri due compagni. Questi dicono di non
aver avvertito alcun effetto benefico mentre Miguel,
anche durante il Pranzo, alternerà momenti
di sfrenato entusiasmo a colpi di sonno improvvisi.
Sulla partita in sè non c'è molto
da dire. Il primo tempo si chiude sul due a zero
per noi con due gol quasi identici di Campa: 1)
calcio d'angolo, colpo di testa di Gati, palla sul
palo; Campa si avventa per primo sulla palla e mette
dentro; 2) azione personale di Cristian al limite
dell'area e tiro di sinistro, palla sul palo; Campa
raccoglie e mette dentro il 2-0. Da ricordare anche
una bella azione degli avversari dove un loro attaccante
semina un paio di nostri difensori e colpisce in
pieno il palo alla destra di Tony, che con calma
a braccia alte sentenzia:"Fuori!", e un
improbabile cross di esterno sinistro di Cristian
dalla riga di fondo della fascia destra e che, oltre
che goffo, rischia pure di essere pericoloso tanto
che copisce la parte alta della traversa. Nella
ripresa, complici anche una girandola di sostituzioni
ed il pensiero che vola già sulle bistecche
alla brace, il nostro gioco si fa, se possibile,
ancora più confusionario. L'unica cosa degna
di nota, oltre a qualche tiro fuori misura, è
il gol di Miguel che, a circa metà del tempo,
lascia partira un destro da cinque metri fuori dall'area
di rigore che si infila sotto la traversa con nostro,e
soprattutto suo, grande stupore. Ma la vera chicca
della giornata, quella che resterà impressa
nei ricordi di tutti, è l'attacco di sciatica
di Gati. Fattosi sostituire durante il secondo tempo,
il vecchio Cattin è andato peggiorando con
il passare della giornata, tra l'altro in modo inversamente
proporzionale agli sfottò impietosi dei compagni.
Al termine del Pranzo Spes (circa alle otto di sera)
Gati si aggirava per le stanze della sua casa con
il passo con cui Cliff Robinson ballava nella sigla
del'omonimo telefilm: spalle all'indietro, pancia in
avanti, ginocchia piegate, schiena immobile, braccia
protese all'indietro in cerca di un instabile equilibrio
e movimenti limitatissimi che gli consentivano di
fare soltanto passetti di pochi centimetri. Scene
epiche! L'importante oggi, comunque, era fare i
tre punti ad Orgiano e soprattutto evitare di farsi
ritirare la patente nel viaggio di ritorno da Cascina
Cattin. In entrambi i casi la missione è
stata portata a termine con successo!
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SPES
- MAGNAGATI
1
- 1
Campa
(kare), avversari
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FORMAZIONE:
Ricky, Giulio (55' Matteo), Mamo,
Cikko,
Campa, Bas (40' Skina), Gati, Cristian, Biga, Kare,
Franco (50' Petu) N.e.:
Tony, Fabio, Nato, Juà Dirigente:
Miguel, Luca
Nella giornata
in cui si doveva ribadire il primato in classifica
con una vittoria sui Magnagati, squadra che milita
nei piani più bassi della stessa, la Spes
inciampa in un pareggio che alla luce dei fatti
è più che meritato da parte degli
ospiti. Per carità, avessimo segnato subito
il secondo gol dopo l'uno a zero di Campa, sfruttando
una delle varie occasioni capitateci nel primo tempo,
probabilmente staremmo a discutere di un'altra partita
ma, si sa, il calcio è anche bello per questo
ed eccoci quì a raccontare il primo 1 a 1
della stagione. Nessun problema, però. Un
pareggio dopo sei vittorie consecutive ci può
stare, l'importante è ripartire subito con
il piede giusto, consci del fatto che comunque saranno
gli scontri diretti di fine stagione a stabilire
definitivamente le gerarchie nel girone. Per sopperire
alla delusione e all' amarezza di fine partita per
non essere riusciti a chiudere una partita che si
poteva tranquillamente vincere, ci siamo rintanati
nel nostro ambiente di relax naturale per analizzare
la partita: il bar. E' affascinante notare come,
con una birra grande in mano, ogni problema tenda
a sminuirsi... "Colpa del Mister!", "Troppi
cambi!", "Pochi cambi!", "Più
gioco sulle fasce!", "Scalda due pizzette!",
"Altre quattro birre medie!", "Bisogna
essere più presenti agli allenamenti!",
"Due Coca-Havana!": queste le frasi che
circolano per il locale con l'intento di risolvere
il delicato problema. Ma, tra un consiglio ed un'accusa,
la squadra sembra essere d'accordo soprattutto su
un fatto: è tutta colpa di Scortegagna! Chi
è Scortegagna! Chi è Scortegagnaaa!
Boh! La Spes non ha mai avuto in rosa nessuno con
questo nome ma non sembra essere dello stesso avviso
l'arbitro della gara il quale, durante il consueto
appello pre-partita, chiama a voce alta il giocatore
che, ovviamente, non risponde. Dopo qualche istante
di imbarazzo, la giacchetta nera ritorna sul pianeta
terra e prosegue con l'elenco e, tentando un'impietosa
scusa, si corregge: "Ah, si scusate, ...ecco...,
perchè non... oh, si. Scaramella?",
"Si, ..ah,ah,ah, .. Giulio,,..ah,ah,.. sedici,
ah,ah...grazie!" lo deride quest'ultimo
con la consapevolezza che da ora, e per almeno un
mese, per noi infimi compagni di squadra, lui non
verrà chiamato in altro modo che Giulio Scortegagna!
L'episodio, oltre che a provocare un momento di
ilarità, ci fa comunque capire che il direttore
di gara è chiaramente in uno stato confusionale.
A peggiorare la situazione è la tarda ora
in cui si gioca questa partita (inizio ore 16.00)
a causa di una concomitanza in casa con l'altra
squadra di Settecà, i cugini Amatori che
disputano il campionato CSI. Questo ritardo provoca
una sorta di scombussolamento all'interno della
squadra perchè, per la seconda settimana
consecutiva, vengono destabilizzati i consuenti
orari e riti pomeridiani. Quello che più
si è trovato in difficoltà è
stato Campa il quale, solitamente abituato a giocare
con lo stomaco gonfio di ogni genere di cibo ("Perchè
sennò mi sento senza forze!" ...dice
lui!) e giocando a cavallo tra l'ora di pranzo e
la merenda, non sa come meglio nutrirsi per affrontare
la gara a pancia piena. Non sappiamo come il giovane
abbia risolto questo suo dramma personale, fattostà
che per sua fortuna lo stomaco non lo tradisce e
riesce a fornirgli le "forze" necessarie
per segnare il gol dell'uno a zero che giunge circa
a metà del primo tempo dagli sviluppi di
un calcio d'angolo battuto da Kare. Prima e dopo
il gol abbiamo qualche occasione per andare a rete
ma non riusciamo mai ad aggiustare il tiro. Nella
ripresa, un poco alla volta, crescono gli avversari
e caliamo noi. I magnagatti attuano un fuorigioco
tanto alto quanto pericoloso ma sono agevolati dal
direttore di gara che interpreta le situazioni seguendo
una sua regola personale che dice: <Nel dubbio,
anche che piova, fischia!>. Così finiamo
in fuorigioco 24 volte su 26 azioni sprecando malamente
le due occasioni buone. Di contro gli avversari
non hanno molte palle gol ma una la sfruttano bene.
Un loro attaccante sceglie bene il tempo su di un
rimbalzo del pallone che scavalca la nostra difesa
e, superando Ricky con un pallonetto da pochi passi,
pareggia il conto delle reti. 1-1. Tentiamo un
improbabile assedio finale nella speranza di pescare
il Jolly nel quarto d'ora che manca alla fine ma
l'unica cosa che riusciamo a produrre di serio è
una sforbiciata di Kare in area che va alta di poco
e un colpo di testa di Petu che indovina uno spiraglio
tra due difensori ma anche lo stomaco del portiere
che blocca la palla. La beffa finale la confeziona
l'arbitro che fischia la fine appena scaduto il
tempo regolamentare senza considerare il tempo di
recupero per le numerose sostituzioni avversarie
e senza aspettare la conclusione di un nostro calcio
d'angolo meritando le nostre proteste. "Ragazzi,
ma guardate che ho recuperato 24 secondi!!!"
. "E 'sti cazzi!" rispondiamo noi in coro.
In seguito, al grido "Scortigagna, la smetta!",
ammonirà Kare, reo di aver pronunciato qualche
critica di troppo durante il rientro negli spogliatoi.
Venerdì sera, nella trasferta contro l'Aston
Villa (omonima squadra di quella di Premiere League
inglese ma che gioca a Castegnero, a pochi passi
da Cascina Catèn), ci si aspetta dalla squadra
una pronta risposta a questo passo falso. Innanzitutto,
sarà necessario, a differenza dello scorso
anno, convincere Skina che non dobbiamo partire
due giorni prima per andare a giocare in Inghilterra..!
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ASTON
VILLA - SPES
2
- 2
avversari,avversari,
Biga (cristian), Campa (rig.)
|
FORMAZIONE:
Ricky, Giulio, Gati, Stefano, Campa, Bas, Skina,
Miguel (25' Mamo), Biga, Cristian, Franco (65' Tony)
N.e.:
Fabio, Matteo, Nato
Quella che
doveva essere la giornata della pronta riscossa
dopo un pareggio subìto in casa diventa forse
la peggior partita disputata dalla Spes negli ultimi
due anni. C'è chi ha puntato l'indice contro
qualche compagno per lo scarso impegno, chi ha accusato
il mister di aver fatto discutibili scelte di formazione,
chi ha dato la colpa alla mancanza di un ampio parcheggio
adiacente al campo o, a scelta, alla fame nel mondo.
Comunque un vero alibi non c'è. Tutta la
Spes è colpevole. Colpevole di aver fatto
risorgere dalle proprie ceneri una squadra che veniva
da 5 sconfitte consecutive e che a tratti ha giocato
in nove uomini. "Questi quà giocano
anche peggio del Due Monti!" è stato
il triste commento di un abituale spettatore di
casa. E questo è forse il più magnanimo
dei giudizi che subiremo a fine gara. Ma andiamo
con ordine. La Spes si presenta di buon'ora al campo
di Villaganzerla, pronta a scendere sul pietoso
terreno di gioco (vabbè che siamo amatori,
ma una tagliata all'erba ogni tanto la si potrebbe
dare a 'sti campi di calcio!! -scusate, sfogo dell'autore-).
Nato presenta l'atipica formazione per l'incontro
poi si va a compiere il consueto riscaldamento.
Il clima è sereno e amichevole. Pacche sulle
spalle, pugnetti affettuosi sul mento, sculacciate
maliziose, palpate sbarazzine negli zebedei, abbracci
appassionati e c'è chi tenta anche di accoppiarsi
alle meno peggio ma lì l'arbitro, un po'
schifato e aggiustandosi una calza a rete smagliata,
fa rientre tutti negli spogliatoi per l'appello.
Prima di rientrare in campo per iniziare la partita
tutta la squadra si unisce in un urlo di sfida poi,
aprendo la porta, incito maggiormente i compagni:
"E adesso facciamogli vedere come gioca la
prima in classifica!". Giulio in arte "Sortegagna",
un po' premonitore e un po' portasfiga, a sottovoce
replica: "Le ultime parole famose da mettere
sul sito!". E infatti, dopo dieci minuti
siamo sotto di due gol! La prima rete avversaria
arriva dopo un calcio d'angolo allontanato dalla
nostra difesa. Il loro esterno sinistro, dimenticato
da Campa, raccoglie il pallone e sorprende Ricky
con un tiro che si infila vicino al primo palo.
Il raddoppio arriva direttamente da calcio di punizione
quando un avversario si inventa un tiro potente
che si infila sotto la traversa mentre il nostro
portiere è ancora intendo a richiedere a
uno dei vari uomini liberi in mezzo al campo di
tornare sulla terra e di andare a rimpinguare la
scarna barriera a due che si era schierarta di fronte
al pallone a difesa della porta. E intanto, sul
2-0, gli avversari giustamente si gongolano mentre
noi, per passaggi sbagliati stop mancati e unghie
incarnite, fatichiamo appena a superare la metacampo.
Poi, alla duecentesima eresia che arriva dalla panchina,
emerge in noi almeno la voglia di salvare la faccia.
E basta un po' di grinta in più per riuscire
finalmente a creare qualcosa di buono. Tra le varie
azioni più o meno pericolose arriva il nostro
primo gol. Angolo di Cristian, palla che rimalza
al centro dell'area piccola con il portiere che
vola a farfalle. Io riesco ad anticipare con il
piede il colpo di testa di un difensore con un allungamento
della gamba che neanche Don Lurio a 20 anni sarebbe
riuscito a fare, tanto che rischio pesantemente
un attacco della micidiale "sciatica catèn".
2-1. Rientrati in spogliatoio, durante i primi 5
minuti di intervallo nessuno parla. L'aria è
così tesa che al confronto un funerale sembra
il Carnevale di Rio, preferibilmente senza viados.
La ripresa ci regala subito una sospresa. Un giocatore
dell'Aston Villa è dovuto andare via per
motivi ignoti a noi e soprattutto ai suoi compagni
di squadra e, visto che in distinta si presentano in 11
giocatori contati, il secondo tempo lo devono interamente giocare
in 10. Meglio così pensiamo noi. Niente di
più sbagliato! Purtroppo nessuno di noi era
a conoscenza di
quella antica formula del calcio che dice: <<Più
è piccolo il campo, meno giocatori ci sono
al suo interno e meno punti ha in classifica la
squadra in inferiorità numerica, più
alte sono le possibilità di prenderla nel
..., in saccoccia!.>>. Con in mente l'errata
convinzione: "Adesso a questi gliene diamo
sei!!", la nostra manovra diventa ancora più
confusa del primo tempo. Più che confusa,
disordinata come una puntata del Processo di Biscardi.
Tanti schiamazzi e poca lucidità. Nonostante
questo si gioca su una porta sola, soprattutto quando
per qualche minuto gli avversari si trovano a giocare
in nove dato che il loro libero esce dal campo per
un graffietto di striscio subìto in un contrasto
che nessuno ha visto (tanto che viene preso per
il culo persino dai compagni di squadra), mettendo
in campo una sceneggiata che Mario Merola al confronto
non è nessuno. Fortunatamente il direttore
di gara, verso la metà del tempo, vede una
spinta in area ai danni di Cristian ed assegna un
calcio di rigore. Una punzione che soltanto Collina
avrebbe concesso dato che generalmente i calci di
rigore nella nostra categoria vengono sanzionati
solo se la squadra è in grado di portare
il certificato di morte del giocatore che ha subito
il fallo. Campa segna ed è il pareggio. 2-2.
Comunque l'Aston Villa è bravo a difendersi
con ordine ed a cercare falli in attacco per perdere
tempo ed alzare la squadra. Di contro, considerando
tutto il secondo tempo, noi creiamo un discreto
numero di occasioni tutte però malamente
sprecate (da ricordare un tiro di Campa dalla linea
dell'area piccola sparato cinque metri sopra la
traversa e un'occasione per Ilo in piena area di
rigore che, invece di sfoderare un sinistro potente
da scaraventare porta portiere e pallone a 50 metri
di distanza, tenta un improbabile "colpo di
fioretto" con un pallonetto che gli frutta
solamente una serie di imprecazioni da parte dei
compagni). E la partita termina così, con
molto rammarico e gli animi un po' furenti tanto
che in spogliatoio volano parole grosse, tipo: "porca
pupazza!" e "Malandrini!!". Soltanto
l'ennesima birra in tarda serata riuscirà
a placare sufficientemente l'amarezza di questi
due ultimi pareggi che, però, hanno tutto
il sapore di due sconfitte. Forza Spes!
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SPES
- ATLETICO VICENZA
1
- 0
Campa
(rig.)
|
FORMAZIONE:
Ricky, Giulio, Mamo, Tony, Campa (50' Bas), Gati,
Skina, Cristian, Kare, Biga, Franco (45' Luca) N.e.:
Matteo, Miguel, Petu Dirigente:
Chele
Dopo le delusioni
delle ultime settimane, una risposta doveva esserci ed una risposta c'è stata.
Partiamo dal fatto che oggi finalmente la Spes ha ricomciato a guadagnare punti sulle dirette concorrenti, conquistandone
tre con una vittoria, anche un po’ sofferta, contro l’Atletico Vicenza e
ringraziando il risultato favorevole che giunge da Grisignano dove il Pfaff ha
ceduto di schianto contro il Due Monti con uno sbalorditivo punteggio
tennistico. Noi, in una splendida giornata di sole, abbiamo giocato in casa tra
le mura amiche dell’Arena di "Seven Houses". Naturalmente "Seven Houses" sta
per Settecà. Lo so che è un nome assurdo ma visti gli ultimi problemi che sono
sorti per la presenza di americani a Vicenza si è pensato di iniziare ad
introdurre nel nostro linguaggio qualche termine anglosassone nel pieno
rispetto dell’integrazione multietnica. In più,
da quando Skina e Tony sono stati assunti come lavoratori all’interno
della Caserma Ederle, hanno minacciato più volte di non presentarsi al campo se
nel comunicato della convocazione non viene riportata la seguente dicitura:<<..ritrovo
presso: Church Square near Paradise Street, Seven Houses (Vaicienza)>>. Molti
hanno spinto per non assecondarli cogliendo così l’occasione di sbatterli fuori rosa ma, visti gli improvvisi
viaggi di lavoro di Ricky, diventa fondamentale tenersi buono Tony, l’ultimo portiere
rimasto in caso di emergenza (anche se oggi esordisce nell'inedito ruolo di
terzino sinistro: un Jolly a tutto tondo!). "Mandiamo a casa Skina, almeno!" ha insistito
qualcuno. Purtroppo, a suo tempo, l’abile giovane aveva fatto inserire nel
contratto una postilla che lo lega alla società per i prossimi diciassette anni
e, nel caso di una rescissione, con una forte penale a vantaggio del giocatore di ben
venticinque Euro
da dilazionare in quattro anni, cifra considerata comunque troppo alta di questi
tempi per organizzare una colletta tra i restanti giocatori... Come si accennava,
la novità in campo è la presenza di
Antonio "Dabol-iù" Bedin (da pronunciare
come George Dabol-iù Bush) nella linea dei
difensori per la squalifica di Cikko e le coincidenti
assenze di tutti i restanti difensori, chi per malattia
(vedi Stefano), chi per balla colossale presa la
sera precedente (vedi ...pesca a caso nel gruppo!).
Ma la vera notizia di oggi è l'assenza di
Mister Dalla Silvestra dal terreno di gioco. C'è
chi ha parlato di un incontro segreto con i dirigenti
del Maddalene per trattare l'acquisto di Alfa (da
anni pezzo pregiato del mercato!), chi ha ipotizzato
un fantomatico viaggio nell'Est europeo per organizzare
una bella festa di fine campionato in compagnia
di simpatiche giovincelle. La realtà è
che il prode Nato si è imbarcato, con la
consueta ghenga, nel viaggio che ogni anno lo porta
nel Friuli per acquistare ettolitri di vino per
rimpinguare la già fornita cantina. Scusa
imbarazzante in qualunque altra squadra, giustificazione
sacrosanta
in una compagine di ubriaconi come la nostra! A
fare le sue veci in panca si organizza l'inedita
coppia Carolo-Guzzo anche se ognuno dei due prende
decisioni diametralmente opposte all'altro. Però,
visto il risultato positivo, c'è chi ha già
rispolverato il vecchio motto da spogliatoio "Guzzo-Carolo
in panchina, Nato in cantina" da cantare al
Mister titolare al suo rientro a Settecà.
La partita è gradevole, magari non spettacolare
ma se non altro combattuta. Contro l'Atletlico abbiamo
faticato non poco anche all'andata, complice anche
un'espulsione un po' affrettata a nostro danno,
e considerate entrambe le partite ci riesce difficile
capire il perchè della loro bassa posizione
in classifica. Forse una spiegazione la si può
dare con questi numeri. Dal punto di vista del possesso
palla siamo circa in parità, 50-50, ma per
quel che riguarda le occasioni per andare in gol
il divario diventa notevole: almeno sei da parte
nostra, una soltanto per loro anche se pericolosissima
perchè avvenuta nel primo tempo quando il
risultato è ancora ancorato sullo zero a
zero. A scatenare l'azione, un lancio da metacampo
che pesca in area l'esterno ospite (controllato
dal sempre attento Campa!) il quale ferma il pallone
con mezzo polpaccio un quarto di braccio e un quinto
di testicolo destro. Una carambola della palla favorisce
un attaccante avversario che effettua una girata
a colpo sicuro dalla linea dell'area piccola ma
deve mettersi le mani nei capelli perchè
Ricky si adopera in una parata tanto spettacolare quanto
miracolosa mettendo
in calcio d'angolo. Il povero Campa (reo di aver
lasciato libero l'avversario) abbozza un scusa del
tipo:"Ho saltato ma... ahiaa, ...avevo il sole
negli occhi e non... ahioo, ...ho visto niente!",
mentre il resto della squadra lo sta già
picchiando con dei grossi randelli. Per sua fortuna
poco dopo riesce a farsi perdonare realizzando il
calcio di rigore assegnato dall'arbitro per una
spinta in area da lui stessa subita in seguito ad
un tiro di Cristian, parato dal portiere. Il pallone
si impenna e mentre Campa corre verso la palla per
metterla dentro a porta vuota il difensore lo spinge
da dietro facendolo cadere a terra. Adolf non ha
dubbi e Campa pareggia. Adolf naturalmente è
l'arbitro, così chiamato per la sua capacità
di zittire chiunque con il solo movimento dei baffi.
Guai a parlare o solo a chiedergli che tempo farà
domani, pena il cartellino. Qualcuno giura di averlo
visto avvicinarsi ad un'auto accesa, che a suo modo
di vedere faceva troppo rumore, e di averlo visto
riuscire nel tentativo di spegnerla solo con la
forza del pensiero! Come suddetto, la partita prosegue
con un sostanziale equilibrio. Loro cercano di far
girare la palla per poi andare a rete ma le uniche
cose che ottengono sono un po' di calci d'angolo.
Noi invece siamo un po' più veloci ad andare
alla conclusione e riusciamo spesso a tirare in
porta. Ho due, tre occasioni io stesso, Cristian
un paio così come Luca, Kare colpisce anche
una traversa con un tiro anche deviato, poi c'è
Gati che nel finale, con un'azione personale
che non gli riusciva da quando aveva otto anni e
giocava a calcio nel cortile di casa sua con la
cuginetta di quattro e mezzo che teneva in mano
una Barbie, si trova da solo davanti al portiere
ma non riesce ad appoggiare bene il bastone per
terra e facendosi così chiudere lo specchio
della porta dal numero uno avversario. L'incontro
termina così con lo scarno punteggio di una
rete a zero ma il nostro umore è comunque
buono dato che si sono visti apprezzabili miglioramenti
rispetto alle ultime uscite (non che ci volesse
molto!). Il bello comincia adesso. Una serie di
scontri diretti che ci vedrà impegnati con
tutte le dirette inseguitrici in classifica. Si
inizia fuori casa con il Due Monti. Kare ha promesso
una doppietta di testa... vedremo, ma almeno su
questo lo scetticismo è forte!
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DUE
MONTI SELECTA - SPES
0
- 1
Luca
|
FORMAZIONE:
Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Bas (35' Franco), Skina,
Gati, Luca (60' Kare), Biga, Kare (45' Tony), Cristian
N.e.:
Matteo, Stefano, Nato
In questo importante odierno scontro al
vertice si affrontano il miglior attacco del girone (e ad oggi anche di tutto
l'AICS di Vicenza, giusto per vantarsi un po'), il nostro, e la miglior difesa,
quella del Due Monti, che ha subito finora solamente 9 gol. Realistiche
leggende narrano che di questi nove gol, tolto quello siglato dal sottoscritto
nella concitata partita d’andata, otto siano stati subiti su rigore assegnati
da arbitri palesemente venduti ai rivali, con tanto di espulsione di portiere
libero e due terzini e con azioni partite in evidente stato di fuorigioco e con
controllo della palla con la mano. Difficile allora provare ad indovinare un
pronostico, vista anche la sonante vittoria dei nostri avversari nella partita
precedente che hanno travolto il Pfaff con ben 6 reti, cosa che, in una stessa
partita, non gli succedeva dal 1756, quando ancora si giocava il calcio
fiorentino con le palle di 9,6 chilogrammi fatte interamente di stracci
bagnati. Mister Dalla Silvestra, prima dell'incontro, è visibilmente corrucciato.
"Non ha ancora deciso con che formazione scendere in campo!"
esclamano alcuni. "E indeciso tra un 4-3-3, un Albero di Natale tipo Milan
o una Colomba di Pasqua tipo Pasticceria!" sostengono altri. In realtà
Nato ha un'espressione preoccupata perchè fatica a digerire la faraona con
piselli, polenta e formaggio fuso che si è pappato a cena la sera prima, in
perfetto e scaramantico stile prepartita Spes. Nonostante l’incontro sia molto
importante per entrambe le squadre, il clima è stranamente calmo e sereno.
Scopro con stupore che tra i giocatori delle due squadre esistono molte
amicizie, finora nascoste. Nel giro di qualche minuto vedo Matteo salutare un
amico, Bas che stringe la mano ad un paio di avversari, Tony che chiacchiera
alla sua maniera con un altro, Franco che sorride perplesso ad un "Ehi, ciao.
Come va?", come a chiedersi "E questo chi è?". Come se non bastasse,
riconosciamo nei giocatori che stanno entrando in campo per il secondo tempo
della partita che precede la nostra, quelli del S.Giorgio di Quinto, squadra in
pratica "gemellata" con la nostra per essere forse l’unica società a covare
sentimenti di odio maggiori dei nostri nei confronti dei vecchi rivali del
Camisano. Ci salutano con un "Ciao
ragazzi, Aurora m...!" e se vanno contenti in campo. Cristian, colto da invidia perché ancora non
ha salutato nessuno, riconosce finalmente tra la folla un volto amico e lo
chiama a squarciagola: "Pitasiii!". Proprio lui, il mitico Pitasi, storico
arbitro del CSI con il quale abbiamo condiviso momenti indimenticabili di
calcio amatoriale, che si accinge a dirigere con il suo consueto stile, la
partita che appunto ci precede. Già sappiamo che qualcuno raggiungerà in
anticipo lo spogliatoio, reo di aver detto qualcosa di grave del tipo:
"Arbitro, fallo!". Sguardi si perdono in
lontani ricordi... A Giulio sfugge una lacrima mentre ricorda il suo gol nel
derby di sei anni fa! Ma passato il momento amarcord, è il momento di giocare. La
partita è sostanzialmente equilibrata. In tutto il primo tempo ci sono
solamente due palle nitide per andare a rete e le abbiamo entrambe noi. Nella
prima Kare, lanciato in porta da un passaggio filtrante da metacampo, non
riesce ad evitare il portiere in uscita mentre nella seconda è Luca che da
posizione defilata all'interno dell'area di rigore colpisce a botta sicura la
parte alta della traversa dagli sviluppi di un’azione offensiva. La ripresa è
più combattuta ma noi abbiamo l’arma segreta. Al termine dell’intervallo, prima
di tornare in panchina, Nato esamina a fondo la porta avversaria. Passeggia, a
mo’ di pensionato che osserva un cantiere per strada, maneggiando qualcosa
nella tasca sinistra. Alla nostra domanda: "Ma cosa fai vicino alla porta?
Butti il sale come Trapattoni??". La risposta di Nato è: "Si! Segniamo su
questo palo qui. All’incrocio!". Dieci minuti più tardi, con un pallonetto,
lancio Franco verso la porta avversaria. Il portiere in uscita intercetta il
tiro della nostra punta con la mano ma nettamente fuori area. L’arbitro decreta
l’espulsione del numero uno con conseguente calcio di punizione. Mentre
discutiamo se calciare di potenza (mia soluzione), tirare a giro di destro
(soluzione di Gati) o correre in federazione e tesserare Roberto Baggio
(soluzione di Giulio), Luca prende l’iniziativa e con un tiro secco di sinistro
scavalca la barriera e mette all’incrocio "magico" di Nato. 1-0. Con un uomo in più, abbiamo più spazi per
poter gestire il pallone e creare pericoli per la porta avversaria. In delle
classiche sue incursioni palla al piede, Luca viene atterrato al limite
dell’area con un colpo d’anca dal libero. L’arbitro fischia, noi ci
posizioniamo sul pallone per battere la punizione, sennonché il direttore di
gara, arrivando in buona corsa, giunto nei pressi del fallo si tuffa a terra
con un balzo carpiato simulando la caduta di Luca. Poi si rialza e dicendo:"Se facevi
così ti davo almeno la punizione!", ammonisce verbalmente l’attonito attaccante
che comincia leggermente ad adombrarsi (per utilizzare un gergo dolce). Dopo un
fuorigioco fischiatogli contro ingiustamente qualche minuto più tardi, Luca,
inferocito come un ornitorinco del Niger Occidentale, arriva a chiedere la
sostituzione. Proteste all’arbitro nel finale anche da parte del Due Monti per
un fuorigioco dubbio fischiato al loro attaccante all’interno della nostra area
di rigore. C’è da dire però che, in tutta la partita l’unico vero intervento di
Ricky è un’uscita di piede a spazzare l’area per anticipare una punta
avversaria. Comunque, senza grossi patemi, controlliamo bene la gara sino alla
fine e riusciamo a portarci a casa questi fondamentali tre punti. Ora ci
aspetta il secondo match clou della stagione.. Naturalmente nessun pronostico o
buon proposito al riguardo. Solamente, forza Spes.
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FC
PFAFF '92 - SPES
0
- 2
Franco,
Campa
|
FORMAZIONE:
Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Cristian, Campa, Gati,
Luca, Kare (60' Matteo), Biga, Franco (65' Petu)
N.e.:
Tony, Nato Dirigente:
Chele
Dopo la brillante vittoria
della scorsa settimana contro il Due Monti, ci presentiamo a Grisignano per la
sfida odierna coni il Pfaff 92 con il morale alto. La partita è di quelle importanti, di quelle
da vincere per forza o perlomeno da non perdere perché, se le perdi, uno come
Gati può anche non riuscire a riprendersi più, considerando quello che è
successo tre anni fa quando, nella sera in cui abbiamo perso la semifinale
provinciale, il "vecio Catin" non ha fatto rientro a casa ma ha vagato in auto
per ore in uno stato di trance post-sconfitta ritrovandosi senza rendersene
conto al casello autostradale di Perugia. Dalla nostra abbiamo il vantaggio psicologico
di essere primi in classifica, con tre punti di distacco proprio dal Pfaff 92,
mentre i nostri avversari probabilmente sentono l’obbligo di doversi
aggiudicare i tre punti in palio per riuscire in quello che qualche settimana
fa sembrava un impossibile aggancio. Si
gioca, si diceva, nello stadio di Grisignano, bel impianto dotato anche di una
grande tribuna dove hanno preso posto i numerosi tifosi delle due squadre
stabilendo anche il record stagionale di presenze per una partita di AICS.
Tutti e dodici gli spettatori hanno, infatti, espresso, a fine partita, la loro
felicità per aver contribuito a questo nuovo primato. Note tecniche sulla
partita. La giornata è soleggiata ma all’inizio un po’ ventosa e noi giochiamo
per la prima volta dall’inizio del 2007 con le maglie a maniche corte, non
tanto per scelta, quanto per riparare a qualche "problemino" logistico del
reparto organizzativo. Infatti, alla domanda: "Ragazzi, che maglie usiamo
oggi?", ognuno estrae dalla borsa la propria divisa. Chi già indossa quella
verde a maniche lunghe, chi ha quella bianca corta, chi ha portato la
canottiera a costina con le bretelle strette tipo "muraro", chi tira fuori
dalla borsa un inguardabile lupetto azzurro con maniche rosse. Alla fine, dopo
aver pesantemente insultato Giulio, reo in quanto dirigente di non aver
pianificato con precisione questo particolare, scendiamo in campo per il
consueto riscaldamento maledicendo ancora il compagno con frasi del tipo: "Vedrai
adesso, con questa arietta, appena sudiamo un po’ ci piglia uno "squaraus"
spaventoso!" , oppure "Dai, che stasera abbiamo tutti il cagotto!!". In realtà,
bastano due giri del campo in leggera corsetta, per renderci conto che il caldo
è terrificante, per noi abituati all’habitat umidiccio di una taverna o di una cantina,
ed iniziamo a sudare come se fossimo in groppa ad un cammello in pieno deserto
del Sahara. "Pensa se avessimo indossato le maniche lunghe!" mi sussurra un
compagno senza farsi sentire da Giulio... Generalmente la fase del
riscaldamento pre-partita diventa per il giocatore Spes una sorta di momento di
sfogo della settimana. In quei brevi momenti di fatica, finche percorsi 100 metri il fiatone ti
toglie ogni capacità di dire qualsiasi parola che non sia "Acqua!", è lecito
parlare, ridere, citare le più assurde puttanate. Ma oggi è diverso. Forse per
il caldo o forse per l’importanza della partita (rispettivamente nelle
proporzioni del 90% e 10%, ma a noi piace pensare che sia più per la seconda
ipotesi), tutto il riscaldamento è svolto dalla squadra in rispettoso ed
ansimante silenzio. Innegabile che ci tensione nell’aria ma l’atmosfera in spogliatoio
è serena e buona. Tanto buona che, con l’inizio dell’incontro, sfoggiamo nei
primi dieci minuti il miglior calcio dell’anno. In questo periodo di tempo il
Pfaff riesce ad entrare nella nostra metà campo soltanto con lunghi rinvii per
allontanare il pallone. Noi, di contro, abbiamo numerose occasioni per andare
subito in gol. Due i miei tentativi, due tiri di Luca, un’occasione a testa
calciata fuori dallo specchio della porta per Cristian, Kare e Franco. Più un
bel po’ di cross dal fondo in cui nessuno riesce a mettere la capoccia.
Insomma, dieci minuti di fuoco purtroppo senza gol. Ad andarci molto vicino
invece sono gli avversari che alla loro prima occasione, nata tra l’altro da un
nostro errore, creano una situazione pericolosa che ha ricordato per molti
aspetti una partita di rugby con il pallone che ha danzato davanti alla linea di
meta della nostra porta per alcuni interminabili secondi. Primo tiro di un
attaccante, parata di Ricky; 2°: ribattuta che colpisce il palo, Mamo allontana
di ginocchio; 3° tiro: avversario che a due metri dalla riga colpisce con
l’addominale (purtroppo per lui poco tonico, troppe serate al bar!) e pallone
che ritorna lento verso la porta, respinta di Rube; 4°) rimpallo di testicolo
destro di un attaccante, di stinco allontana Mamo; 5°) su tiro a botta sicura,
parata di Ricky che spunta dalla sabbia come Aldo di Aldo,Giovanni e Giacomo e
conseguente svirgolata di Giulio che mette fuori tempo gli avversari; 6°)
ennesimo tiro dal dischetto del rigore su cui si immola Rube con la chiappa
sinistra e palla in calcio d’angolo. Contate così come numero di occasioni
potremmo essere anche pari però, per dovere di cronaca, nel tabellino sarà
conteggiata come una soltanto. Il resto della partita è vissuto sempre così con
continue occasioni da una parte e dall’altra fino ad arrivare al sessantesimo
minuto quando Franco si inventa il gol del vantaggio sfruttando a pieno un
errato disimpegno di testa di un difensore qualche metro fuori l’area di
rigore. Il pallone si impenna, Franco in agguato mette giù e appena entrato in
area infila il portiere in uscita. 1-0, ma col trucco. Solo un orecchio
sopraffino ed allenato sarebbe riuscito a percepire la nuova infallibile arma
di Gati: lo "starnuto di dolore". Infatti, il difensore che ha sbagliato il
colpo di testa, che verrà poi pubblicamente svestito e dato in pasto alle
pantegane del Bacchiglione, è stato la prima vittima di questa nuova
raffinatissima tecnica. Quello che chiunque potrebbe scambiare per un innocuo
starnuto, è in realtà un mini "Mugolio di dolore" che il buon Gati, dopo mesi
di esperimenti, è riuscito nell’intento di pilotarlo verso una designata
vittima. Potrà essere in futuro, questa, un’arma efficace solo che diventa un
problema ad allenamento quando Gati ha il raffreddore... Il raddoppio arriva
quasi a tempo scaduto con un calcio di punizione da sinistra calciato forte da
Campa e sul quale il portiere non è del tutto esente da colpe. Comunque con il
triplice fischio dell’arbitro arrivano anche questi agoniati 3 punti con i
complimenti di avversari, arbitro e spettatori. Quindi abbiamo preso possesso
del bar di riferimento del Pfaff nel tentativo di prosciugare i fusti di birra!
Ora, a tre giornate dal termine, manca solo una vittoria per la matematica
acquisizione dello Scudetto, poi si che potremo fare festa sul serio!!
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SPES
- BEPPE'S SNACK
1
- 0
Campa
(luca)
|
FORMAZIONE:
Tony, Giulio, Mamo, Matteo (40' Cikko), Campa (55'
Petu), Skina (35' Bas), Gati, Biga, Kare (60' Fabio),
Franco (35' Cristian) N.e.:
Nato
Giornata ventosa quella in
cui la Spes
aggiunge un’altra importante coccarda a quelle già esistenti nella giovane
bacheca della società. Con questa ennesima vittoria, infatti, conquistiamo con
due giornate di anticipo lo "scudetto" del nostro girone. "Xè l’ano bon!", si
diceva quasi scherzando ad inizio anno ed invece eccoci qua, in cima alla
classifica con una media punti strepitosa, con 15 vittorie su 20 partite e con
una serie positiva che dura da ben tredici giornate. E con Campa
capocannoniere! ...Questo sì che è incredibile! Molto vento, si diceva. Tanto
che ai due sfigati di turno cui tocca segnare le linee del campo (per la
precisione i due sfigati di oggi siamo io e Campa) tocca applicare dei
tacchetti al piombo alle scarpe da calcio per poter restare disperatamente
attaccati al terreno. Oltretutto la partita si deve giocare alle 13.30 e questo
significa trovarsi al campo verso le undici e mezza con una pastasciutta,
ingurgitata a fatica, ancora sullo stomaco. Se qualcuno di voi ha mai avuto la
fortuna di cimentarsi in questa antica e sapiente pratica della segnatura del
campo, sa bene che non c’è niente di peggio di una leggera brezza a disturbare
il già palloso lavoro. Figuratevi quando il vento soffia a 120 all’ora
portando con se foglie, rametti,
frasche, portiere di automobili, querce... Se, generalmente, si adoperano circa
10 chili di gesso per fare le linee, alla fine di questa fottuta giornata abbiamo utilizzato diciassette
sacchi da 15 chili, di cui uno solo per fare i due dischetti del rigore. Solo
durante il passaggio del gesso dal sacco alla "macchinetta" (terrificante
trabiccolo il cui inventore è ancora rinchiuso nel manicomio di Stato di San
Marino) si perdeva, dal badile, il 95% della materia prima. Le difficoltà
maggiori le abbiamo avute, però, nei lati lunghi del campo. Questa la raffinata
tecnica da noi messa a punto: sul lato con vento a favore, è stato sufficiente
che Campa, timoniere del trabiccolo, alzasse le gambe e si facesse trasportare
dal vento. Il problema del fermarsi l’ha poi risolto la rete di
recinzione! Per il lato opposto invece
abbiamo dovuto ricorrere a due buoi da tiro che, spingendo la macchinetta a mo
di aratro, faticosamente hanno vinto le condizioni atmosferiche. Poi, com’è
giusto che sia, una volta sistemata nell’apposita baracca tutta l’attrezzatura,
il vento è drasticamente calato.. bastardo! "I tosi del Bepi", come li abbiamo
amichevolmente ribattezzati quest’anno, covano ancora un barlume di speranza di
entrare nelle Finali Elìte, contendendosi con il O core’ Napule, e
un’inaspettatissimo Riviera, la quarta piazza del girone, forse l’ultimo posto
ancora utile per il passaggio del turno. Quindi ci aspettiamo una squadra
pronta a giocarsi il tutto per tutto. Invece a fare la partita siamo noi,
nonostante quelle sensazioni di svogliatezza e appagamento tipiche che hanno le
squadre che ormai a fine campionato hanno raggiunto il proprio scopo. La prima
parte della partita la giochiamo quasi esclusivamente a sinistra, guadagnando
una cosa come 65 rimesse laterali, tanto che, dopo un quarto d’ora, Luca chiede
a Nato di far scaldare qualcuno per una sostituzione per crampi alle spalle.
Infatti, appena gli arriva palla, il Toro la scaraventa lontano verso le
panchine per metterla fuori campo ed organizzare il cambio, sennonché il vento
arresta la corsa del pallone che finisce per la prima volta nella partita tra i
piedi di Campa, il quale stoppa e tira in porta infilando il portiere. 1-0 al
primo pallone toccato. A questo punto noi compagni ci chiediamo con quale acqua
benedetta sia stato bagnato quest’anno sto ragazzo, già incredibilmente a quota
17 gol, considerando che messi tutti assieme i gol realizzati dal nostro numero
3 negli scorsi campionati, a malapena si arriva alla dozzina! Comunque, meglio
per lui e, anche se fatico a dirlo, meglio anche per noi.. Poco dopo il bel gol
realizzato, Campa se ne divora un altro già fatto quando, al seguito di una
classica percussione in area di Luca, il pallone rimpalla sedici volte tra
stinchi, palle, nasi e ginocchia di attaccanti e difensori e rimbalza felice
tra i piedi di Campa che, dalla linea dell’area piccola mette incredibilmente
alto. Il vento condiziona pesantemente lo svolgimento dell’incontro,
soprattutto per i meno "leggeri" che per correre più veloci devono studiare
contromisure adeguate, come Giulio che, con un barometro da parete al polso,
quando corre controvento da destra verso sinistra è costretto ad estrarre dallo
zainetto che ha sulle spalle un piccolo Spinnaker, e via di bolina! La ripresa
segue l’andamento del primo tempo, noi in avanti ed il Pfaff a sfruttare i
calci piazzati e i lanci lunghi dalla difesa. La migliore occasione per gli
avversari capita sui piedi di un loro attaccante su di un rinvio lungo del
portiere, che scavalca anche un imbarazzante liscio di testa di Mamo, ma Tony (di nuovo oggi nel ruolo di
portinaio) chiude bene in uscita con i piedi. Ma la pericolosità odierna gli
avversari si ferma qui. Di contro noi colpiamo un palo pieno su un secco tiro
di Luca e, tra i vari tentativi, ci divoriamo altri due gol. Il primo con Campa
che, riprendendo una respinta di un tiro, dal dischetto del rigore a porta vuota
tenta una palombella colpendo in pieno la traversa mentre l’altro lo fallisco
io, con un’occasione se possibile anche più clamorosa, mettendo fuori da ottima
posizione un pallone rubato al portiere in uscita. La partita termina così, non
prima però, di un ultimo tentativo di andare a rete di Fabio, subentrato a
Kare, che di testa "buca" il pallone da buona posizione su un cross di Petu. Il
triplice fischio dell’arbitro sancisce la fine dell’incontro e la conquista del
nostro secondo "Scudetto" in otto anni di storia della Spes. Complimenti a
tutti i ragazzi, soprattutto a quelli che mettono anima e corpo in tutte quelle
cose che possono sembrare marginali (N.d.A.: e mi riferisco tirare il campo,
organizzare le visite mediche, certificati, allenamenti, formazioni, ecc...) ma
che, in un ambito amatoriale come il nostro, sono fondamentali per tenere in
piedi una squadra di calcio. Ora più che mai siamo orgogliosi di dire: Forza
Spes!
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O
CORE 'NAPULE - SPES
2
- 1
Biga
(luca), avversari, avversari
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FORMAZIONE:
Ricky, Giulio,
Mamo, Matteo (35' Tony), Campa, Gati, Bas (45' Fabio),
Petu, Biga (60' Nato), Kare (60' Miguel), Luca Dirigente:
Skina
E' una Spes
un po' demotivata e "sperimentale" quella
che oggi gioca e perde contro i vicini dell' O core'
Napule, quarti in classifica e determinati ad agguantare
la vittoria che li può fare ancora sperare
in un ripescaggio nelle Finali Elìte. Visto
il già acquisito primo posto in classifica,
appare normale il generale rilassamento della squadra
oramai con la testa già alle fasi provinciali.
Ad "ammosciare" ulteriormente la situazione
ci si mette anche una strana forma influenzale che
ha colpito diversi nostri "atleti" (N.d.A.:
lo so che la parola "atleti" suona un
po' forte per dei giocatori così ma, cosa
volete, hanno vinto il campionato e qualche soddisfazione
bisogna pure dargliela!). Si vocifera che il
virus sia stato introdotto nel nostro spogliatoio
dai cugini Amatori. Sospetti nati dopo l'annuncio
del tanto atteso derby amichevole in programma per
il primo sabato libero dopo la fine dei campionati.
Nella cena sociale in cui ci si è organizzato
l'evento, un "insider" ha dichiarato di
aver visto Corona, ormai secolare stopper degli
Amatori Settecà, svuotare sulle nostre pizze
il contenuto di una misteriosa fialetta e poi rientrare
felice nel salone porgendo, ad uno ad uno, sia la
pizza che i migliori auguri per la prevista partita!
Fattostà che, a distanza di una settimana,
oggi hanno dato forfait Cristian e Franco davanti,
Cikko e Rube dietro e Giuà e Skina in mezzo.
Anche se ogni venerdì sera che precede la
partita, per Mister Dalla Silvestra è una
serata difficile, questa lo è stata in modo particolare.
In pratica ha passato la nottata a muovere le pedine
nella personalissima scacchiera su cui prepara l'incontro,
alla ricerca di una formazione decente da shierare
in campo. Il problema
è che Nato, in questa sua singolare pratica,
ha sostituito i 24 iscritti nella rosa della Spes
con delle bottigliette mignon di liquore (ognuna
differente dall'altra per non confondere i giocatori!)
disposte in un campo di Subbuteo. Ma il vero dramma
sta nel fatto che, ogni volta che gli arriva una
telefanata o un sms che gli dice: "Mi spiace
ma domani non ci sono!", Nato ha il problema
di far sparire la pedina dalla scacchiera ed è
così costretto ad ingurgitare il contenuto
della bottiglietta per poi buttarla. E' facile quindi
capire il motivo di quelle occhiaie al sabato mattina!
Comunque, grazie anche al recupero di Bas, riusciamo
a presentarci sul campo di gioco con una formazione
presentabile. Tanto presentabile, che nei
primi venti minuti di gioco siamo noi ad avere le
occasioni migliori anche se gli avversari che spingono
di più. Prima un tiro di Bas, poi un
colpo di testa ed un tiro da fuori di Campa, un'occasione
per Kare e un'altra per Luca, fino ad arrivare al
mio gol, quando raccolgo al centro dell'area un
passaggio dal fondo di Luca, che ha saltato
il portiere in uscita, mettendo dentro a porta "quasi"
vuota (in realtà il tiro a botta sicura passa
sotto le gambe di un avversario in recupero. Non
immagino nemmeno cosa mi sarebbe successo se l'avesse
respinta!). Comunque, 0-1. Passano appena 5 minuti
ed il Core pareggia. Lancio lungo a scavalcare la
nostra difesa, un attaccante avversario con uno
scatto coglie di sorpresa Matteo e con un bel pallonetto
supera Ricky. Nella ripresa inizia una serie di
cambi e, con essi, un continuo rivoluzionamento
di schemi e ruoli, tanto che ad un certo punto ci
troviamo con Giulio centravanti, Mamo ala sinistra
e Nato stopper! Nella confusione generale, alimentata
anche da un terreno detto "a pantanella"
cioè reso così pesante dalle copiose
e recenti pioggie da renderlo simile ad una distesa
di Vinavil marrone, non riusciamo più a combinare
una emerita mazza, a parte qualche tiro da fuori
e qualche cross che però non viene mai sfruttato
a dovere. I nostri avversari, invece, visibilmente
più impegnati di noi, trovano prima il bel
gol del vantaggio e, poi, inanellano una serie di
tre o quattro "quasi" gol, non andati
a segno per la giornata di grazia di Ricky. Dispiace
aver interrotto questa striscia positiva che durava
da più di metà campionato però,
come si dice in questi casi, se dovevamo perdere
una partita, è meglio farlo ora e tenere
le vittorie per quando verrà il momento opportuno!
Speriamo..
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SPES
- ARREDAMENTI GUERRA
1
- 2
avversari,
avversari, Autogol
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FORMAZIONE:
Ricky, Matteo, Mamo, Cikko, Miguel (45' Cristian),
Gati, Skina, Luca (35' Petu), Campa, Biga, Franco
(45' Nato) N.e.:
Juà Dirigente:
Chele
Continuando
con il falso motto della scorsa settimana "Meglio
perdere ora le partite che perderle più avanti!",
anche in quest'ultima giornata di campionato usciamo
dal campo con una sconfitta di misura. E' giusto
fare un po' di autocritica con noi stessi per aver
perso, però non dobbiamo nemmeno allarmarci
eccessivamente per queste due consecutive "debacle"
della squadra. Consideriamo, prima di tutto, le
scarsissime motivazioni che possono presentare delle
partite di fine campionato come queste quando hai
già in mano lo "scudetto"; in secondo
luogo, la necessità di inseguire sempre
il nostro scopo finale che è comunque sempre
quello di divertirsi riuscendo a coinvolgere tutti
i membri della squadra ad iniziare, soprattutto
ora, da quelli che nell'arco dell'anno hanno avuto
meno spazio. Tanto per dare un'idea dell'intensa
concentrazione che attanaglia la squadra ad inizio
partita, la nostra principale preoccupazione odierna
è quella di evitare di farsi arrostire la
cornea da Miguel (il nostro visagista delle dive)
che, con una bomboletta di colore spray da parrucchiera
in mano, se ne va in giro come un forsennato a tingere
di verde le folte chiome dei compagni (non proprio
tutte folte, ma quasi, d'altronde cominciamo ad
avere anche una certa età..). Proprio così!
Per festeggiare la vittoria del campionato abbiamo
deciso di disputare l'ultimo incontro con i capelli
tinti del nostro colore sociale. L'idea è
quella di portare in campo un po' di allegria giocando
anche un buon calcio, in pratica l'effetto è
quello di una squadraccia di imbecilli con la testa
verde. Della partita si può dire veramente
poco. Nel primo tempo, nonostante una formazione
"sperimentale" messa in campo da Mister
Nato, riusciamo comunque a creare qualche problema
agli avversari ma sono loro a passare in vantaggio
quando, dopo aver conquistato palla in difesa, con
una bella aione in velocità, bucano la nostra
retroguardia riuscendo a presentare un attacante
solo davanti alla porta. Nella ripresa c'è
più la voglia di finire la partita che non
quella di recuperare il risultato e, quindi, la
musica non cambia. Quando mancano dieci minuti alla
fine dell'incontro gli ospiti riescono a segnare
anche il secondo gol con un'azione personale sulla
nostra sinistra. Sul due a zero qualcuno di loro
inizia pure a ridicolizzarci, soprattutto e a ragione,
per via dei capelli verdi. Qualcuno se la prende
anche, poi Gati estrae dagli slip una classifica
aggiornata del girone mostrandola al pubblico e
gli sfottò cessano all'istante. Oltretutto
dopo un minuto appena dal loro secondo gol, accorciamo
le distanze. Anzi, a dire il vero se le accorciano
da soli dato che il gol del 2-1 arriva con un superbo
pallonetto che un difensore ospite disegna sopra
la testa del proprio portiere nel tentativo di allontanare
il pallone dall'area di rigore. Abbiamo ancora circa
cinque minuti per recuperare il risultato ma la
voglia manca e la vista ancora peggio dato che il
colorante per capelli di Miguel, tra il sudore ed
i capelli bagnati, si è nel frattempo trasformato
in un micidiale irritante per le mucose nasali,
tanto che in spogliatoio si rischia il dramma
quando a Gati quasi scappa un
"Mugolio di Dolore".. E il campionato
regolare termina così, con una allegra sconfitta.
Bravi a tutti i ragazzi, al mister, a tutti quelli
che hanno messo cuore, culo e anima per questa squadra.
Adesso ci aspettano le tanto agoniate Finali. Ora è
il momento di tornare a far vedere quello che sa
veramente fare bene la Spes! Cioè, mangiare
e bere!
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Guarda come è proseguito
il nostro campionato in Finali 2007

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