Ritorno 2006/07
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Le amichevoli della sosta invernale

 Amichevoli: nella nebbia di Arcugnano la Spes si impone 8-2.

Per la Spes il 2007 inizia com'era finito l'anno precedente: con una vittoria. Questa volta non si tratta di una sfida di vertice del Campionato ma di un'amichevole organizzata nei nuovi impianti di Torri di Arcugnano, nei pressi del Lago di Fimon, alle porte della città, contro il Fimarc (o almeno questo è il nome più probabile tra le mille ipotesi balenate nelle menti dei miei compagni dato che nessuno di noi conosce con certezza il nome di questa squadra, nemmeno Gati che ha organizzato la sfida). La partita è stata certamente rovinata da una spessa e fitta coltre di nebbia che ha invaso il terreno di gioco (un ottimo sintetico) dell'impianto. "Siete sfortunati! Da quando giochiamo e ci alleniamo quì non abbiamo mai visto la nebbia!" ci dicono i giocatori avversari. Ma con il clima di queste ultime settimane, il fatto che il campo si trovi a pochi chilometri dal laghetto e che sia situato all'entrata di una valletta chiusa ai venti ci fa sorgere il normale sospetto che la nebbia quì sia più di casa che nel Polesine! Comunque, tanto per rendere l'idea della visibilità in campo, con il risultato finale di 8 - 2 in nostro favore, Ricky non è riuscito a vedere nemmeno uno dei nostri gol mentre Mamo, solitamente posizionato sulla riga di metàcampo è riuscito ad assistere soltanto a tre reti. Parlando brevemente dell'incontro, si può dire che il loro avvio ci aveva fatto sperare in una partita combattuta, convinzione che è un po' scemata quando l'arbitro ha decretato la fine del primo tempo con il risultato fermo sul 5 - 0 per noi. Nella ripresa invece la squadra di casa è migliorata e ci ha messo in difficoltà soprattutto nel finale di gara quando è riuscita a segnare due gol ed a sfiorare il terzo su calcio di rigore parato da Riccardo. Noi abbiamo comunque segnato nella ripresa altre tre reti ma abbiamo sprecato molte azioni favorevoli un po' per testardaggine ed un po' per stanchezza, considerando anche l'allenamento del giorno precedente. Per le statistiche e per i nostri difensori che ancora non hanno capito bene come è andata a finire questa partita, questa è la successione dei gol: Luca, Gati, Cristian, Biga, Campa, Luca, avversari, Cristian, avversari, autogol (a nostro favore) dopo il quale un loro giocatore con una frase ad effetto ha indotto l'arbitro a porre fine a questo incontro: "Arbitro, famme un piacere, fischia la fine che xè meio!".

12/01/07

 Amichevoli: partita impegnativa con il Longare: Spes vince 4-2

 Buona partita giocata all'Arena dalla Spes contro un avversario che si è dimostrato più ostico del previsto: il Longare, della "Meteora " Clem, che milita ancora nel nostro ex campionato del CSI.  Buona soprattutto per l'impegno che gli ospiti ci hanno costretto a mettere in campo, anche perchè nell'ultima partita, un po' per la nebbia ed un po' per la demoralizzazione degli avversari, l'incontro vero è durato appena un tempo. Invece il Longare si è dimostrata squadra capace di giocare un buon calcio e, in particolar modo, ci ha messo in difficoltà con i suoi fraseggi a centrocampo. A nostra discolpa si possono chiamare in causa le scelte di formazione del redivivo mister Dalla Silvestra che, causa infortuni assenze e scarsi allenamenti, ha dovuto un po' stravolgere la squadra inserendo Kare come centrale difensivo, Stefano terzino, Campa a sinistro e Cikko ala destra. Nonostante queste novità il risultato ci ha sempre visti in vantaggio. I primi due gol sono stati di Luca (ma Nato ha ribadito che non sono da conteggiare nei 20 che l'attaccante deve segnare per vincere la cena di pesce!), poi un gol degli avversari con un gran tiro da fuori area. Nel secondo tempo segnano prima Campa e poi Kare in contropiede con un'azione molto simile e, tra i due, un altro gol degli ospiti. L'unica nota negativa dell'incontro è stato l'arbitro mandato dalla Federazione per questo incontro. "Sembra uno serio!" aveva commentato Giulio prima che la partita iniziasse, osservandolo riscaldarsi scrupolosamente. In realtà si è dimostrato molto più abile a creare confusione che a dirigere la gara. Se non altro è servito a mantenere la partita su toni molto amichevoli dato che in campo si sprecavano, da entrambe le parti, gli sfottò per le sue strane decisioni e per le sue movenze da bocciofilo nell'assegnare i falli... Potremmo dire: una direzione di gara in pieno stile "Amatori"!

22/01/07

 Amichevoli: un'ottima Spes abbatte per 6-0 il Lerino (Torneo del Sabato)

Sarà stata la serata fresca, sarà stata la voglia di giocare in un campo perfetto come quello del sintetico di Lerino, sarà stata l'intenzione di non subire la "vendetta" degli avversari dopo il secco 4-1 rifilotogli nel precampionato (vedi Andata), fatto stà che la Spes mette in scena in questa partita una delle più belle prestazioni dell'anno. Contro il Lerino, squadra che milita nel Torneo del Sabato, il risultato finale è di 6 - 0 a favore dei ragazzi di Dalla Silvestra. A dire il vero, a volere fortemente questa sfida sono stati porprio i nostri avversari, ed in particolare il loro allenatore (...nonchè suocero di Luca!), con il preciso intendo di farci rimangiare il risultato della sfida precedente (che, a suo tempo, aveva lasciato adito a qualche "sfottò" nei rapporti tra l'allenatore ed il genero!). In occasione di quella partita le scusanti messe in campo dal parente del nostro attaccante erano state varie: la scarsa condizione atletica dei giocatori a causa della pesante preparazione estiva, i troppi giocatori nuovi, gli schemi tattici non ancora rodati, la Luna entrata in Terza Casa di Saturno che coinfluiva negatività a tutti i Sagittario con ascendente Pesci... Stavolta, quindi, ci aspettavamo una squadra compatta, prestante e preparata con l'aggiunta di un po' di nostro timore reverenziale nei confronti di una compagine che milita in una categoria ritenuta superiore, ovvero nel Torneo del Sabato che, per i più, sta all' AICS come la Formula 1 sta alle gare di velocità dei motocespugliatori a miscela. Invece niente sconti, con la Spes di questa sera non ce n'è per nessuno. Il primo tempo di 45 minuti si chiude con il risultato di 0-4 con gol di Gati, Luca (che si è così aggiudicato la cena di pesce scommessa con il suocero!), Campa e Cristian. Nel secondo mettiamo dentro altre due reti con Cristian e con Biga, un istante prima del triplice fischio dell'arbitro. Che dire: bene! Soprattutto per il morale, tra l'altro già alto, della squadra. Sabato ci attende la prima di ritorno, tempo e neve prevista permettendo. Naturalmente, forza Spes!

24/01/07

 

 

 IL CAMPIONATO

Commenti a cura di: Biga

Ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti potrebbe non essere del tutto casuale.

 

Nella formazione: Giallo/ammonito, Rosso/espulso

Sotto al risultato sono segnati i marcatori, tra parentesi l'assist

  

RIVIERA BERICA - SPES

0 - 2

Campa (rig.), Biga (gati)

 

FORMAZIONE: Tony, Giulio, Mamo, Cikko (60' Miguel), Campa (50' Stefano), Gati, Skina, Cristian, Biga, Kare, Franco (35' Bas)     N.e.: Fabio, Matteo, Nato   

L'oramai quasi decennale tradizione che riguarda le nostre performance nell'impianto sportivo della Riviera Berica ci vede costantemente protagonisti di pessime partite che però ci regalano sempre i tre punti. Fortunatamente, anche quest'anno, la regola non cambia. Nonostante le ottime amichevoli che abbiamo disputato durante la pausa invernale e nonostante il campo di calcio sia di grandi dimensioni, cosa che dovrebbe facilitare il nostro gioco, la nostra manovra è lenta e macchinosa. "Vabbè, ma è normale con Gati e Skina in mezzo al campo!" hanno detto i più a fine partita. Parere più che condivisibile se non fosse che, con questa coppia in campo, abbiamo anche ottenuto ottime vittorie. Ed allora: perchè? Il motivo del nostro appannamento non è chiaro. A dire il vero, qualche attimo di confusione ad inizio partita aveva fatto intendere che il pomeriggio non sarebbe stato dei migliori... Esempio: siamo quasi tutti in spogliatoio quando Cristian, con un occhio non tanto lucido, apre la porta e chiede ad ignoti: "Dov'è la mia borsa?". Poi pattuglia la stanza, non ancora convinto che la nostra estraneità ai fatti sia vera. Solo dopo essersi assicurato che effettivamente la borsa nello spogliatoio non c'è, esce dalla porta. Vi rientrerà appena cinque secondi più tardi con la sacca in mano, faticando ad ammettere di averla trovata 1 metro fuori dal portoncino d'ingresso degli spogliatoi. "Cominciamo bene!" si lamenta qualcuno!  Come organico non siamo messi proprio bene. Alla formazione degli ultimi sabato manca soltanto Luca, pluriammonito e squalificato per i troppi tuffi in area di rigore avversaria tentati durante le precedenti partite, ma tra i presenti ci sono Mamo e Kare che non sono in condizioni brillantissime e molti altri hanno saltato diversi allenamenti. Nato elenca la formazione: Ricky, Giulio, Remo, Maldini, Sensini, Koldrup, Weah, Giannini, Murgita, Otero. Capiamo allora che il Mister deve aver sfruttato la serata libera di Elleci per organizzare una simpatica rimpatriata al classico Funky-Remember del venerdì sera, ora tarda e Coca-Havana compresi nel pacchetto. Chiarito l'equivoco, si scende in campo. Dopo una prima fase di studio di circa cinque minuti, risulta subito chiaro che il vero protagonista del primo tempo sarà, tanto per cambiare, l'arbitro battezzato "il Precisino". Nella pochezza generale dei primi trentacinque minuti, il Precisino si cimenta in un pezzo di Grande Scuola. Prima ammonisce un difensore locale per un intervento falloso su un uomo lanciato a rete (..e fin quì tutto bene) poi, per pareggiare i conti, esibisce un immeritato cartellino giallo a Franco, reo di aver pacatamente richiesto un calcio di rigore per un chiaro tocco di mani di un avversario in area di rigore. Il tocco di mani c'era, probabilmente involontario e non da massima punizione, ma la frase del direttore di gara è stata: "Basta! Non ti inventare le cose! Io ci vedo bene, con la mano l'hai toccata tu!". "Ricominciamo bene!" si ripetono alcuni. Per fortuna di noi della Spes e per la rovina definitiva della giornata degli spettatori, nel calcio esiste anche il secondo tempo. Ed è nei secondi 35 minuti, infatti, che troviamo la vittoria. Dopo alcuni affondi andati a vuoto e qualche tiro fuori misura, il gol del vantaggio arriva su calcio di rigore. Cristian viene steso in area e Campa realizza dal dischetto. 0-1. Il raddoppio lo segno io a pochi minuti dalla fine, buttando dentro di sinistro da qualche metro dentro l'area un pallone servitomi da Gati. In mezzo ai due gol, un palo colpito da Cristian e molta confusione creata dal direttore di gara che, fischiando qualche fuorigioco assurdo e qualche fallo azzardato, dimostra di essere in campo l'unico in evidente stato di "trance agonistica". Comunque, senza alcun pericolo per la porta di Tony, la partita termina due a zero. Quello che più contava oggi erano essenzialmente i tre punti ma è anche palese che con prestazioni come questa non otterremo i risultati dell'andata. Comunque una partita storta ci sta, tanto più se si finisce per vincerla. Ora sotto con l'allenamento, sabato ci aspetta una partita "tosta" contro il S.Gottardo e nel frattempo speriamo anche in qualche risultato favorevole delle avversarie. Ed ora, incrociamo tutti gli zebedei in segno scaramantico...

 S.GOTTARDO - SPES

0 - 2

Gati (cristian), Campa (biga)

 

 FORMAZIONE: Tony, Giulio, Mamo, Cikko, Campa, Gati, Skina, Cristian, Biga, Kare, Franco (45' Fabio)      N.e.: Nato, Miguel, Matteo

Mentre l'intera Pianura Padana è avvinghiata da una nebbia così fitta che sembra di essere ad un reave-party cambogiano organizzato in un bagno termale di Hammamet, alla Spes tocca giocare in quel di S.Gottardo, ridente paesino posto sulle boscose cime dei Colli Berici. Se il clima di quest'anno avesse rispettato il suo regolare svolgimento, quì non avremmo giocato nemmeno con i  Moon-Boot cuciti ai piedi perchè, generalmente, in questo periodo ci sarebbero dovuti essere almeno 50 centimetri di neve. Invece, grazie alle pazze temperature che si registrano in questi giorni, quando arriviamo in prossimità della chiesetta del paese ci aspetta una fredda ma splendida giornata di sole. Oltretutto il campo del S.Gottardo è descritto, ed a ragione, come uno dei più belli della provincia: lungo, larghissimo e con l'erbetta soffice, tanto che dispiace quasi correrci sopra, abituati come siamo a zolle, chiazze di terra, ciuffi di "pisacan" e talpe che escono all'improvviso dal terreno cercando di azzannarti le caviglie. Tornando a noi, c'è da dire che al rientro dopo la sosta invernale, ci si è accorti che, tra acquisti dell'ultimo minuto e ritorni eclatanti, la rosa a disposizione di Mister Dalla Silvestra è cresciuta fin troppo. C'è chi ha addirittura contato 26 tesserati. Tanti che in futuro ci si troverà costretti a stilare la famigerata "Convocazione", ovvero la lista dei 18 giocatori da far scendere in campo. Quindi si è pensato, con l'allenamento di martedì, di fare un po' di chiarezza. In qualità di  Preparatore/Addetto alla Gestione allenamenti (..che non si sa bene cosa voglia dire), prendo la parola; obiettivi: spiegare ai "ragazzi" che siamo in molti e sottolineare l'importanza di partecipare con impegno agli allenamenti per riuscire a rientrare nei "convocati". Risultato: Luca al Pronto Soccorso con il mignolo fratturato (ne avrà forse per un mese), Bas a casa in mutua con la tracheite, pubalgie che spuntano come funghi sulle gambe degli atleti e virus influenzali a bloccare molti altri. Insomma, una Sfiga maledetta. Quindi ci presentiamo a S.Gottardo in quindici, compresi Nato e Matteo, che hanno fatto 3 allenamenti nell'ultimo mese, e Mamo in visibile stato febbrile e/o influenzale (basti pensare che in spogliatoio nessuno ha avuto bisogno della cremina "scaldamuscoli"; è stato sufficiente avvicinarsi a Mamo per entrare subito in temperatura!). In campo, si vede fin da subito che non siamo molto in giornata. Nei primi dieci minuti non riusciamo mai a vedere l'area di rigore avversaria, un po' perchè è lontanissima dalla nostra (considerate le distanze del nostro campo!) ed un po' perchè i nostri avversari fanno girare bene il pallone costringendoci inizialmente sulla difensiva. Poco alla volta, però, riusciamo a perforare la loro difesa, soprattutto sulle fasce con Campa che, nonostante l'antipasto il primo ed il secondo ingurgitati un'ora prima della gara, sembra avere un buon passo. Solo a fine partita ammetterà di aver faticato a digerire la frittata con le cipolle... Il gol del vantaggio arriva verso la metà del tempo con uno schema da calcio d'angolo finalizzato da Gati con un colpo di testa non imprendibile. Da rivedere al rallenty il "tuffo ad involuzione" del portiere (un particolare gesto atletico che consiste in un tuffo che anzichè avvicinare il portiere al pallone lo allontana da esso!). 0 - 1. Abbiamo anche un paio di occasioni in area di rigore per andare al tiro ma i difensori avversari riescono sempre a fermare con dei takles (teichelsss) dell'ultimo secondo le nostre azioni. Di contro il S.Gottardo tiene bene il pallone a metacampo riuscendo spesso a fare arrivare il pallone alle punte avversarie ma i loro sforzi non portano a nessun episodio degno di nota. Nel secondo tempo, forse anche per l'ombra che riveste il campo che fa scendere la temperatura di almeno cinque gradi, gli animi in campo tendono un po' a scaldarsi. Un po' ne è complice anche il direttore di gara il quale costringe i giocatori delle due squadre, sudati ed infreddoliti, ad osservare il minuto di silenzio per i fatti di Catania all'inizio della ripresa dato che si era dimenticato di farlo ad inizio partita. Tra l'altro, appena trenta secondi prima aveva dichiarato tra i nostri consensi:"No, no, ragazzi! Fa troppo freddo. Partiamo subito che è meglio!". Poi, "Fìììiii!", e vediamo tutti immobili con le mani giunte dietro la schiena in religioso silenzio. "Ma.., non... Boh!".  I secondi trentacinque minuti non verranno certo ricordati come i migliori nella storia delle due squadre, anzi. Skina, ad esempio, nei primi cinque è colpito da uno di quei suoi momenti di "smarrimento cosmico". Da un pallone perso a centrocampo in cui "La Schiena" (detta alla Juà), con un "tuffo a svenimento" degno del miglior Robert De Niro cerca inutilmente di convincere l'arbitro ad assegnargli una punizione, parte un pericoloso contropiede sventato, poi, dai "giovani" della difesa. Comunque molti errori, tanti falli e innumerevoli urla in campo. Un gol clamoroso lo sbaglio io, quando lanciato a rete da un passaggio di Cristian, sparo qualcosina oltre gli otto metri sopra la traversa. Un potente "Ma noooo!" mi fa intuire il leggero disappunto dei compagni... Però mi faccio perdonare, poco prima della fine, regalando il pallone del definitivo 2 - 0 a Campa che con un bel diagonale basso trafigge il portiere avversario. Gli ultimi quindici minuti di partita sono un estratto di mercato rionale napoletano, dove chi più strilla, più vende. In una condizione come questa, la nostra punta di diamante è Gati. Il nostro numero 9 infatti, che già di suo è uno che stressa a morte l'arbitro per ogni minchiata, in situazioni calde come questa tira fuori il meglio di se. Quindi, inanella una serie di "Arbitro!", "Fuorigioco!", "L'ha chiamata!", "Ahiaaa!", "Fallo!", "Guarda questoo!", "E' sempre quellooo!", "No alla baseee!", "Si alla baseeee!", "ahaaaaaa!", che rincoglionirebbero anche Collina con dieci anni di meno, figurati un arbitro amatoriale. Grazie al Dio del Calcio la partita si conclude con la nostra vittoria, non prima però di aver fatto gridare al rigore il S.Gottardo per un fallo di mani in area di Skina, che io sinceramente non ho visto, ma che avrei dato sulla sfiducia guardando l'espressione da "incolpevole" del nostro "vecchio giovane" dopo l'episodio.

NOI ASS. ORGIANO - SPES

0 - 3

Campa, Campa, Miguel

 

FORMAZIONE: Tony, Giulio, Cikko (45' Stefano), Campa (35' Fabio), Gati (50' Juà), Skina, Miguel, Biga, Bas (60' Petu), Cristian (65' Nato)           N.e.: Matteo

Una giornata da ricordare. Non certo per la qualità della partita che ci ha visti affrontare la squadra di Orgiano, ultima in classifica, ma più per la perfetta organizzazione con cui abbiamo preparato nel dopopartita il "Pranzo Spes", tradizionale appuntamento che vede riunirsi tutta la squadra nei locali di Cascina Cattin, ovvero la casa di campagna dove Gati ha i vigneti della sua cantina. Nonostante in molti avessero data per scontata la nostra vittoria in questa partita "testa-coda", le sensazioni alla vigilia non erano certo ottime e di motivi ce n'era più di qualcuno. Innanzitutto questa piena giornata non si svolge di sabato, consueto giorno dedicato allo sport ed allo svago post-partita, ma di domenica. Per di più si gioca alle 10.30 di mattina ad Orgiano e questo vuol dire una sveglia impostata almeno alle otto e mezza. Chiaramente i dubbi maggiori sono rivolti alla nottata precedente dei nostri "atleti", non abituati ad eventuali restrizioni nel loro consueto sabato sera e quindi particolarmente a rischio del classico fenomeno del "rigetto a fontanella" e che generalmente interessa nell'immediato pre-partita i giocatori dalla Drink-card più bucherellata. Legato a questo fenomeno c'è il discorso degli assenti. Fino al venerdì sera sembra che alla partita non venga nessuno. A Kare e Franco, squalificati, e Luca con il gesso ancora fresco, si aggiungono alla lista degli indisponibili anche Campa (per il compleanno della moglie) e Cristian (per un "doloretto") e, visto che chi non gioca deve andare a Castegnero per organizzare il pranzo e preparare il fuoco, pare che i giovani siano più predisposti a sacrificarsi per il bicchiere di vino che per la partita di pallone. Invece, alla domenica mattina ci troviamo in 16, visti anche i recuperi dell'ultimo minuto (vedi Petu), e l'impresa a questo punto diventa riuscire a svestirsi e cambiarsi in uno spogliatoio-container che potrebbe ospitare comodamente soltanto 5 o 6 persone nane con la sciatica. Il campo non è molto meglio dello spogliatoio. E' infatti il classico campetto comunale affiancato dal parco giochi dove, si e no, l'erba viene tagliata una volta al mese (..e sperando che quel giorno lì non piova, altrimenti..!). Ricorda, per il fondo sconnesso a "buche disordinate", il mitico campo in cui giocava il Setaf Lions all'interno della Caserma Ederle, dove, a provocare i famosi avvallamenti nel terreno, ci pensavano i paracadutisti con i loro atterraggi nelle esercitazioni. Ma lo sviluppo della partita risente meno del previsto di tutte queste componenti. I ragazzi sono piuttosto reattivi, soprattutto Miguel che si presenta sul terreno di gioco per il riscaldamento, con le vene del collo gonfie come zampogne e una frequenza cardiaca così alta che per farla scendere e per scaricare l'energia in corpo è costretto a correre sempre, ovunque, comunque. C'è chi l'ha visto addirittura fare pipì in skip (corsa sul posto a ginocchia alte) dietro ad una pianta. Si spiega così anche il motivo per cui inizia la partita con i pantaloncini tutti bagnati sul davanti! Motivo di tanto entusiasmo è "Il Fluido" una bevanda energetica dalle mistiche proprietà miracolose, acquistata per strada a Padova da un megrebino con spiccato accento pugliese, e condivisa con altri due compagni. Questi dicono di non aver avvertito alcun effetto benefico mentre Miguel, anche durante il Pranzo, alternerà momenti di sfrenato entusiasmo a colpi di sonno improvvisi. Sulla partita in sè non c'è molto da dire. Il primo tempo si chiude sul due a zero per noi con due gol quasi identici di Campa: 1) calcio d'angolo, colpo di testa di Gati, palla sul palo; Campa si avventa per primo sulla palla e mette dentro; 2) azione personale di Cristian al limite dell'area e tiro di sinistro, palla sul palo; Campa raccoglie e mette dentro il 2-0. Da ricordare anche una bella azione degli avversari dove un loro attaccante semina un paio di nostri difensori e colpisce in pieno il palo alla destra di Tony, che con calma a braccia alte sentenzia:"Fuori!", e un improbabile cross di esterno sinistro di Cristian dalla riga di fondo della fascia destra e che, oltre che goffo, rischia pure di essere pericoloso tanto che copisce la parte alta della traversa. Nella ripresa, complici anche una girandola di sostituzioni ed il pensiero che vola già sulle bistecche alla brace, il nostro gioco si fa, se possibile, ancora più confusionario. L'unica cosa degna di nota, oltre a qualche tiro fuori misura, è il gol di Miguel che, a circa metà del tempo, lascia partira un destro da cinque metri fuori dall'area di rigore che si infila sotto la traversa con nostro,e soprattutto suo, grande stupore. Ma la vera chicca della giornata, quella che resterà impressa nei ricordi di tutti, è l'attacco di sciatica di Gati. Fattosi sostituire durante il secondo tempo, il vecchio Cattin è andato peggiorando con il passare della giornata, tra l'altro in modo inversamente proporzionale agli sfottò impietosi dei compagni. Al termine del Pranzo Spes (circa alle otto di sera) Gati si aggirava per le stanze della sua casa con il passo con cui Cliff Robinson ballava nella sigla del'omonimo telefilm: spalle all'indietro, pancia in avanti, ginocchia piegate, schiena immobile, braccia protese all'indietro in cerca di un instabile equilibrio e movimenti limitatissimi che gli consentivano di fare soltanto passetti di pochi centimetri. Scene epiche! L'importante oggi, comunque, era fare i tre punti ad Orgiano e soprattutto evitare di farsi ritirare la patente nel viaggio di ritorno da Cascina Cattin. In entrambi i casi la missione è stata portata a termine con successo!

 SPES - MAGNAGATI

1 - 1

Campa (kare), avversari

 FORMAZIONE: Ricky, Giulio (55' Matteo), Mamo, Cikko, Campa, Bas (40' Skina), Gati, Cristian, Biga, Kare, Franco (50' Petu)          N.e.: Tony, Fabio, Nato, Juà             Dirigente: Miguel, Luca

Nella giornata in cui si doveva ribadire il primato in classifica con una vittoria sui Magnagati, squadra che milita nei piani più bassi della stessa, la Spes inciampa in un pareggio che alla luce dei fatti è più che meritato da parte degli ospiti. Per carità, avessimo segnato subito il secondo gol dopo l'uno a zero di Campa, sfruttando una delle varie occasioni capitateci nel primo tempo, probabilmente staremmo a discutere di un'altra partita ma, si sa, il calcio è anche bello per questo ed eccoci quì a raccontare il primo 1 a 1 della stagione. Nessun problema, però. Un pareggio dopo sei vittorie consecutive ci può stare, l'importante è ripartire subito con il piede giusto, consci del fatto che comunque saranno gli scontri diretti di fine stagione a stabilire definitivamente le gerarchie nel girone. Per sopperire alla delusione e all' amarezza di fine partita per non essere riusciti a chiudere una partita che si poteva tranquillamente vincere, ci siamo rintanati nel nostro ambiente di relax naturale per analizzare la partita: il bar. E' affascinante notare come, con una birra grande in mano, ogni problema tenda a sminuirsi... "Colpa del Mister!", "Troppi cambi!", "Pochi cambi!", "Più gioco sulle fasce!", "Scalda due pizzette!", "Altre quattro birre medie!", "Bisogna essere più presenti agli allenamenti!", "Due Coca-Havana!": queste le frasi che circolano per il locale con l'intento di risolvere il delicato problema. Ma, tra un consiglio ed un'accusa, la squadra sembra essere d'accordo soprattutto su un fatto: è tutta colpa di Scortegagna! Chi è Scortegagna! Chi è Scortegagnaaa! Boh! La Spes non ha mai avuto in rosa nessuno con questo nome ma non sembra essere dello stesso avviso l'arbitro della gara il quale, durante il consueto appello pre-partita, chiama a voce alta il giocatore che, ovviamente, non risponde. Dopo qualche istante di imbarazzo, la giacchetta nera ritorna sul pianeta terra e prosegue con l'elenco e, tentando un'impietosa scusa, si corregge: "Ah, si scusate, ...ecco..., perchè non... oh, si.  Scaramella?", "Si, ..ah,ah,ah, .. Giulio,,..ah,ah,.. sedici,  ah,ah...grazie!" lo deride quest'ultimo con la consapevolezza che da ora, e per almeno un mese, per noi infimi compagni di squadra, lui non verrà chiamato in altro modo che Giulio Scortegagna! L'episodio, oltre che a provocare un momento di ilarità, ci fa comunque capire che il direttore di gara è chiaramente in uno stato confusionale. A peggiorare la situazione è la tarda ora in cui si gioca questa partita (inizio ore 16.00) a causa di una concomitanza in casa con l'altra squadra di Settecà, i cugini Amatori che disputano il campionato CSI. Questo ritardo provoca una sorta di scombussolamento all'interno della squadra perchè, per la seconda settimana consecutiva, vengono destabilizzati i consuenti orari e riti pomeridiani. Quello che più si è trovato in difficoltà è stato Campa il quale, solitamente abituato a giocare con lo stomaco gonfio di ogni genere di cibo ("Perchè sennò mi sento senza forze!" ...dice lui!) e giocando a cavallo tra l'ora di pranzo e la merenda, non sa come meglio nutrirsi per affrontare la gara a pancia piena. Non sappiamo come il giovane abbia risolto questo suo dramma personale, fattostà che per sua fortuna lo stomaco non lo tradisce e riesce a fornirgli le "forze" necessarie per segnare il gol dell'uno a zero che giunge circa a metà del primo tempo dagli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Kare. Prima e dopo il gol abbiamo qualche occasione per andare a rete ma non riusciamo mai ad aggiustare il tiro. Nella ripresa, un poco alla volta, crescono gli avversari e caliamo noi. I magnagatti attuano un fuorigioco tanto alto quanto pericoloso ma sono agevolati dal direttore di gara che interpreta le situazioni seguendo una sua regola personale che dice: <Nel dubbio, anche che piova, fischia!>. Così finiamo in fuorigioco 24 volte su 26 azioni sprecando malamente le due occasioni buone. Di contro gli avversari non hanno molte palle gol ma una la sfruttano bene. Un loro attaccante sceglie bene il tempo su di un rimbalzo del pallone che scavalca la nostra difesa e, superando Ricky con un pallonetto da pochi passi, pareggia il conto delle reti. 1-1. Tentiamo un improbabile assedio finale nella speranza di pescare il Jolly nel quarto d'ora che manca alla fine ma l'unica cosa che riusciamo a produrre di serio è una sforbiciata di Kare in area che va alta di poco e un colpo di testa di Petu che indovina uno spiraglio tra due difensori ma anche lo stomaco del portiere che blocca la palla. La beffa finale la confeziona l'arbitro che fischia la fine appena scaduto il tempo regolamentare senza considerare il tempo di recupero per le numerose sostituzioni avversarie e senza aspettare la conclusione di un nostro calcio d'angolo meritando le nostre proteste. "Ragazzi, ma guardate che ho recuperato 24 secondi!!!" . "E 'sti cazzi!" rispondiamo noi in coro. In seguito, al grido "Scortigagna, la smetta!", ammonirà Kare, reo di aver pronunciato qualche critica di troppo durante il rientro negli spogliatoi. Venerdì sera, nella trasferta contro l'Aston Villa (omonima squadra di quella di Premiere League inglese ma che gioca a Castegnero, a pochi passi da Cascina Catèn), ci si aspetta dalla squadra una pronta risposta a questo passo falso. Innanzitutto, sarà necessario, a differenza dello scorso anno, convincere Skina che non dobbiamo partire due giorni prima per andare a giocare in Inghilterra..!

 ASTON VILLA - SPES

2 - 2

avversari,avversari, Biga (cristian), Campa (rig.)

 FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Gati, Stefano, Campa, Bas, Skina, Miguel (25' Mamo), Biga, Cristian, Franco (65' Tony)           N.e.: Fabio, Matteo, Nato

Quella che doveva essere la giornata della pronta riscossa dopo un pareggio subìto in casa diventa forse la peggior partita disputata dalla Spes negli ultimi due anni. C'è chi ha puntato l'indice contro qualche compagno per lo scarso impegno, chi ha accusato il mister di aver fatto discutibili scelte di formazione, chi ha dato la colpa alla mancanza di un ampio parcheggio adiacente al campo o, a scelta, alla fame nel mondo. Comunque un vero alibi non c'è. Tutta la Spes è colpevole. Colpevole di aver fatto risorgere dalle proprie ceneri una squadra che veniva da 5 sconfitte consecutive e che a tratti ha giocato in nove uomini. "Questi quà giocano anche peggio del Due Monti!" è stato il triste commento di un abituale spettatore di casa. E questo è forse il più magnanimo dei giudizi che subiremo a fine gara. Ma andiamo con ordine. La Spes si presenta di buon'ora al campo di Villaganzerla, pronta a scendere sul pietoso terreno di gioco (vabbè che siamo amatori, ma una tagliata all'erba ogni tanto la si potrebbe dare a 'sti campi di calcio!! -scusate, sfogo dell'autore-). Nato presenta l'atipica formazione per l'incontro poi si va a compiere il consueto riscaldamento. Il clima è sereno e amichevole. Pacche sulle spalle, pugnetti affettuosi sul mento, sculacciate maliziose, palpate sbarazzine negli zebedei, abbracci appassionati e c'è chi tenta anche di accoppiarsi alle meno peggio ma lì l'arbitro, un po' schifato e aggiustandosi una calza a rete smagliata, fa rientre tutti negli spogliatoi per l'appello. Prima di rientrare in campo per iniziare la partita tutta la squadra si unisce in un urlo di sfida poi, aprendo la porta, incito maggiormente i compagni: "E adesso facciamogli vedere come gioca la prima in classifica!". Giulio in arte "Sortegagna", un po' premonitore e un po' portasfiga, a sottovoce replica: "Le ultime parole famose da mettere sul sito!".  E infatti, dopo dieci minuti siamo sotto di due gol! La prima rete avversaria arriva dopo un calcio d'angolo allontanato dalla nostra difesa. Il loro esterno sinistro, dimenticato da Campa, raccoglie il pallone e sorprende Ricky con un tiro che si infila vicino al primo palo. Il raddoppio arriva direttamente da calcio di punizione quando un avversario si inventa un tiro potente che si infila sotto la traversa mentre il nostro portiere è ancora intendo a richiedere a uno dei vari uomini liberi in mezzo al campo di tornare sulla terra e di andare a rimpinguare la scarna barriera a due che si era schierarta di fronte al pallone a difesa della porta. E intanto, sul 2-0, gli avversari giustamente si gongolano mentre noi, per passaggi sbagliati stop mancati e unghie incarnite, fatichiamo appena a superare la metacampo. Poi, alla duecentesima eresia che arriva dalla panchina, emerge in noi almeno la voglia di salvare la faccia. E basta un po' di grinta in più per riuscire finalmente a creare qualcosa di buono. Tra le varie azioni più o meno pericolose arriva il nostro primo gol. Angolo di Cristian, palla che rimalza al centro dell'area piccola con il portiere che vola a farfalle. Io riesco ad anticipare con il piede il colpo di testa di un difensore con un allungamento della gamba che neanche Don Lurio a 20 anni sarebbe riuscito a fare, tanto che rischio pesantemente un attacco della micidiale "sciatica catèn". 2-1. Rientrati in spogliatoio, durante i primi 5 minuti di intervallo nessuno parla. L'aria è così tesa che al confronto un funerale sembra il Carnevale di Rio, preferibilmente senza viados. La ripresa ci regala subito una sospresa. Un giocatore dell'Aston Villa è dovuto andare via per motivi ignoti a noi e soprattutto ai suoi compagni di squadra e, visto che in distinta si presentano in 11 giocatori contati, il secondo tempo lo devono interamente giocare in 10. Meglio così pensiamo noi. Niente di più sbagliato! Purtroppo nessuno di noi era a conoscenza di quella antica formula del calcio che dice: <<Più è piccolo il campo, meno giocatori ci sono al suo interno e meno punti ha in classifica la squadra in inferiorità numerica, più alte sono le possibilità di prenderla nel ..., in saccoccia!.>>. Con in mente l'errata convinzione: "Adesso a questi gliene diamo sei!!", la nostra manovra diventa ancora più confusa del primo tempo. Più che confusa, disordinata come una puntata del Processo di Biscardi. Tanti schiamazzi e poca lucidità. Nonostante questo si gioca su una porta sola, soprattutto quando per qualche minuto gli avversari si trovano a giocare in nove dato che il loro libero esce dal campo per un graffietto di striscio subìto in un contrasto che nessuno ha visto (tanto che viene preso per il culo persino dai compagni di squadra), mettendo in campo una sceneggiata che Mario Merola al confronto non è nessuno. Fortunatamente il direttore di gara, verso la metà del tempo, vede una spinta in area ai danni di Cristian ed assegna un calcio di rigore. Una punzione che soltanto Collina avrebbe concesso dato che generalmente i calci di rigore nella nostra categoria vengono sanzionati solo se la squadra è in grado di portare il certificato di morte del giocatore che ha subito il fallo. Campa segna ed è il pareggio. 2-2. Comunque l'Aston Villa è bravo a difendersi con ordine ed a cercare falli in attacco per perdere tempo ed alzare la squadra. Di contro, considerando tutto il secondo tempo, noi creiamo un discreto numero di occasioni tutte però malamente sprecate (da ricordare un tiro di Campa dalla linea dell'area piccola sparato cinque metri sopra la traversa e un'occasione per Ilo in piena area di rigore che, invece di sfoderare un sinistro potente da scaraventare porta portiere e pallone a 50 metri di distanza, tenta un improbabile "colpo di fioretto" con un pallonetto che gli frutta solamente una serie di imprecazioni da parte dei compagni). E la partita termina così, con molto rammarico e gli animi un po' furenti tanto che in spogliatoio volano parole grosse, tipo: "porca pupazza!" e "Malandrini!!". Soltanto l'ennesima birra in tarda serata riuscirà a placare sufficientemente l'amarezza di questi due ultimi pareggi che, però, hanno tutto il sapore di due sconfitte. Forza Spes!

 SPES - ATLETICO VICENZA

1 - 0

Campa (rig.)

 FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Tony, Campa (50' Bas), Gati, Skina, Cristian, Kare, Biga, Franco (45' Luca)     N.e.: Matteo, Miguel, Petu                  Dirigente: Chele

Dopo le delusioni delle ultime settimane, una risposta doveva esserci ed una risposta c'è stata. Partiamo dal fatto che oggi finalmente la Spes ha ricomciato a guadagnare  punti sulle dirette concorrenti, conquistandone tre con una vittoria, anche un po’ sofferta, contro l’Atletico Vicenza e ringraziando il risultato favorevole che giunge da Grisignano dove il Pfaff ha ceduto di schianto contro il Due Monti con uno sbalorditivo punteggio tennistico. Noi, in una splendida giornata di sole, abbiamo giocato in casa tra le mura amiche dell’Arena di "Seven Houses". Naturalmente "Seven Houses" sta per Settecà. Lo so che è un nome assurdo ma visti gli ultimi problemi che sono sorti per la presenza di americani a Vicenza si è pensato di iniziare ad introdurre nel nostro linguaggio qualche termine  anglosassone nel pieno rispetto dell’integrazione multietnica. In più, da quando Skina e Tony sono stati assunti come lavoratori all’interno della Caserma Ederle, hanno minacciato più volte di non presentarsi al campo se nel comunicato della convocazione non viene riportata la seguente dicitura:<<..ritrovo presso: Church Square near Paradise Street, Seven Houses (Vaicienza)>>. Molti hanno spinto per non assecondarli cogliendo così l’occasione di sbatterli fuori rosa ma, visti gli improvvisi viaggi di lavoro di Ricky, diventa fondamentale tenersi buono Tony, l’ultimo portiere rimasto in caso di emergenza (anche se oggi esordisce nell'inedito ruolo di terzino sinistro: un Jolly a tutto tondo!). "Mandiamo a casa Skina, almeno!" ha insistito qualcuno. Purtroppo, a suo tempo, l’abile giovane aveva fatto inserire nel contratto una postilla che lo lega alla società per i prossimi diciassette anni e, nel caso di una rescissione, con una forte penale a vantaggio del giocatore di ben venticinque Euro da dilazionare in quattro anni, cifra considerata comunque troppo alta di questi tempi per organizzare una colletta tra i restanti giocatori... Come si accennava, la novità in campo è la presenza di Antonio "Dabol-iù" Bedin (da pronunciare come George Dabol-iù Bush) nella linea dei difensori per la squalifica di Cikko e le coincidenti assenze di tutti i restanti difensori, chi per malattia (vedi Stefano), chi per balla colossale presa la sera precedente (vedi ...pesca a caso nel gruppo!). Ma la vera notizia di oggi è l'assenza di Mister Dalla Silvestra dal terreno di gioco. C'è chi ha parlato di un incontro segreto con i dirigenti del Maddalene per trattare l'acquisto di Alfa (da anni pezzo pregiato del mercato!), chi ha ipotizzato un fantomatico viaggio nell'Est europeo per organizzare una bella festa di fine campionato in compagnia di simpatiche giovincelle. La realtà è che il prode Nato si è imbarcato, con la consueta ghenga, nel viaggio che ogni anno lo porta nel Friuli per acquistare ettolitri di vino per rimpinguare la già fornita cantina. Scusa imbarazzante in qualunque altra squadra, giustificazione sacrosanta in una compagine di ubriaconi come la nostra! A fare le sue veci in panca si organizza l'inedita coppia Carolo-Guzzo anche se ognuno dei due prende decisioni diametralmente opposte all'altro. Però, visto il risultato positivo, c'è chi ha già rispolverato il vecchio motto da spogliatoio "Guzzo-Carolo in panchina, Nato in cantina" da cantare al Mister titolare al suo rientro a Settecà. La partita è gradevole, magari non spettacolare ma se non altro combattuta. Contro l'Atletlico abbiamo faticato non poco anche all'andata, complice anche un'espulsione un po' affrettata a nostro danno, e considerate entrambe le partite ci riesce difficile capire il perchè della loro bassa posizione in classifica. Forse una spiegazione la si può dare con questi numeri. Dal punto di vista del possesso palla siamo circa in parità, 50-50, ma per quel che riguarda le occasioni per andare in gol il divario diventa notevole: almeno sei da parte nostra, una soltanto per loro anche se pericolosissima perchè avvenuta nel primo tempo quando il risultato è ancora ancorato sullo zero a zero. A scatenare l'azione, un lancio da metacampo che pesca in area l'esterno ospite (controllato dal sempre attento Campa!) il quale ferma il pallone con mezzo polpaccio un quarto di braccio e un quinto di testicolo destro. Una carambola della palla favorisce un attaccante avversario che effettua una girata a colpo sicuro dalla linea dell'area piccola ma deve mettersi le mani nei capelli perchè Ricky si adopera in una parata tanto spettacolare quanto miracolosa mettendo in calcio d'angolo. Il povero Campa (reo di aver lasciato libero l'avversario) abbozza un scusa del tipo:"Ho saltato ma... ahiaa, ...avevo il sole negli occhi e non...  ahioo, ...ho visto niente!", mentre il resto della squadra lo sta già picchiando con dei grossi randelli. Per sua fortuna poco dopo riesce a farsi perdonare realizzando il calcio di rigore assegnato dall'arbitro per una spinta in area da lui stessa subita in seguito ad un tiro di Cristian, parato dal portiere. Il pallone si impenna e mentre Campa corre verso la palla per metterla dentro a porta vuota il difensore lo spinge da dietro facendolo cadere a terra. Adolf non ha dubbi e Campa pareggia. Adolf naturalmente è l'arbitro, così chiamato per la sua capacità di zittire chiunque con il solo movimento dei baffi. Guai a parlare o solo a chiedergli che tempo farà domani, pena il cartellino. Qualcuno giura di averlo visto avvicinarsi ad un'auto accesa, che a suo modo di vedere faceva troppo rumore, e di averlo visto riuscire nel tentativo di spegnerla solo con la forza del pensiero! Come suddetto, la partita prosegue con un sostanziale equilibrio. Loro cercano di far girare la palla per poi andare a rete ma le uniche cose che ottengono sono un po' di calci d'angolo. Noi invece siamo un po' più veloci ad andare alla conclusione e riusciamo spesso a tirare in porta. Ho due, tre occasioni io stesso, Cristian un paio così come Luca, Kare colpisce anche una traversa con un tiro anche deviato, poi c'è Gati che nel finale, con un'azione personale che non gli riusciva da quando aveva otto anni e giocava a calcio nel cortile di casa sua con la cuginetta di quattro e mezzo che teneva in mano una Barbie, si trova da solo davanti al portiere ma non riesce ad appoggiare bene il bastone per terra e facendosi così chiudere lo specchio della porta dal numero uno avversario. L'incontro termina così con lo scarno punteggio di una rete a zero ma il nostro umore è comunque buono dato che si sono visti apprezzabili miglioramenti rispetto alle ultime uscite (non che ci volesse molto!). Il bello comincia adesso. Una serie di scontri diretti che ci vedrà impegnati con tutte le dirette inseguitrici in classifica. Si inizia fuori casa con il Due Monti. Kare ha promesso una doppietta di testa... vedremo, ma almeno su questo lo scetticismo è forte!

 DUE MONTI SELECTA - SPES

 0 - 1

Luca

FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Bas (35' Franco), Skina, Gati, Luca (60' Kare), Biga, Kare (45' Tony), Cristian                  N.e.: Matteo, Stefano, Nato

In questo importante odierno scontro al vertice si affrontano il miglior attacco del girone (e ad oggi anche di tutto l'AICS di Vicenza, giusto per vantarsi un po'), il nostro, e la miglior difesa, quella del Due Monti, che ha subito finora solamente 9 gol. Realistiche leggende narrano che di questi nove gol, tolto quello siglato dal sottoscritto nella concitata partita d’andata, otto siano stati subiti su rigore assegnati da arbitri palesemente venduti ai rivali, con tanto di espulsione di portiere libero e due terzini e con azioni partite in evidente stato di fuorigioco e con controllo della palla con la mano. Difficile allora provare ad indovinare un pronostico, vista anche la sonante vittoria dei nostri avversari nella partita precedente che hanno travolto il Pfaff con ben 6 reti, cosa che, in una stessa partita, non gli succedeva dal 1756, quando ancora si giocava il calcio fiorentino con le palle di 9,6 chilogrammi fatte interamente di stracci bagnati. Mister Dalla Silvestra, prima dell'incontro, è visibilmente corrucciato. "Non ha ancora deciso con che formazione scendere in campo!" esclamano alcuni. "E indeciso tra un 4-3-3, un Albero di Natale tipo Milan o una Colomba di Pasqua tipo Pasticceria!" sostengono altri. In realtà Nato ha un'espressione preoccupata perchè fatica a digerire la faraona con piselli, polenta e formaggio fuso che si è pappato a cena la sera prima, in perfetto e scaramantico stile prepartita Spes. Nonostante l’incontro sia molto importante per entrambe le squadre, il clima è stranamente calmo e sereno. Scopro con stupore che tra i giocatori delle due squadre esistono molte amicizie, finora nascoste. Nel giro di qualche minuto vedo Matteo salutare un amico, Bas che stringe la mano ad un paio di avversari, Tony che chiacchiera alla sua maniera con un altro, Franco che sorride perplesso ad un "Ehi, ciao. Come va?", come a chiedersi "E questo chi è?". Come se non bastasse, riconosciamo nei giocatori che stanno entrando in campo per il secondo tempo della partita che precede la nostra, quelli del S.Giorgio di Quinto, squadra in pratica "gemellata" con la nostra per essere forse l’unica società a covare sentimenti di odio maggiori dei nostri nei confronti dei vecchi rivali del Camisano.  Ci salutano con un "Ciao ragazzi, Aurora m...!" e se vanno contenti in campo.  Cristian, colto da invidia perché ancora non ha salutato nessuno, riconosce finalmente tra la folla un volto amico e lo chiama a squarciagola: "Pitasiii!". Proprio lui, il mitico Pitasi, storico arbitro del CSI con il quale abbiamo condiviso momenti indimenticabili di calcio amatoriale, che si accinge a dirigere con il suo consueto stile, la partita che appunto ci precede. Già sappiamo che qualcuno raggiungerà in anticipo lo spogliatoio, reo di aver detto qualcosa di grave del tipo: "Arbitro, fallo!".  Sguardi si perdono in lontani ricordi... A Giulio sfugge una lacrima mentre ricorda il suo gol nel derby di sei anni fa! Ma passato il momento amarcord, è il momento di giocare. La partita è sostanzialmente equilibrata. In tutto il primo tempo ci sono solamente due palle nitide per andare a rete e le abbiamo entrambe noi. Nella prima Kare, lanciato in porta da un passaggio filtrante da metacampo, non riesce ad evitare il portiere in uscita mentre nella seconda è Luca che da posizione defilata all'interno dell'area di rigore colpisce a botta sicura la parte alta della traversa dagli sviluppi di un’azione offensiva. La ripresa è più combattuta ma noi abbiamo l’arma segreta. Al termine dell’intervallo, prima di tornare in panchina, Nato esamina a fondo la porta avversaria. Passeggia, a mo’ di pensionato che osserva un cantiere per strada, maneggiando qualcosa nella tasca sinistra. Alla nostra domanda: "Ma cosa fai vicino alla porta? Butti il sale come Trapattoni??". La risposta di Nato è: "Si! Segniamo su questo palo qui. All’incrocio!". Dieci minuti più tardi, con un pallonetto, lancio Franco verso la porta avversaria. Il portiere in uscita intercetta il tiro della nostra punta con la mano ma nettamente fuori area. L’arbitro decreta l’espulsione del numero uno con conseguente calcio di punizione. Mentre discutiamo se calciare di potenza (mia soluzione), tirare a giro di destro (soluzione di Gati) o correre in federazione e tesserare Roberto Baggio (soluzione di Giulio), Luca prende l’iniziativa e con un tiro secco di sinistro scavalca la barriera e mette all’incrocio "magico" di Nato. 1-0.  Con un uomo in più, abbiamo più spazi per poter gestire il pallone e creare pericoli per la porta avversaria. In delle classiche sue incursioni palla al piede, Luca viene atterrato al limite dell’area con un colpo d’anca dal libero. L’arbitro fischia, noi ci posizioniamo sul pallone per battere la punizione, sennonché il direttore di gara, arrivando in buona corsa, giunto nei pressi del fallo si tuffa a terra con un balzo carpiato simulando la caduta di Luca. Poi si rialza e dicendo:"Se facevi così ti davo almeno la punizione!",  ammonisce verbalmente l’attonito attaccante che comincia leggermente ad adombrarsi (per utilizzare un gergo dolce). Dopo un fuorigioco fischiatogli contro ingiustamente qualche minuto più tardi, Luca, inferocito come un ornitorinco del Niger Occidentale, arriva a chiedere la sostituzione. Proteste all’arbitro nel finale anche da parte del Due Monti per un fuorigioco dubbio fischiato al loro attaccante all’interno della nostra area di rigore. C’è da dire però che, in tutta la partita l’unico vero intervento di Ricky è un’uscita di piede a spazzare l’area per anticipare una punta avversaria. Comunque, senza grossi patemi, controlliamo bene la gara sino alla fine e riusciamo a portarci a casa questi fondamentali tre punti. Ora ci aspetta il secondo match clou della stagione.. Naturalmente nessun pronostico o buon proposito al riguardo. Solamente, forza Spes.

FC PFAFF '92 - SPES

0 - 2

Franco, Campa

 FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Cristian, Campa, Gati, Luca, Kare (60' Matteo), Biga, Franco (65' Petu)                      N.e.: Tony, Nato              Dirigente: Chele

Dopo la brillante vittoria della scorsa settimana contro il Due Monti, ci presentiamo a Grisignano per la sfida odierna coni il Pfaff 92 con il morale alto.  La partita è di quelle importanti, di quelle da vincere per forza o perlomeno da non perdere perché, se le perdi, uno come Gati può anche non riuscire a riprendersi più, considerando quello che è successo tre anni fa quando, nella sera in cui abbiamo perso la semifinale provinciale, il "vecio Catin" non ha fatto rientro a casa ma ha vagato in auto per ore in uno stato di trance post-sconfitta ritrovandosi senza rendersene conto al casello autostradale di Perugia. Dalla nostra abbiamo il vantaggio psicologico di essere primi in classifica, con tre punti di distacco proprio dal Pfaff 92, mentre i nostri avversari probabilmente sentono l’obbligo di doversi aggiudicare i tre punti in palio per riuscire in quello che qualche settimana fa sembrava un impossibile  aggancio. Si gioca, si diceva, nello stadio di Grisignano, bel impianto dotato anche di una grande tribuna dove hanno preso posto i numerosi tifosi delle due squadre stabilendo anche il record stagionale di presenze per una partita di AICS. Tutti e dodici gli spettatori hanno, infatti, espresso, a fine partita, la loro felicità per aver contribuito a questo nuovo primato. Note tecniche sulla partita. La giornata è soleggiata ma all’inizio un po’ ventosa e noi giochiamo per la prima volta dall’inizio del 2007 con le maglie a maniche corte, non tanto per scelta, quanto per riparare a qualche "problemino" logistico del reparto organizzativo. Infatti, alla domanda: "Ragazzi, che maglie usiamo oggi?", ognuno estrae dalla borsa la propria divisa. Chi già indossa quella verde a maniche lunghe, chi ha quella bianca corta, chi ha portato la canottiera a costina con le bretelle strette tipo "muraro", chi tira fuori dalla borsa un inguardabile lupetto azzurro con maniche rosse. Alla fine, dopo aver pesantemente insultato Giulio, reo in quanto dirigente di non aver pianificato con precisione questo particolare, scendiamo in campo per il consueto riscaldamento maledicendo ancora il compagno con frasi del tipo: "Vedrai adesso, con questa arietta, appena sudiamo un po’ ci piglia uno "squaraus" spaventoso!" , oppure "Dai, che stasera abbiamo tutti il cagotto!!". In realtà, bastano due giri del campo in leggera corsetta, per renderci conto che il caldo è terrificante, per noi abituati all’habitat umidiccio di una taverna o di una cantina, ed iniziamo a sudare come se fossimo in groppa ad un cammello in pieno deserto del Sahara. "Pensa se avessimo indossato le maniche lunghe!" mi sussurra un compagno senza farsi sentire da Giulio... Generalmente la fase del riscaldamento pre-partita diventa per il giocatore Spes una sorta di momento di sfogo della settimana. In quei brevi momenti di fatica, finche percorsi 100 metri il fiatone ti toglie ogni capacità di dire qualsiasi parola che non sia "Acqua!", è lecito parlare, ridere, citare le più assurde puttanate. Ma oggi è diverso. Forse per il caldo o forse per l’importanza della partita (rispettivamente nelle proporzioni del 90% e 10%, ma a noi piace pensare che sia più per la seconda ipotesi), tutto il riscaldamento è svolto dalla squadra in rispettoso ed ansimante silenzio. Innegabile che ci tensione nell’aria ma l’atmosfera in spogliatoio è serena e buona. Tanto buona che, con l’inizio dell’incontro, sfoggiamo nei primi dieci minuti il miglior calcio dell’anno. In questo periodo di tempo il Pfaff riesce ad entrare nella nostra metà campo soltanto con lunghi rinvii per allontanare il pallone. Noi, di contro, abbiamo numerose occasioni per andare subito in gol. Due i miei tentativi, due tiri di Luca, un’occasione a testa calciata fuori dallo specchio della porta per Cristian, Kare e Franco. Più un bel po’ di cross dal fondo in cui nessuno riesce a mettere la capoccia. Insomma, dieci minuti di fuoco purtroppo senza gol. Ad andarci molto vicino invece sono gli avversari che alla loro prima occasione, nata tra l’altro da un nostro errore, creano una situazione pericolosa che ha ricordato per molti aspetti una partita di rugby con il pallone che ha danzato davanti alla linea di meta della nostra porta per alcuni interminabili secondi. Primo tiro di un attaccante, parata di Ricky; 2°: ribattuta che colpisce il palo, Mamo allontana di ginocchio; 3° tiro: avversario che a due metri dalla riga colpisce con l’addominale (purtroppo per lui poco tonico, troppe serate al bar!) e pallone che ritorna lento verso la porta, respinta di Rube; 4°) rimpallo di testicolo destro di un attaccante, di stinco allontana Mamo; 5°) su tiro a botta sicura, parata di Ricky che spunta dalla sabbia come Aldo di Aldo,Giovanni e Giacomo e conseguente svirgolata di Giulio che mette fuori tempo gli avversari; 6°) ennesimo tiro dal dischetto del rigore su cui si immola Rube con la chiappa sinistra e palla in calcio d’angolo. Contate così come numero di occasioni potremmo essere anche pari però, per dovere di cronaca, nel tabellino sarà conteggiata come una soltanto. Il resto della partita è vissuto sempre così con continue occasioni da una parte e dall’altra fino ad arrivare al sessantesimo minuto quando Franco si inventa il gol del vantaggio sfruttando a pieno un errato disimpegno di testa di un difensore qualche metro fuori l’area di rigore. Il pallone si impenna, Franco in agguato mette giù e appena entrato in area infila il portiere in uscita. 1-0, ma col trucco. Solo un orecchio sopraffino ed allenato sarebbe riuscito a percepire la nuova infallibile arma di Gati: lo "starnuto di dolore". Infatti, il difensore che ha sbagliato il colpo di testa, che verrà poi pubblicamente svestito e dato in pasto alle pantegane del Bacchiglione, è stato la prima vittima di questa nuova raffinatissima tecnica. Quello che chiunque potrebbe scambiare per un innocuo starnuto, è in realtà un mini "Mugolio di dolore" che il buon Gati, dopo mesi di esperimenti, è riuscito nell’intento di pilotarlo verso una designata vittima. Potrà essere in futuro, questa, un’arma efficace solo che diventa un problema ad allenamento quando Gati ha il raffreddore... Il raddoppio arriva quasi a tempo scaduto con un calcio di punizione da sinistra calciato forte da Campa e sul quale il portiere non è del tutto esente da colpe. Comunque con il triplice fischio dell’arbitro arrivano anche questi agoniati 3 punti con i complimenti di avversari, arbitro e spettatori. Quindi abbiamo preso possesso del bar di riferimento del Pfaff nel tentativo di prosciugare i fusti di birra! Ora, a tre giornate dal termine, manca solo una vittoria per la matematica acquisizione dello Scudetto, poi si che potremo fare festa sul serio!!

 SPES - BEPPE'S SNACK

1 - 0

Campa (luca)

 FORMAZIONE: Tony, Giulio, Mamo, Matteo (40' Cikko), Campa (55' Petu), Skina (35' Bas), Gati, Biga, Kare (60' Fabio), Franco (35' Cristian)                 N.e.: Nato

Giornata ventosa quella in cui la Spes aggiunge un’altra importante coccarda a quelle già esistenti nella giovane bacheca della società. Con questa ennesima vittoria, infatti, conquistiamo con due giornate di anticipo lo "scudetto" del nostro girone. "Xè l’ano bon!", si diceva quasi scherzando ad inizio anno ed invece eccoci qua, in cima alla classifica con una media punti strepitosa, con 15 vittorie su 20 partite e con una serie positiva che dura da ben tredici giornate. E con Campa capocannoniere! ...Questo sì che è incredibile! Molto vento, si diceva. Tanto che ai due sfigati di turno cui tocca segnare le linee del campo (per la precisione i due sfigati di oggi siamo io e Campa) tocca applicare dei tacchetti al piombo alle scarpe da calcio per poter restare disperatamente attaccati al terreno. Oltretutto la partita si deve giocare alle 13.30 e questo significa trovarsi al campo verso le undici e mezza con una pastasciutta, ingurgitata a fatica, ancora sullo stomaco. Se qualcuno di voi ha mai avuto la fortuna di cimentarsi in questa antica e sapiente pratica della segnatura del campo, sa bene che non c’è niente di peggio di una leggera brezza a disturbare il già palloso lavoro. Figuratevi quando il vento soffia a 120 all’ora portando  con se foglie, rametti, frasche, portiere di automobili, querce... Se, generalmente, si adoperano circa 10 chili di gesso per fare le linee, alla fine di questa fottuta  giornata abbiamo utilizzato diciassette sacchi da 15 chili, di cui uno solo per fare i due dischetti del rigore. Solo durante il passaggio del gesso dal sacco alla "macchinetta" (terrificante trabiccolo il cui inventore è ancora rinchiuso nel manicomio di Stato di San Marino) si perdeva, dal badile, il 95% della materia prima. Le difficoltà maggiori le abbiamo avute, però, nei lati lunghi del campo. Questa la raffinata tecnica da noi messa a punto: sul lato con vento a favore, è stato sufficiente che Campa, timoniere del trabiccolo, alzasse le gambe e si facesse trasportare dal vento. Il problema del fermarsi l’ha poi risolto la rete di recinzione!  Per il lato opposto invece abbiamo dovuto ricorrere a due buoi da tiro che, spingendo la macchinetta a mo di aratro, faticosamente hanno vinto le condizioni atmosferiche. Poi, com’è giusto che sia, una volta sistemata nell’apposita baracca tutta l’attrezzatura, il vento è drasticamente calato.. bastardo! "I tosi del Bepi", come li abbiamo amichevolmente ribattezzati quest’anno, covano ancora un barlume di speranza di entrare nelle Finali Elìte, contendendosi con il O core’ Napule, e un’inaspettatissimo Riviera, la quarta piazza del girone, forse l’ultimo posto ancora utile per il passaggio del turno. Quindi ci aspettiamo una squadra pronta a giocarsi il tutto per tutto. Invece a fare la partita siamo noi, nonostante quelle sensazioni di svogliatezza e appagamento tipiche che hanno le squadre che ormai a fine campionato hanno raggiunto il proprio scopo. La prima parte della partita la giochiamo quasi esclusivamente a sinistra, guadagnando una cosa come 65 rimesse laterali, tanto che, dopo un quarto d’ora, Luca chiede a Nato di far scaldare qualcuno per una sostituzione per crampi alle spalle. Infatti, appena gli arriva palla, il Toro la scaraventa lontano verso le panchine per metterla fuori campo ed organizzare il cambio, sennonché il vento arresta la corsa del pallone che finisce per la prima volta nella partita tra i piedi di Campa, il quale stoppa e tira in porta infilando il portiere. 1-0 al primo pallone toccato. A questo punto noi compagni ci chiediamo con quale acqua benedetta sia stato bagnato quest’anno sto ragazzo, già incredibilmente a quota 17 gol, considerando che messi tutti assieme i gol realizzati dal nostro numero 3 negli scorsi campionati, a malapena si arriva alla dozzina! Comunque, meglio per lui e, anche se fatico a dirlo, meglio anche per noi.. Poco dopo il bel gol realizzato, Campa se ne divora un altro già fatto quando, al seguito di una classica percussione in area di Luca, il pallone rimpalla sedici volte tra stinchi, palle, nasi e ginocchia di attaccanti e difensori e rimbalza felice tra i piedi di Campa che, dalla linea dell’area piccola mette incredibilmente alto. Il vento condiziona pesantemente lo svolgimento dell’incontro, soprattutto per i meno "leggeri" che per correre più veloci devono studiare contromisure adeguate, come Giulio che, con un barometro da parete al polso, quando corre controvento da destra verso sinistra è costretto ad estrarre dallo zainetto che ha sulle spalle un piccolo Spinnaker, e via di bolina! La ripresa segue l’andamento del primo tempo, noi in avanti ed il Pfaff a sfruttare i calci piazzati e i lanci lunghi dalla difesa. La migliore occasione per gli avversari capita sui piedi di un loro attaccante su di un rinvio lungo del portiere, che scavalca anche un imbarazzante liscio di testa di Mamo,  ma Tony (di nuovo oggi nel ruolo di portinaio) chiude bene in uscita con i piedi. Ma la pericolosità odierna gli avversari si ferma qui. Di contro noi colpiamo un palo pieno su un secco tiro di Luca e, tra i vari tentativi, ci divoriamo altri due gol. Il primo con Campa che, riprendendo una respinta di un tiro, dal dischetto del rigore a porta vuota tenta una palombella colpendo in pieno la traversa mentre l’altro lo fallisco io, con un’occasione se possibile anche più clamorosa, mettendo fuori da ottima posizione un pallone rubato al portiere in uscita. La partita termina così, non prima però, di un ultimo tentativo di andare a rete di Fabio, subentrato a Kare, che di testa "buca" il pallone da buona posizione su un cross di Petu. Il triplice fischio dell’arbitro sancisce la fine dell’incontro e la conquista del nostro secondo "Scudetto" in otto anni di storia della Spes. Complimenti a tutti i ragazzi, soprattutto a quelli che mettono anima e corpo in tutte quelle cose che possono sembrare marginali (N.d.A.: e mi riferisco tirare il campo, organizzare le visite mediche, certificati, allenamenti, formazioni, ecc...) ma che, in un ambito amatoriale come il nostro, sono fondamentali per tenere in piedi una squadra di calcio. Ora più che mai siamo orgogliosi di dire: Forza Spes!

 O CORE 'NAPULE - SPES

2 - 1

Biga (luca), avversari, avversari

 FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Matteo (35' Tony), Campa, Gati, Bas (45' Fabio), Petu, Biga (60' Nato), Kare (60' Miguel), Luca                      Dirigente: Skina

E' una Spes un po' demotivata e "sperimentale" quella che oggi gioca e perde contro i vicini dell' O core' Napule, quarti in classifica e determinati ad agguantare la vittoria che li può fare ancora sperare in un ripescaggio nelle Finali Elìte. Visto il già acquisito primo posto in classifica, appare normale il generale rilassamento della squadra oramai con la testa già alle fasi provinciali. Ad "ammosciare" ulteriormente la situazione ci si mette anche una strana forma influenzale che ha colpito diversi nostri "atleti" (N.d.A.: lo so che la parola "atleti" suona un po' forte per dei giocatori così ma, cosa volete, hanno vinto il campionato e qualche soddisfazione bisogna pure dargliela!). Si vocifera che il virus sia stato introdotto nel nostro spogliatoio dai cugini Amatori. Sospetti nati dopo l'annuncio del tanto atteso derby amichevole in programma per il primo sabato libero dopo la fine dei campionati. Nella cena sociale in cui ci si è organizzato l'evento, un "insider" ha dichiarato di aver visto Corona, ormai secolare stopper degli Amatori Settecà, svuotare sulle nostre pizze il contenuto di una misteriosa fialetta e poi rientrare felice nel salone porgendo, ad uno ad uno, sia la pizza che i migliori auguri per la prevista partita! Fattostà che, a distanza di una settimana, oggi hanno dato forfait Cristian e Franco davanti, Cikko e Rube dietro e Giuà e Skina in mezzo. Anche se ogni venerdì sera che precede la partita, per Mister Dalla Silvestra è una serata difficile, questa lo è stata in modo particolare. In pratica ha passato la nottata a muovere le pedine nella personalissima scacchiera su cui prepara l'incontro, alla ricerca di una formazione decente da shierare in campo. Il problema è che Nato, in questa sua singolare pratica, ha sostituito i 24 iscritti nella rosa della Spes con delle bottigliette mignon di liquore (ognuna differente dall'altra per non confondere i giocatori!) disposte in un campo di Subbuteo. Ma il vero dramma sta nel fatto che, ogni volta che gli arriva una telefanata o un sms che gli dice: "Mi spiace ma domani non ci sono!", Nato ha il problema di far sparire la pedina dalla scacchiera ed è così costretto ad ingurgitare il contenuto della bottiglietta per poi buttarla. E' facile quindi capire il motivo di quelle occhiaie al sabato mattina! Comunque, grazie anche al recupero di Bas, riusciamo a presentarci sul campo di gioco con una formazione presentabile. Tanto presentabile, che nei primi venti minuti di gioco siamo noi ad avere le occasioni migliori anche se gli avversari che spingono di più. Prima un tiro di Bas, poi un colpo di testa ed un tiro da fuori di Campa, un'occasione per Kare e un'altra per Luca, fino ad arrivare al mio gol, quando raccolgo al centro dell'area un passaggio dal fondo di Luca, che ha saltato il portiere in uscita, mettendo dentro a porta "quasi" vuota (in realtà il tiro a botta sicura passa sotto le gambe di un avversario in recupero. Non immagino nemmeno cosa mi sarebbe successo se l'avesse respinta!). Comunque, 0-1. Passano appena 5 minuti ed il Core pareggia. Lancio lungo a scavalcare la nostra difesa, un attaccante avversario con uno scatto coglie di sorpresa Matteo e con un bel pallonetto supera Ricky. Nella ripresa inizia una serie di cambi e, con essi, un continuo rivoluzionamento di schemi e ruoli, tanto che ad un certo punto ci troviamo con Giulio centravanti, Mamo ala sinistra e Nato stopper! Nella confusione generale, alimentata anche da un terreno detto  "a pantanella" cioè reso così pesante dalle copiose e recenti pioggie da renderlo simile ad una distesa di Vinavil marrone, non riusciamo più a combinare una emerita mazza, a parte qualche tiro da fuori e qualche cross che però non viene mai sfruttato a dovere. I nostri avversari, invece, visibilmente più impegnati di noi, trovano prima il bel gol del vantaggio e, poi, inanellano una serie di tre o quattro "quasi" gol, non andati a segno per la giornata di grazia di Ricky. Dispiace aver interrotto questa striscia positiva che durava da più di metà campionato però, come si dice in questi casi, se dovevamo perdere una partita, è meglio farlo ora e tenere le vittorie per quando verrà il momento opportuno! Speriamo..

SPES - ARREDAMENTI GUERRA

 1 - 2

avversari, avversari, Autogol

 FORMAZIONE: Ricky, Matteo, Mamo, Cikko, Miguel (45' Cristian), Gati, Skina, Luca (35' Petu), Campa, Biga, Franco (45' Nato)                           N.e.: Juà                Dirigente: Chele

Continuando con il falso motto della scorsa settimana "Meglio perdere ora le partite che perderle più avanti!", anche in quest'ultima giornata di campionato usciamo dal campo con una sconfitta di misura. E' giusto fare un po' di autocritica con noi stessi per aver perso, però non dobbiamo nemmeno allarmarci eccessivamente per queste due consecutive "debacle" della squadra. Consideriamo, prima di tutto, le scarsissime motivazioni che possono presentare delle partite di fine campionato come queste quando hai già in mano lo "scudetto"; in secondo luogo, la necessità di inseguire sempre il nostro scopo finale che è comunque sempre quello di divertirsi riuscendo a coinvolgere tutti i membri della squadra ad iniziare, soprattutto ora, da quelli che nell'arco dell'anno hanno avuto meno spazio. Tanto per dare un'idea dell'intensa concentrazione che attanaglia la squadra ad inizio partita, la nostra principale preoccupazione odierna è quella di evitare di farsi arrostire la cornea da Miguel (il nostro visagista delle dive) che, con una bomboletta di colore spray da parrucchiera in mano, se ne va in giro come un forsennato a tingere di verde le folte chiome dei compagni (non proprio tutte folte, ma quasi, d'altronde cominciamo ad avere anche una certa età..). Proprio così! Per festeggiare la vittoria del campionato abbiamo deciso di disputare l'ultimo incontro con i capelli tinti del nostro colore sociale. L'idea è quella di portare in campo un po' di allegria giocando anche un buon calcio, in pratica l'effetto è quello di una squadraccia di imbecilli con la testa verde. Della partita si può dire veramente poco. Nel primo tempo, nonostante una formazione "sperimentale" messa in campo da Mister Nato, riusciamo comunque a creare qualche problema agli avversari ma sono loro a passare in vantaggio quando, dopo aver conquistato palla in difesa, con una bella aione in velocità, bucano la nostra retroguardia riuscendo a presentare un attacante solo davanti alla porta. Nella ripresa c'è più la voglia di finire la partita che non quella di recuperare il risultato e, quindi, la musica non cambia. Quando mancano dieci minuti alla fine dell'incontro gli ospiti riescono a segnare anche il secondo gol con un'azione personale sulla nostra sinistra. Sul due a zero qualcuno di loro inizia pure a ridicolizzarci, soprattutto e a ragione, per via dei capelli verdi. Qualcuno se la prende anche, poi Gati estrae dagli slip una classifica aggiornata del girone mostrandola al pubblico e gli sfottò cessano all'istante. Oltretutto dopo un minuto appena dal loro secondo gol, accorciamo le distanze. Anzi, a dire il vero se le accorciano da soli dato che il gol del 2-1 arriva con un superbo pallonetto che un difensore ospite disegna sopra la testa del proprio portiere nel tentativo di allontanare il pallone dall'area di rigore. Abbiamo ancora circa cinque minuti per recuperare il risultato ma la voglia manca e la vista ancora peggio dato che il colorante per capelli di Miguel, tra il sudore ed i capelli bagnati, si è nel frattempo trasformato in un micidiale irritante per le mucose nasali, tanto che in spogliatoio si rischia il dramma quando a Gati quasi scappa un "Mugolio di Dolore".. E il campionato regolare termina così, con una allegra sconfitta. Bravi a tutti i ragazzi, al mister, a tutti quelli che hanno messo cuore, culo e anima per questa squadra. Adesso ci aspettano le tanto agoniate Finali. Ora è il momento di tornare a far vedere quello che sa veramente fare bene la Spes! Cioè, mangiare e bere!

Guarda come è proseguito il nostro campionato in Finali 2007


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