Ritorno 2004/05

 

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Setteca'SquadraCampionatoExtraFotogallery

I commenti del girone di ritorno si interrompono alla 25' giornata. Se vuoi conoscere il motivo di questa interruzione vai su Telenovela Spes

Spes - Longobarda

2 - 0

LA FORMAZIONE: Ricky, Cikko, Mamo, Giulio, Juà (35' Rube), Chele (45' Skina), Gati, Riccio, Biga (55' Petu), Kare, Nato (45' Cristian)     N.e.: Ippo, Campa

Una Spes al gran completo si trova ad affrontare, quest'oggi, una squadra ostica: la Longobarda. Allenatore: Oronzo Canà.  Punti di forza: il gioco sulle fasce di Sella e Cavallo. Giocatori da segnalare: Crisantemi e Speroni. Fiore all'occhiello: il brasiliano Aristotele.  Per fortuna non ci sentiamo soli in questo grosso impegno. Difatti il Commando Ultras della Spes, nella figura del mitico "Petardi", annuncia la fine dello sciopero che li aveva portati, nel primo tempo del derby, ad un incoraggiamento silenzioso ed allo sfoggio degli striscioni alla rovescia.  Fonti non ufficiali danno come motivo dello sciopero l'assenza totale, o quasi, di cannella nel Vin brulè offerto agli spettatori la settimana precedente. Sciopero sacrosanto. C'è da aggiungere il fatto che abbiamo notato nelle ultime settimane che, oltre ai nostri fedelissimi, vi è un crescente numero di spettatori a seguito delle nostre partite. Questo ha fatto in modo che l'odierna giornata fruttasse il maggior incasso dell'anno ai botteghini: 2,43 €uro, considerando che per riuscire a trovare per terra gli ultimi tre centesimi, abbiamo setacciato il prato che funge da spalti, usando la tecnica del tipo "ricerca S.O.S. dopo una valanga" con la squadra schiereta spalla contro spalla e ognuno con il suo puntuerolo per sondare il terreno.            L'animo della squadra è un po' teso. Un po' perchè c'è voglia di riscatto, e soprattutto dei 3 punti, ed un po' perchè, data la mia assenza per influenza, l'allenamento del giovedì è stato condotto da Gati, che, a quanto pare, è stato duramente contestato dai compagni per ragioni ancora non troppo chiare. (...o dal "Colonnello Gati"  come ama farsi chiamare nei pochi momenti all'anno in cui ha in mano il potere). Si vocifera che, dopo la realizzazione della trilogia sul potere di un Anello, Peter Jackson stia preparando e realizzando un nuovo film, studiando ed analizzando comportamenti e reazioni dei giocatori durante gli allenamenti condotti da Gati: il suo vero capolavoro, "Il potere del Fischietto".      Nella nostra squadra di oggi ci sono alcune novità. La prima è che finalmente un giocatore può permettersi il lusso di farsi male in partita. Infatti, forse per la prima volta, abbiamo la possibilità di effettuare dei cambi veri ed abbiamo la certezza di non dover più assistere a quelle scene da "Libro Cuore", tipo Piccola vedetta lombarda, in cui, quando uno di noi subiva un infortunio, veniva trasportato d'urgenza in officina e dopo qualche minuto era costretto a tornare in campo con la sedia a rotelle o, nella migliore delle ipotesi, con le ossa delle gambe tenute assieme da due giri di scotch ed un paletto.  La seconda è il ritorno in campo di Chele e di Cristian circa un anno, e qualche metro di garze, dopo la loro ultima apparizione su di un terreno di gioco. L'ultima novità, ma è quella più eclatante, è l'entrata negli spogliatoi, all'ora del ritrovo, di un nuovo giocatore. I più attenti di noi accennano un timido saluto cercando di capire chi sia quello strano ragazzo, dai lineamenti vagamente familiari. "Sei Alberto?" chiede Ippo, "No" risponde sorpreso il ragazzo. "Michele, il fratello della Donatella?" domanda allora Riccio incuriosito. "No, ma non mi riconoscete? Sono..". In quel momento entra il presidente del Settecà, Giuliano, che punta dritto sul giovane e gli dice "Marco, hai tu le chiavi di casa?".  E' allora che un raggio di sole penetra all'interno dello spogliatoio ed illumina il viso del ragazzo. "SKINA!!" urliamo in coro. Era dal 1995 che Skina non si tagliava i capelli.  Dopo un anno avevamo smesso di vedergli gli occhi e, dopo circa tre, il volume della sua capigliatura era tale che se volevi essere sicuro di essere di fronte a lui per parlargli faccia a faccia, dovevi guardare in basso alla direzione delle punte delle scarpe!  Ma veniamo alla partita.  Sorvoliamo tutto il primo tempo (spettacolarmente meno interessante di un torneo di Curling Finlandese) citando solamente un'occasione grossa per parte: la prima è loro ad inizio partita, con un cross basso che taglia tutta l'area senza che ci arrivi nessuno, l'altra è per Chele il quale, dopo un'incursione in area un po' fortunosa, si ritrova davanti al portiere, tira nell'angolo preciso, ma un po' troppo preciso e infatti la palla esce.  Nel secondo tempo la musica cambia (come diceva Mozart! Mah..).  Noi iniziamo a giocare con maggiore grinta ed il gioca comincia a vedersi. Ma la vera Spes (Undici, undici, undici leoni, noooi vogliamo undici leoni!) si vede solo a venti minuti dalla fine quando l'arbitro prende una decisione pazzesca che ci penalizza e che, paradossalmente, è la scintilla che fa emergere la nostra squadra. Senza entrare troppo nei particolari (altrimenti mi sale ancora la pressione!!), il direttore di gara annulla un gol di Cristian, appostato da far suo a tre metri dalla linea di porta, per fuorigioco nonostante il passaggio di Kare, penetrato in area di rigore avversaria e scartati due uomini,  arrivasse quasi dalla linea di fondo e, quindi, da davanti.  Un Caterpillar di insulti investe in quel momento l'arbitro il quale, col senno di poi e vista l'ostentata sicurezza nella sua decisione, è da ringraziare per aver solamente ammonito Kare ed aver graziato molti altri. La Spes si trasforma, com'era successo anche con le fasi finali del derby, ma stavolta con la rabbia negli occhi. Il gol del vantaggio arriva con un destro dal limite dell'area, al termine di un'azione concitata, e porta la firma di Cikko, che di gol ne fa pochi ma quando li fa si toglie le sue belle soddisfazioni (vedi Aurora l'anno scorso). Il raddoppio invece è frutto di una discesa a sinistra di "CoccoRiju" che stoppa il pallone prima della linea di fondo, guarda in mezzo e mira alla testa di Ilo (Cristian) che, sempre da due metri dalla porta, non deve far altro che  stare fermo e aspettare che arrivi il pallone per il "tapin" ("è il senso della posizione che conta..." avrà il coraggio di dire a fine partita!). Tra, e dopo, i due gol qualche tentativo nostro fallito e qualche punizione loro ben congeniata e fortunatamente poco sfruttata. Al triplice fischio è festa grande. Tutti in Sede per festeggiare la rinata Spes ed il compleanno di due nostri compagni: il capitano Mamo e il bomber dei venti minuti d'esordio Cristian. Comunque, anche avessimo perso, la bottiglietta la dovevate comunque offrire, eh!! 

 

San Florian - Spes

0 - 6

LA FORMAZIONE (a 9 giocatori): Ricky, Cikko, Mamo, Riccio, Petu (65' Nato), Gati, juà (35' Chele), Kare (35' Biga), Nato (35'Ilo).    N.e.: Giulio      Dirigente: Fabio.

Goleada tra le valli di San Florian. "E chi se lo aspettava.." diranno i più, a fine partita, reggendo in mano un meritato boccale di birra fresca.  In effetti, vista la partita disputata contro il S.Luca, altra squadra del girone a giocare su un campo da 9 contro 9 ( vedi 6' giornata), pensavamo di soffrire molto di più questi avversari, tanto più che all'andata, sul nostro campo, avevamo faticato non poco a metterli sotto.  Ma la nostra squadra quest'oggi si è dimostrata subito concentrata e determinata. Difatti, appena arrivati nei pressi degli impianti sportivi di S.Florian, tutti i componenti della squadra sono scesi in campo in religioso silenzio per l'esamina del terreno di gioco e per la successiva scelta degli "scarpini" più adatti; dopo alcuni minuti, i più attenti hanno subito attirato l'attenzione dei compagni per avvertirli: "Guardate ragazzi, hanno il bar di fianco agli spogliatoi!". "Alééé..". Urla di gioia e cori da stadio hanno allora accompagnato i giocatori verso la palazzina indicata. Un'ora più tardi eravamo in campo pronti ad iniziare l'incontro. A dirigerlo, il più svogliato arbitro che mai abbia messo piede in un campo di calcio. Statistiche alla mano, si riscontra che nella tabella che riporta i metri percorsi durante la partita, le ultime tre posizioni siano occupate dai due portieri con 31 metri a testa (..e fin quì tutto normale!) e dal direttore di gara con -169 metri!  Il 3-3-2 della Spes ad inizio partita si presenta così. In difesa con Ricky e Mamo ci sono i felecissimi Cikko e Riccio. Al centro "piovra" Cattin è, o dovrebbe essere, supportato da Juà a sinistra, mai pervenuto in partita, e da Petu a destra (che tanto, passati i canonici cinque minuti durante i quali resta in posizione, va dove cazzo vuole!). Davanti la Coppia delle meraviglie, Nato-Kare.  In panca il quartetto Cetra: Bigarella, Scaramella chiamato per l'occasione anche "Giulio nove dita", Dani e Guzzo. Il campo è grande più o meno il doppio di uno da Subbuteo e per questo, nei primi dieci minuti, vengono adottate le stesse regole.  Infatti i giocatori non devono correre o camminare  ma posizionarsi in equilibrio su dei piedistalli con la base sferica ed attendere che siano i rispettivi  allenatori a farli muovere a colpi d'unghia. Valutata dall'arbitro l'effettiva difficoltà di manovra da parte delle due squadre, si decide di abolire questa regola e di proseguire l'incontro con le normali disposizioni UEFA.  Così, alla prima azione normale, passiamo in vantaggio. Kare mette in mezzo a Nato che in un quarto d'ora trova l'equilibrio e poi tira una legnata in porta. La partita è bruttina da guardare e non certo per causa nostra. Il San Florian sembra essere a meno agio di noi pur giocando nel proprio campo. Il primo tempo si conclude con il risultato di 4-0. Dopo il gol iniziale di Nato, segnano Kare e Petu con due azioni molto simili, nate da una serie di passaggi all'interno dell'area di rigare avversaria, e Gati che supera da dentro l'area piccola il portiere in pallonetto (...lui dice voluto, ma pochi gli credono realmente!) deviando il pallone di prima direttamente da una rimessa laterale di Petu battuta a centrocampo (..giusto per farvi capire quant'è grande il terreno di gioco!).  Se il primo tempo, nonostante i gol, ha fatto rimpiangere ai pur pochi spettatori dell'incontro di non essere stati a casa a seguire il campionato svedese di Curling alla TV, il secondo è uno spot per tutti quelli che odiano il calcio!  Durante questi 35 minuti, loro attaccano un po' di più ma la nostra difesa regge bene ed, anzi, siamo noi a realizzare altri due gol ed a mancarne altri. Il primo lo segno io su assist (..nooo!) di Petu e l'altro lo insacca Ilo con un sinistro ad incrociare dal limite dell'area di rigore (circa 10m!).  E la partita finisce così come era iniziata, al bar di fianco agli spogliatoi con un boccale di birra fresca in mano...

 

Spes - CSI Grantorto

6 - 3

LA FORMAZIONE: Ippo (35' Ricky), Cikko, Mamo, Giulio (35' Rube), Petu (55' Campa), Gati, Skina, Riccio, Biga, Kare, Ilo      Dirigenti: Fabio

Era del lontano 1968 che a Settecà non si vedevano 9 reti in una partita di campionato. E, soprattutto, non era mai successo che la Spes segnasse 12 gol in due incontri consecutivi. Numeri da far girare la testa (..e non solo per quell'ultimo maledetto Coca-Havana di ieri sera!).  In effetti i presupposti alla partita ci vedono favoriti; un po', per la nostra ottima condizione psicologica vista la sestupletta..., la sestina.., la sestetta..., i sei gol segnati nell'incontro precedente, ed un po' per il brutto periodo che stanno passando gli avversari di oggi, reduci da un "brillante" pareggio in casa dell' "ostico" Pigafetta e dalla sonante sconfitta subita con il S.Florian.    Il terreno di gioco non è proprio in perfette condizioni. Infatti si presenta nella sua classica forma a "strati" di questo periodo, tipo merendina Kinder: croccante all'esterno e tenera dentro. Difatti mentre sulla fascia destra ed nel centrocampo si potrebbe giocare con le scarpe da calcetto da quant'è piatto e consistente il terreno, sull'estrema fascia sinistra (... si parla sempre di campo di calcio, non lasciatevi prendere da isterismi politici!) è obbligatorio l'uso di pattini da ghiaccio con lama del 38, o del 36 per una migliore presa in curva. Inoltre vi è una zona che va dalla suddetta fascia al centro del campo che è ricoperta, a causa dello scioglimento del ghiaccio che ci si forma sopra durante la notte, da uno strato di melma e fango, talmente profondo che Rube pensava di farci costruire a fianco, a fine partita, uno stabilimento di cure termali; naturalmente dopo aver fatto sgombrare la famiglia di ippopotami che, visto l'habitat ideale, ha fatto dell'area il proprio nido d'amore!  Considerata dall'arbitro la non pericolosità degli ippopotami, la partita può avere inizio.  Noi iniziamo subito forte e attacchiamo soprattutto dalla sinistra dove Riju mette in crisi il suo diretto avversario sfruttando al massimo sul ghiaccio le sue  doti di ballerino. Il primo gol, però, arriva per vie centrali. Palla a Ilo che la difende di forza, tocco a Kare che entra in area e salta il portiere con un pallonetto. 1-0. A questo punto ci rilassiamo un po', convinti che, come con il S.Florian, i gol arrivino da soli. Ed abbiamo ragione: i gol arrivano. Peccato che i gol siano loro. In dieci minuti passiamo dall'1 a 0 all'1 - 2 ed la terza rete non la prendiamo per una buona parata di Ippo. Non riusciamo a capire da dove arrivino gli avversari che sembrano essere in numero doppio rispetto al nostro. Poi capiamo. Gati chiama a gran voce Petu per difendere la sua fascia di competenza ed allora ci accorgiamo che la nostra ala-tornante è molto "ala" e poco "tornante", dato che da un quarto d'ora è seduto sulla panchina avversaria tutto preso a concludere una partita a carte di scopone scientifico.  Con il ritorno in campo di Petu ricominciamo allora ad attaccare.  Il nostro punto di forza quest'oggi resta la zona sinistra ed è da lì che nasce il pareggio. Riccio punta l'avversario e puntualmente lo salta, cross in mezzo dove Petu tutto solo non deve fare altro che saltare e colpire di testa. 2-2. Stavolta non ci fermiamo, anzi. Prima della fine del primo tempo andiamo in vantaggio con un gol di Kare che raccoglie, e per un pelo, insacca il pallone da un cross teso di Ilo (anche se tutti, compreso il lampione del parcheggio, credono si tratti di un tiro sbagliato!).   Nella ripresa il Grantorto inizia bene anche perchè la squadra c'è, soprattutto in attacco, ma a sferrargli la mazzata finale è Chiacchera. Non è una cubista brasiliana  nè un'entreneuse di Parigi; Chiacchera ( al pari di Semaforo) è il nostro schema su punizione più riuscito. Provato più e più volte in allenamento (2, 3 al massimo) è un'arma formidabile per scardinare le difese avversarie con una percentuale di successo del 100% (in tre anni 2 gol su 2 tentativi): io passo la palla a Gati che si toglie la maglia e fa vedere il segno del costume all'arbitro; contemporaneamente Giulio e Petu saltano sopra la traversa della porta avversaria e cantano un pezzo di Paola e Chiara; Kare si sdraia a terra e fa da catapulta per Ilo che si lancia verso il dischetto del rigore; Skina grida <<Al fuoco, al fuoco!>> agitando un grosso estintore mentre Mamo e Ricky con una motosega abbattono due piloni per la luce; nel frattempo Riccio nasconde il pallone sotto la maglia e lo lascia a tre metri dalla porta dove, nel frattempo, atterra Ilo che colpisce ed insacca il gol del 4 a 2. Gli avversari ammutoliscono ed accusano il colpo. Poco dopo, infatti, segnamo anche il quinto gol che però vedono solo in tre: l'arbitro, Ilo ed il portiere. Cross di Kare, io colpisco al volo ma il tiro è debole ed il portiere a terra si tuffa per parare. A quel punto tutti (pubblico compreso) si voltano verso il centrocampo finchè non si sente l'arbitro fischiare per convalidare una rete. L'immagine dopo è: portiere insanguinato a terra, pallone in rete e Ilo che cammina per tornare nella propria area. Inaspettato 5 a 2.  Prima della fine nascono ancora due gol. Il primo è una bella rete degli avversari in contropiede, il secondo è una girata di Petu di testa da un cross di Kare.  La gara termina così, 6 a 3, primo posto in classifica, almeno per i prossimi 7 giorni, poi nella prossima giornata il turno di riposo ci vedrà spettatori.  Neve e ghiaccio permettendo!

Spes - San Luca

2 - 2

21'  GIORNATA

LA FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Cikko, Campa (35' Petu), Gati, Giuà (35' Rube), Riccio, Biga, Kare, Cristian         N.e.: Ippo

La squadra del vento colpisce a Settecà. Il San Luca, infatti,  è la squadra che all'andata avevamo affrontato sotto i flussi della Bora di Trieste, emigrata per l'occasione nei colli marosticensi con l'unico scopo di rompere i maroni a quei poveri mentecatti che alla domenica mattina non hanno nient'altro da fare che correre appresso ad un pallone. Ad essere sinceri, però, il vero grande protagonista della partita odierna è stato il signor Fabris, professione arbitro, colonna portante della classe arbitrale del CSI di Vicenza che molti oggi, tra giocatori e spettatori, vedrebbero bene come colonna portante di una palazzina di almeno due piani e possibilmente murato all'interno della colonna stessa... Per giustificare il 2 a 2 finale dobbiamo ammettere che quella di oggi è stata una delle più brutte e svogliate prestazioni della Spes, talmente evidente che, a fine partita, il C.C.A.S. (Centro Coordinamento Amici della Spes), nella figura simbolica del capogruppo Menardi, ha  così sentenziato le pagelle della partita:

Ricky: 5. Due tiri, due gol. Ci si aspettava il miracolo. 

Mamo: 6 in amicizia. Ripara con l'esperienza ai suoi stessi buchi in difesa.

Biga: 4,5. Corre tamto ma a vuoto. Manca sempre l'ultimo passaggio e non solo quello..

Giulio: 5,5. Lento in difesa e colpevole sul primo gol avversario. A centrocampo, nel secondo tempo, si impegna ma si vede che non c'è.

Giuà: 4. Disastro.

Kare: 4,5. Poca corsa e poche idee. (N.d.A. questo il voto finale dopo il 6 che aveva ottenuto per un gol che i tifosi gli avevano attribuito)

Gati: 4,5. Tanto fumo per niente. Evanescente. (N.d.A. Poi, alla notizia che è stato Gati a segnare il gol del pareggio: 6. Chi timbra con il gol prende di diritto la sufficienza)

Cristian: 6. Unica giustificazione alla sufficienza: chi timbra è premiato.

Che l'incontro non parta con i migliori auspici lo capiamo subito ad inizio partita. Con le squadre schierate a bordo campo per l'ingresso ed il conseguente saluto ai tre/quattro tifosi al seguito, l'arbitro Fabris ritarda l'operazione perchè, preso da momenti nostalgici e con lo sguardo perso nel passato, mi sta descrivendo le pietose condizioni di un terreno di gioco in cui, nel 1969, è andato ad arbitrare dalle parti di Bassano ed allora... ecc. ecc.... Alla fine, con due schiaffoni in faccia, riusciamo a farlo rinvenire e la partita ha inizio. In realtà il direttore di gara suscita anche simpatia: Fabris, 118 anni, gli ultimi 40 dei quali passati a girare i campi di calcio della provincia in cerca di forti emozioni. Lui, in realtà, l'arbitro non lo voleva fare ma è stato quasi costretto dalla moglie che, stanca di vederselo sempre in casa a non fare una benemerita mazza, un giorno gli ha detto gentilmente: <<Mi hai rotto le palle, vedi di trovarti un hobby!>>. Il povero marito prepara un fagottino con dentro alcune sue cose personali e parte, vagando per cinque anni tra le strade della Pianura Padana alla ricerca della Terra di Mezzo, della Contea, di Frodo Baggins e di tutti i suoi amici Hobbit. Poi, un giorno, l'incontro con una bambina di 5 anni che venuta a conoscenza della sua storia lo prende pesantemente per il culo, gli fa capire che la moglie intendeva ben altra cosa. Quindi interrompe la sua ricerca, torna a casa e decide: <<Se nella vita la gente non mi capisce, voglio trovare un horbis..., un hoppi.., un hostins.., un passatempo in cui tutti devono stare alla mia decisione!>>. E così eccolo lì, fiero in piedi al centro di un campo di calcio, affiancato dai capitani delle due squadre, lui che lancia in aria la monetina, lui che la cerca per terra, i due giocatori che fanno a bim-bum-bam per decidere a chi tocca la palla!   Ma torniamo al calcio giocato..  L'euforia dei dodici gol segnati nelle ultime due partite si contrappone alla scarsissima condizione atletica di cui siamo provvisti. Ho visto gente che, solo per fare il tragitto auto-spogliatoio con la borsa in spalla, ha avuto forti conati di vomito per lo sforzo!    Difatti, non passano dieci minuti, che siamo subito sotto di un gol. Lancio a tagliare il campo da sinistra a destra ed inserimento dell'attaccante che si trova una prateria aperta davanti agli occhi.   A questo punto Giulio, ultimo difensore, ha soltanto due possibilità: 1) abbattere l'avversario cercando di fargli anche un tantino male, in modo che la prossima volta ci pensa due volte prima di lanciarsi all'attacco; 2) la soluzione "Franco Baresi":  arrestare la sua corsa ed alzare il braccio per chiamare con sicurezza il fuorigioco, che peraltro è inesistente, traendo in inganno l'arbitro. Purtroppo Giulio opta per la seconda possibilità, l'arbitro vede bene (stavolta) e non fischia e l'attaccante ha tutto il tempo di mettersi a posto il pallone e di infilare Ricky in uscita.  Solo a questo punto si intravvede un pizzico di orgoglio Spes. La squadra inizia a giocare ed il pareggio giunge a conclusione di una "fagiolata" nell'area piccola avversaria. Cross da sinistra di Riccio e palla che cade in una zona in cui ci sono quattro giocatori nostri ed un solo avversario. Inizia una lotta senza esclusione di colpi tra i nostri attaccanti per segnare il gol, tanto violenta che il loro difensore si acquatta in un angolino mormorando:<<Segnate pure, ma non fatemi del male!>> . Alla fine la spunta "piovra" Cattin che con un destro risolutore la mette dentro. 1 a 1.  La primavera è alle porte e la temperatura è di circa 20 gradi ma quella avvertita dagli atleti in campo su aggira attorno ai 45°. E' uno sforzo immenso anche compiere il tragitto che va dal campo agli spogliatoi alla fine del primo tempo. Fortunatamente, a renderlo più agevole, è il fatto che arriviamo al riposo sul risultato di 2-1 a nostro favore. Infatti attorno alla mezz'ora del primo tempo passiamo in vantaggio con il più classico dei "gol alla Dani". Kare parte da metà campo con il pallone sfruttando il mancato tentativo del loro libero di applicare la soluzione "Franco Baresi", e dal limite dell'area tira in porta superando il portiere. La palla colpisce il palo, tornando verso il dischetto del rigore; lì è appostato Ilo che la stoppa (con qualche difficoltà) e la mette dentro tra le proteste dei giocatori del San Luca che vogliono il fuorigioco sul rimbalzo del palo. Un loro centrocampista si spiegherà:<<Si, perchè è come se il palo fosse un vostro giocatore!!>> (..????).  Ed allora è come se noi iniziassimo tutte le partite in 15 contro 11, senza contare le traverse!!  Il secondo tempo è stato catalogato tra i peggiori 35 minuti della storia del calcio. Il vento, il caldo e la stanchezza certo non aiutano lo svolgimento della partita. Il primo episodio interessante arriva al 25', circa, e coincide con il loro gol del pareggio. Duello nella nostra zone difensiva all'altezza del calcio d'angolo, palla a Riccio che la controlla, il numero 9 avversario bussa sulla spalla di Riju il quale, ingenuamente, si gira a chiedere <<Chi è?>>. In quel momento il nostro numero 7 stava cercando di fare il suo record personale di colpi di testa consecutivi e lo scherzetto dell'attaccante gli fa anche perdere il conto. Fatto sta che questo, con una manata, gli porta via il pallone, l'arbitro grida:<<Non ho visto niente!!>>, cross al centro e, nell'immobilità generale che attende il fischio del direttore di gara,  l'altro attaccante insacca.  Scrivere Vibranti le proteste è una forma civile per non riportare la montagna di insulti con cui ricopriamo il signor Fabris. Gli ultimi cinque minuti ci  vedono protagonisti di un disorganizzato forcing per cercare un nuovo vantaggio. Poche idee, meno ancora le conclusioni, finchè all'ultimo minuto la Dea Bendata sembra ricordarsi di noi. Cross lungo dal centrocampo, Petu salta e spizzica di testa la palla che si impenna e, causa vento, anzichè uscire dal campo ricade appena sotto la traversa della porta avversaria. Il portiere blocca la sfera in salto ma poi si impappina da solo e perdendo l'equilibrio si porta la palla abbondantemente all'interno della porta. Il signor Fabris, ottimamente posizionato a 53 metri dall'azione, grida ancora una volta deciso:<<Non ho visto niente!>> e fischia un fallo a favore del San Luca per un fallo di mani di Kare. La partita finisce lì, con tanto amore ed allegria . Con Kare che grida all'arbitro <<Còpate!>>, con i tifosi in aperta contestazione con la squadra e quel che è peggio, con un nervosismo tale che per alcuni attimi, poi rimasti fortunatamente tali,  sembra svanire anche l'idea dell'abituale ritrovo a fine partita in "Sede" (N.d.A. ...l'osteria). Sabato prossimo arriva all'Arena il Cittadella per una sfida che sa da spareggio scudetto ma, se giochiamo così, mi sa tanto che che tra quindici giorni si aprirà il mercato allenatori ...

 

 Spes - Cittadella

3 - 1

LA FORMAZIONE: Richy, Cikko, Mamo, Rube, Petu, Giulio (45' Campa), Gati, Riccio, Biga, Kare (65' Nato), Cristian.           N.e.: Chele, Juà          Dirigenti: Fabio, Ippo

Dopo Milan-Manchester United, Juventus-Real Madrid e Inter-Porto, la settimana di grandi sfide calcistiche si conclude all'Arena con la partitissima del Girone A: Spes Settecà-Cittadella Calcio.  Ore 13.00: Centinaia di tifosi arrivati con numerosi pullman, organizzati con pranzo al sacco e visita alla Madonna di Monte Berico annessa, si accalcano ai cancelli in attesa dell'apertura.  I giornalisti attendono invece sotto la tribuna, protestando perchè non sono ancora stati stampati i comunicati con le formazioni.    Ore 14.25: I giocatori entrano in campo per un rapido controllo del terreno di gioco e rimangono basiti per lo spettacolo che appare ai loro occhi.   Nessuno.  Nemmeno uno spettatore. A dire il vero ci sono due bambini aggrappati alla rete di recinzione ma, non appena vedono Petu compiere uno dei suoi famosi "numeri" col pallone, si girano e corrono verso il parcogiochi gridando <<Mamma, c'è il Bao Nero!!>>.  E tutti i pullman, i tifosi, i giornalisti...?  Purtroppo il fato ha voluto che l'indirizzo stampato sui volantini di presentazione della partita riportasse, per errore, le indicazioni per raggiungere una palestra comunale in cui si dovevano svolgere i Campionati Parrocchiali di Quartiere di Scopone Scientifico e di Rubamazzetto. Tifosi e giornalisti, giunti in tale sede, decidono allora, di comune accordo, di rimanere in palestra ritenendo l'evento molto più interessante dello sfidone calcistico. <<Ma mandiamoli a quel paese!>> grida un ultrà particolarmente focoso, riferendosi ai calciatori, <<Si, e magari a calci nel culo!>> ha aggiunto poi Scannaguaglia Pietro, considerato il più tenero del gruppo. Fatto stà che, se in un buon 95% dei casi gli avremmo dato ragione, stavolta in Spes-Cittadella si è giocato del calcio vero (..sempre considerati i livelli del CSI!) e la partita è stata ritenuta, dai pochi spettatori che lentamente hanno raggiunto il campo, bella e divertente. Cosa avessero bevuto prima, chissà...!  La tensione è alle stelle. Me ne accorgo anche in spogliatoio, luogo sacro nel mondo del pallone, dove ognuno prima dell'incontro si prepara da far suo. C'è chi ingurgita brodaglie fatte in casa con la speranza che facciano l'effetto desiderato, non come l'altra volta che poi rimane la puzza per giorni... C'è chi infila di spilloni un pupazzo con le sembianze del portiere avversario. C'è chi assume posizioni yoga per favorire il relax e poi deve chiamare quattro persone per sciogliere il nodo che si è formato tra gambe, testa e avambraccio. Insomma, il clima è nervoso ma tutto passa in secondo piano quando arriva  il fischio d'inizio partita.  I primi dieci minuti servono per studiare l'avversario, i secondi dieci per interrogare e chi non sa: 4 e torna accompagnato dai genitori.  A rompere il ghiaccio ci pensa il nostro primo gol. Punizione di Riccio dalla tre/quarti, palla che viaggia verso il secondo palo, io la ributto in mezzo dove Gati si allunga, in faccia alla sua decennale (..e, si dice, inesistente) pubalgia, e segna. 1 a 0.  Poi, fino alla fine del primo tempo, è un continuo capovolgimento di fronte d'attacco, con loro che cercano il pareggio e noi che, senza subire più di tanto, controlliamo la partita e ci rendiamo pericolosi soprattutto con i cross dal fondo. <<VERGOGNA!! Andate a lavorare, UBRIACONI!!>>. Questo è il ritornello che, dal gol fino alla fine dei primi 35 minuti, si sente arrivare dagli spalti. E' Menardi, Capogruppo degli ultras della Spes, che, in linea con quanto dichiarato la settimana precedente, si esibisce per tutto il primo tempo in una protesta reiterata per le ultime deludenti prestazioni della squadra (Vedi Commento 21). I cori ci fanno più sorridere che altro ma, a subire di più questi cori di protesta, sono i giocatori del Cittadella anche perchè impiegano parecchi minuti a capire che gli insulti non sono indirizzati a loro ma alla squadra di casa. <<Ma cosa go' fatto de male?>> si chiedono i loro centrocampisti...    Nel secondo tempo i padovani iniziano a testa bassa per raggiungere il pareggio. Ci difendiamo bene e subiamo qualche tiro da fuori area e poco più. Ed abbiamo più spazio per il nostro contropiede con il nostro schema principe, l'infallibile "Eccolo". Questo schema provato e riprovato in allenamento si divide in tre fasi: 1) non appena uno a centrocampo riesce a rubare palla ad un avversario, la stoppa e guarda avanti; 2) Ilo, Riccio, Kare, Petu ..ecc... ecc..(praticamente tutta la squadra)  scattono verso la porta avversaria gridando <<ECCOLOOOOOO!!>> ; 3) se per caso il pallone riesce a cadere all'interno dell'area di rigore è gol fatto, altrimenti, per fermare l'azione di rimessa dei rivali se ne abbatte uno a caso a fucilate per recuperare le posizioni in campo. Proprio da un "Eccolo", nasce il nostro raddoppio. Riccio tenta di incunearsi con il pallone nella difesa del Cittadella che sta salendo per mettere tutti in fuorigioco, scarica il pallone a Kare, lasciato erroneamente libero, il quale punta il portiere, lo salta ed insacca. 2 a 0.  Il terzo gol è frutto di un'altra azione di contropiede che vede chiudersi il triangolo Ilo (passaggio)- Petu (cross dal fondo) - Campa, che la mette dentro con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. Tanti clap, clap anche dagli spalti.  Ormai la partita è finita e lo si capisce ancor di più quando, dopo il gol del 3-1, nessun giocatore del Cittadella esulta a parte uno che grida <<Crediamoci, ragazzi>>. Ma è Menardi che, dagli spalti, spara le ultime cartucce della sua protesta!! 

 

 Perlena calcio - Spes

0 - 0

LA FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Campa (45' Franco), Juà (25' Petu), Riccio, Biga, Kare, Ilo       N.e.: Ippo, Chele, Nato     Dirigente: Skina

Zero a zero. Brutto da scrivere, figuriamoci a giocarlo. Questa, in notturna contro il Perlena, verrà ricordata come la più brutta partita di calcio mai giocata. Un pareggio che, stavolta, non ci sta stretto, anzi. Più volte abbiamo rischiato il tracollo, salvati a volte da Ricky, a volte dalla loro scarsa mira anche se, all'ultimissimo secondo, abbiamo avuto la palla per portare a casa i tre punti, ma vi spiegherò più tardi.  In parte, una scusante alla pessima prestazione, può essere il fatto di aver disputato l'incontro di sera dove notoriamente non diamo il meglio di noi stessi. Infatti più di mezza squadra, ha dei problemi di vista che Ray Charles, al confronto aveva 10/decimi per occhio! Per citare qualche esempio: Giulio, l'abbiamo trovato che limonava una vecchietta della zona, che passava di lì per caso, convinto che fosse una borraccia dell'acqua e l'abbiamo anche sentito commentare infastidito:<< la xè sùta sta acqua!>>; Skina, ancora fermo per convalescenza e costretto a guardalinee ufficiale per l'occasione, si è posizionato, con la sua bella bandierina, sulla linea esterna del campo di bocce adiacente al campo di calcio, segnalando con precisione all'arbitro tutti i fuorigioco. Salvato per un pelo dal linciaggio da parte degli anziani atleti, l'abbiamo riportato al campo. Quello messo peggio però è Rube il quale, appena uscito dallo spogliatoio dopo il rituale appello dell'arbitro e caricato a dovere dall'urlo pre-partita della squadra, per riscaldarsi a puntino, esce di corsa, si impossessa di un pallone, finta a destra, scatto a sinistra, palleggio, colpo di testa, altro scatto a sinistra, finchè perde l'equilibrio e si schianta al suolo provocando peraltro un rumore sordo di costole incrinate. Capiamo in quell'istante che non sarà una partita semplice. Sull'incontro non si può scrivere un granchè, anche perchè non succede un granchè. Noi cerchiamo di fare il nostro solito gioco con palloni bassi ma il Perlena in fase difensiva si comporta bene e non ci lascia spazi. In fase offensiva, invece, gli avversari praticano il gioco che tanto piace alle squadre che giocano nei campi piccoli ovvero, quando un difensore arriva sulla palla la spara più lontano possibile sperando che poi gli attaccanti si inventino qualcosa. Nel secondo tempo, a centrocampo, sento un loro giocatore esclamare: <<Casso tusi, che ben che semo drìo zugare, casso se ze la meritemo stà partìa!>> (per i non bi-lingue: <<Cribbio ragazzi, stiamo giocando bene, ce la meritiamo questa vittoria>>).  Non mi trovo molto d'accordo sul fatto che sia bello il loro gioco ma, sul fatto che si meritino i tre punti, si.  Difatti, nonostante il modo in cui ci arrivino alle conclusioni sia un pochino grezzo, Ricky è costretto a compiere due belle parate, di cui una in uscita disperata, e ad accendere due grossi ceri per ringraziare la Madonna quando alcune loro conclusioni escono dallo specchio della porta di qualche centimetro. Noi, invece, siamo nervosi e non riusciamo a chiudere neppure un semplice triangolo e, dopo un tiro di Riccio nel primo tempo che finisce quasi in fallo laterale, la seconda e più clamorosa delle occasioni capita sui piedi di Cristian a tre secondi dalla fine della partita a termine dell'unica azione degna di questo nome di tutto l'incontro. Contropiede, palla (forse da Gati) per Franco che la gira in fascia per Petu, Petu la ridà al limite dell'area a Franco il quale tira in girata verso la porta. Il portiere respinge in tuffo il pallone che rimbalza placido verso Ilo che, dall'altezza dell'area piccola, stoppa il pallone e calcia verso la porta rimasta sguarnita. Palo esterno. I tifosi a bordo campo, sembrano non prendersela più di tanto anche se si intravvede salire dall'auto di Ilo una sospetta nuvola di denso fumo nero... <<Rigore!!>> urla Giulio dalla difesa ma, come vi spiegavo prima, chissà che cosa ha visto...   La serata termina in pizzeria con gli Ultras (come raccomandano di farsi chiamare i tifosi della Spes) che sentenziano le pagelle ai giocatori. In una sciame di 5 e ½, spiccano solo alcune sufficienze e qualche grave demerito:   

Ricky 7,     solo due interventi ma provvidenziali.

Juà 6,    guadagna la sufficienza fino all'infortunio che lo costringe ad uscire (N.d.A. Juà è l'unico uomo al mondo che nell'istante in cui si fa male è in grado di darsi anche una prognosi di guarigione <<Sto fermo trenta giorni>> mi dice il piccolo calabrese, uscendo dal campo). 

Franco 6 ½,    entra e cambia faccia alla Spes, forse doveva essere messo dentro prima.

Gati 5,   troppo fumo e niente arrosto in mezzo al campo. 

Biga 5,   dovrebbe unire centrocampo ed attacco. Dovrebbe.

Kare 5,   mai visto.

Ilo 4,    non solo per la clamorosa occasione nel finale. Se per chi timbra il cartellino c'è il 6 politico per chi manca la segnatura, pollice verso.

 Setaf Lions - Spes

1 - 8

24' GIORNATA

LA FORMAZIONE: Ricky, Cikko, Mamo, Rube, Petu, Giulio (45' Chele), Gati, Riccio, Biga, Cristian (50' Kare), Franco (60' Nato)     N.e.: Ippo, Campa           Dirigente: Fabio

Chi di voi, siate sinceri, non ha mai sognato di girare le strade della propria città a bordo di una fiammante Lamborghini? Questo è stato il primo pensiero che ho avuto nel momento in cui, aprendo lo sportello dell'auto, ho dato un'occhiata al campo di calcio in cui si sarebbe disputato l'incontro tra noi ed il Setaf Lions. <<Ma di che cosa si droga questo?>> vi chiederete voi, visto che è chiaro che non esiste alcuna connessione tra una fuoriserie ed una partita di calcio amatoriale (...non fa testo la serie A dove Calcio e Fuoriserie vanno a braccetto!). Questo mia visione ha due spiegazioni:         1) gli yankees di Vicenza non giocano più all'interno della blindatissima caserma in centro città ma hanno affittato un campo di calcio da un istituto scolastico di Longare, ridente paese ai piedi dei colli berici. Volendo, avremmo potuto disputare l'incontro all'interno della Ederle (la caserma) ma, dopo un rapido sguardo alla lista dei controlli che avremmo dovuto subire, abbiamo deciso di lasciar stare; l'autorizzazione ci sarebbe stata concessa solo dopo alcuni accurati esami tra i quali: elettrocardiogramma, test delle urine, test dell'alcool, test dell'alce, ispezione alle borse, ispezione all'auto, ispezione anale con sonda elettronica provvista di tenaglia prensile per espiantare in loco eventuali microspie interne o altro anche di vagamente somigliante;        2) per Lamborghini non mi riferisco alla fuorisedie ma al "fuoribordo", il trattore Lamborghini dotato di rasaerba multifunzione con livello di potenza "Foresta Amazzonica". Infatti gli americani, sembra per la modica cifra di 150€ a partita, hanno, si, a disposizione campo spogliatoi e doccie, ma nel prezzo non è compreso alcun tipo di intervento al terreno. Risultato: l'erba è talmente alta che, da una porta, a fatica si riesce ad intravvedere l'altra.  Liberato il portocino d'ingresso dalle liane con un grosso machete, troviamo, tra le radici di una sequoia gigante, una mummia fossilizzata con arnesi dell'epoca paleolitica, una zappa ricavata da zanne di mammut ed un arco artigianale con frecce e capiamo che lo sfortunato che stiamo osservando è probabilmente stato l'ultimo giardiniere dell'impianto. In spogliatoio qualcuno azzarda una facile battuta:<<Scarpe da 6 tacchetti o da calcetto che tanto non c'è erba? ha, ha, ha!>>, concludendo la frase con un sorrisetto ironico, e subito viene gettato in doccia e lavato con olio bollente, un po' per punirlo e un po' perchè gli esperti dicono che sia una pratica che fa gruppo.  Dopo aver letto la formazione, assisto a scene che mi fanno capire perchè l'uomo è differente dagli altri animali: lo spirito di adattamento. Per contrastare l'erba alta, infatti,  noto che alcuni sono riusciti ad applicare ai parastinchi due grandi falci, altri hanno legato tra le due scarpe una sega da legno, solo pochi, i più ingegnosi, hanno trovato l'idea perfetta: collegare alla batteria del telefonino un rasaerba elettrico nascondendolo perfettamente nel laccio dei pantaloncini... una squadra di geni, imbecilli forse, ma geni!  Prima di dare inizio all'incontro l'arbitro invita le due squadre a schierarsi in cerchio al centro del campo e consegna al capitano della Setaf (un italo-americano) un foglio da leggere. E' un breve messaggio sullo sport e sull'educazione sportiva del compianto Papa Giovanni Paolo II. <<Amicizia e sport... ecc....>>. Un sentito applauso sancisce la fine del messaggio. E la partita potrebbe iniziare se non fosse che notiamo il Capitano avversario, che ha ancora il foglio in mano, che non si muove dalla sua posizione e sta iniziando ad assumere in volto un colorito bianco seppia. Poi bianco Marsiglia.  Poi bianco Dash. Dopodichè stramazza al suolo, svenendo. <<Miracolo! Ha avuto la grazia!! >> gridano alcuni, <<Ha visto la luce!>> urlano i più pii. <<Ci ha dato dentro un po' troppo ieri notte!>> affermano gli amici più realistici. Comunque la situazione è tenuta ottimamente sotto controllo dall'arbitro, il quale, al grido:<<Ce l'ho in pugno!>>,  ne assesta uno al povero malcapitato facendolo rinvenire all'istante.  Sulla partita vera e propria, non è nemmeno il caso soffermarci con il commento anche perchè il Setaf, viste le partenze di molti giocatori per l'Iraq e/o Afghanistan (sono pur sempre soldati), non è più la squadra dell'andata ed il risultato di 8 a 1 lo conferma. Un'altra conferma, poi, arriva sul campo preferito dalla nostra squadra, l'ostreria.  "La Spes è una squadra da pasto". In campo possiamo vincere, pareggiare o perdere ma quando c'è da fare sul serio, a tavola, non ci batte nessuno. Forza Spes!   

 

 Spes - Pigafetta

4 - 0

LA FORMAZIONE: Ricky, Cikko, Mamo, Giulio, Campa, Gati, Chele (35’ Riccio), Cristian (62’ Fabiomarini), Petu, Kare, Franco.           Dirigente: Skina

Quando vi sentite un po’ giù, se ...il lavoro va male, ...la donna vi ha lasciato senza però mancare di farvi sapere che con la scusa della palestra alla sera andava a “trovare” il vostro vicino di casa (noto tossicomane della zona), ...il vostro addome piatto di quando avevate 20 anni ha lasciato posto ad una trippa che fa concorrenza a quella di Galeazzi, ...insomma se vi capita tutto questo pensate che, ora, esiste un rimedio semplice e naturale per farvi tornare il sorriso: andare ad guardare una partita di CSI.   Certo! Così anche voi potrete dire: <<Questa si che è una cosa brutta!!>> .  Questo pensiero vagamente bastardo, mi è venuto nell’assistere alla partita Spes Settecà - Pigafetta.  La mia assenza dalla panchina e dal campo è dovuta ad una squalifica che, di comune accordo con la società, mi sono auto-sanzionato per rispondere alle proteste che l’Aurora ha avanzato nei confronti di questo sito per parole e frasi ingiuriose che sono state loro rivolte (!!). Pochi d’accordo, molti in disaccordo con il mio gesto ma tant’è, ormai è fatta, ed in più questa giornata in “tribuna” mi ha dato l’occasione di valutare in modo diverso l’incontro.  Se, con l’occhio clinico del giocatore coinvolto direttamente sul campo, la valutazione sul livello di spettacolarità di una bella partita si aggira sul 6/7 (in una scala che va da 1 a 10), da spettatore il voto crolla drasticamente ad un 3 di incoraggiamento!!  Figurarsi, poi, se già dal campo la partita è noiosa...  Sull’incontro ci sono alcune considerazioni da fare. Il terreno dell’Arena ha retto molto bene la pioggia degli ultimi giorni, a parte qualche piccola zona in cui bisogna munirsi di maschera da sub e boccaglio, pinne facoltative.  Mezz’ora prima dell’inizio della gara, il cielo nuvoloso lascia intendere che forse per questo week-end con la pioggia si è finito e infatti, nel momento in cui il primo giocatore esce dagli spogliatoi, comincia a scendere un diluvio, che così l’ha visto soltanto Noè, con gocce che sembrano bottiglie di acqua minerale da 1 litro e mezzo. Al fischio di inizio partita un altro pericolo fa preoccupare pubblico e giocatori: <<Il terremoto!!>> gridano alcune tifose, <<‘riva el  Zunami!!>> urlano terrorizzati altri. In effetti il suolo continua a tremare pericolosamente e tutti, sbigottiti e impacciati, stanno fermi in attesa che si plachi la furia divina. Poi, dalla tribuna, una persona grida rivolto verso la panchina:<<Marini, càlmate che ghèmo da zugare!>>. Infatti il terreno che trema è l’effetto dell’adrenalina di Fabiomarini. Il giovane, vestito di tutto punto con la divisa Spes, è tutto un fremito, che sembra uno colpito da una scarica fulminante del morbo di Parkinson, per il fatto che si avvicina il suo esordio assoluto in una partita di calcio. Ristabilita la calma e imbottito Fabiomarini di sedativi, l’incontro può avere inizio.  La squadra è un po’ rivoluzionata rispetto alle partite precedenti. Ilo gioca a sinistra, con la speranza che almeno in quella posizione, passi ai compagni qualche pallone in più. A centrocampo ritorna a giocare dal primo minuto Chele, al quale è stato affidato il compito di eseguire il lancio di inizio gara per gli attaccanti al posto di Gati, dato che quest’ultimo ha una percentuale realizzativi del 100% di insuccessi; è colpa del pallone... dice lui!  In attacco ci affidiamo all’estro di Petu e al “inistro” di Kare, con Franco punta. Sul match non c’è granchè da commentare dato che si gioca a senso unico nella metà campo del Pigafetta, eccezion fatta per una magistrale punizione di un loro centrocampista che, se non fosse per una paratona di Ricky, si sarebbe infilata all’incrocio dei pali. Anche avessero segnato in quell’occasione non ci si sarebbe scomodati più di tanto anche perché ci trovavamo già in vantaggio di due reti a zero. Il primo gol lo segna Ilo che, dopo aver abbattuto un uomo con una spallata, entra in area di rigare e, tra una serie di “Passalaaa!!!” gridati dai compagni, tira in porta una sassata e segna. Il secondo lo mette dentro Campa di testa da un cross dal calcio d’angolo. Prima, poi e durante, una serie di gol sbagliati incredibili con tentativi un po’ per tutti (ricordiamo anche un tiro di Scaramella finito nei pressi della bandierina del calcio d’angolo e qualche occasionissima per Petu gettata alle ortiche!!). Nel secondo tempo, oltre a qualche altro tiro in porta, si ricordano gli altri due gol di giornata. Il primo lo segna ancora Campa, ancora di testa, ancora da cross da calcio d'angolo, a siglare la personale doppietta e l'altro lo insacca Cikko il quale, dopo una discesa sulla destra, entra in area e al segnale della madre, spettatrice in tribuna, "Dai!!" lascia partire un tiro che pare deciso ad insaccarsi all'incrocio sul secondo palo alla destra del portiere. Poi Cikko scivola calciando e la palla entra sull'angolo basso alla sinistra del portiere. 4-0. L'ultima emozione la provoca l'entrata in campo di Fabiomarini a sostituire Ilo. Note: minuti giocati, 8 circa; palloni toccati, 0; etti persi in sudore, 0.4; chili ripresi al bar nel dopo partita, 1.2; punti di cucitura saltati nella maglia che io gli ho prestato per giocare, 18; cori dagli spalti "Marini datte all'ippica!!" , 31; ...praticamente un esordio trionfale. E, per completare un pomeriggio esaltante, nonappena l'arbitro fischia la fine della partita,  smette di piovere..


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