|
|
I commenti del girone di ritorno
si interrompono alla 25' giornata. Se vuoi conoscere il motivo di
questa interruzione vai su Telenovela
Spes
|
Spes -
Longobarda
2 - 0
|
LA FORMAZIONE: Ricky, Cikko, Mamo, Giulio, Juà (35' Rube), Chele (45' Skina),
Gati, Riccio, Biga (55' Petu), Kare, Nato (45' Cristian) N.e.: Ippo,
Campa
Una Spes al gran completo si trova ad affrontare, quest'oggi, una squadra
ostica: la Longobarda. Allenatore: Oronzo Canà. Punti di forza: il gioco sulle
fasce di Sella e Cavallo. Giocatori da segnalare: Crisantemi e Speroni. Fiore
all'occhiello: il brasiliano Aristotele. Per fortuna non ci sentiamo soli in
questo grosso impegno. Difatti il Commando Ultras della Spes, nella figura del
mitico "Petardi", annuncia la fine dello sciopero che li aveva portati, nel
primo tempo del derby, ad un incoraggiamento silenzioso ed allo sfoggio degli
striscioni alla rovescia. Fonti non ufficiali danno come motivo dello sciopero
l'assenza totale, o quasi, di cannella nel Vin brulè offerto agli spettatori la
settimana precedente. Sciopero sacrosanto. C'è da aggiungere il fatto che
abbiamo notato nelle ultime settimane che, oltre ai nostri fedelissimi, vi è un
crescente numero di spettatori a seguito delle nostre partite. Questo ha fatto
in modo che l'odierna giornata fruttasse il maggior incasso dell'anno ai
botteghini: 2,43 €uro, considerando che per riuscire a trovare per terra gli
ultimi tre centesimi, abbiamo setacciato il prato che funge da spalti, usando la
tecnica del tipo "ricerca S.O.S. dopo una valanga" con la squadra schiereta
spalla contro spalla e ognuno con il suo puntuerolo per sondare il
terreno. L'animo della squadra è un po' teso. Un po' perchè c'è
voglia di riscatto, e soprattutto dei 3 punti, ed un po' perchè, data la mia
assenza per influenza, l'allenamento del giovedì è stato condotto da Gati, che,
a quanto pare, è stato duramente contestato dai compagni per ragioni ancora non
troppo chiare. (...o dal "Colonnello Gati" come ama farsi chiamare nei pochi
momenti all'anno in cui ha in mano il potere). Si vocifera che, dopo la
realizzazione della trilogia sul potere di un Anello, Peter Jackson stia
preparando e realizzando un nuovo film, studiando ed analizzando comportamenti e
reazioni dei giocatori durante gli allenamenti condotti da Gati: il suo vero
capolavoro, "Il potere del Fischietto". Nella nostra squadra di oggi ci
sono alcune novità. La prima è che finalmente un giocatore può permettersi il
lusso di farsi male in partita. Infatti, forse per la prima volta, abbiamo la
possibilità di effettuare dei cambi veri ed abbiamo la certezza di non dover più
assistere a quelle scene da "Libro Cuore", tipo Piccola vedetta lombarda, in
cui, quando uno di noi subiva un infortunio, veniva trasportato d'urgenza
in officina e dopo qualche minuto era costretto a tornare in campo con la sedia
a rotelle o, nella migliore delle ipotesi, con le ossa delle gambe tenute
assieme da due giri di scotch ed un paletto. La seconda è il ritorno in campo
di Chele e di Cristian circa un anno, e qualche metro di garze, dopo la loro
ultima apparizione su di un terreno di gioco. L'ultima novità, ma è quella più
eclatante, è l'entrata negli spogliatoi, all'ora del ritrovo, di un
nuovo giocatore. I più attenti di noi accennano un timido saluto cercando di
capire chi sia quello strano ragazzo, dai lineamenti vagamente familiari.
"Sei Alberto?" chiede Ippo, "No" risponde sorpreso il ragazzo. "Michele, il
fratello della Donatella?" domanda allora Riccio incuriosito. "No, ma non mi
riconoscete? Sono..". In quel momento entra il presidente del Settecà, Giuliano,
che punta dritto sul giovane e gli dice "Marco, hai tu le chiavi di casa?". E'
allora che un raggio di sole penetra all'interno dello spogliatoio ed illumina
il viso del ragazzo. "SKINA!!" urliamo in coro. Era dal 1995 che Skina non si
tagliava i capelli. Dopo un anno avevamo smesso di vedergli gli occhi e, dopo
circa tre, il volume della sua capigliatura era tale che se volevi essere sicuro
di essere di fronte a lui per parlargli faccia a faccia, dovevi guardare in
basso alla direzione delle punte delle scarpe! Ma veniamo alla partita.
Sorvoliamo tutto il primo tempo (spettacolarmente meno interessante di un torneo
di Curling Finlandese) citando solamente un'occasione grossa per parte: la prima
è loro ad inizio partita, con un cross basso che taglia tutta l'area senza che
ci arrivi nessuno, l'altra è per Chele il quale, dopo un'incursione in area un
po' fortunosa, si ritrova davanti al portiere, tira nell'angolo preciso, ma un
po' troppo preciso e infatti la palla esce. Nel secondo tempo la musica cambia
(come diceva Mozart! Mah..). Noi iniziamo a giocare con maggiore grinta ed il
gioca comincia a vedersi. Ma la vera Spes (Undici, undici, undici leoni, noooi
vogliamo undici leoni!) si vede solo a venti minuti dalla fine quando l'arbitro
prende una decisione pazzesca che ci penalizza e che, paradossalmente, è la
scintilla che fa emergere la nostra squadra. Senza entrare troppo nei
particolari (altrimenti mi sale ancora la pressione!!), il direttore di gara
annulla un gol di Cristian, appostato da far suo a tre metri dalla linea di
porta, per fuorigioco nonostante il passaggio di Kare, penetrato in area di
rigore avversaria e scartati due uomini, arrivasse quasi dalla linea di fondo
e, quindi, da davanti. Un Caterpillar di insulti investe in quel momento
l'arbitro il quale, col senno di poi e vista l'ostentata sicurezza nella sua
decisione, è da ringraziare per aver solamente ammonito Kare ed aver graziato
molti altri. La Spes si trasforma, com'era successo anche con le fasi finali del
derby, ma stavolta con la rabbia negli occhi. Il gol del vantaggio arriva con un
destro dal limite dell'area, al termine di un'azione concitata, e porta la firma
di Cikko, che di gol ne fa pochi ma quando li fa si toglie le sue belle
soddisfazioni (vedi Aurora l'anno scorso). Il raddoppio invece è frutto di una
discesa a sinistra di "CoccoRiju" che stoppa il pallone prima della linea di
fondo, guarda in mezzo e mira alla testa di Ilo (Cristian) che, sempre da due
metri dalla porta, non deve far altro che stare fermo e aspettare che arrivi il
pallone per il "tapin" ("è il senso della posizione che conta..." avrà il
coraggio di dire a fine partita!). Tra, e dopo, i due gol qualche tentativo
nostro fallito e qualche punizione loro ben congeniata e fortunatamente poco
sfruttata. Al triplice fischio è festa grande. Tutti in Sede per festeggiare la
rinata Spes ed il compleanno di due nostri compagni: il capitano Mamo e il
bomber dei venti minuti d'esordio Cristian. Comunque, anche avessimo perso, la
bottiglietta la dovevate comunque offrire, eh!!
|
|
San Florian
- Spes
0 - 6
|
LA FORMAZIONE (a 9 giocatori): Ricky, Cikko, Mamo, Riccio, Petu (65' Nato),
Gati, juà (35' Chele), Kare (35' Biga), Nato (35'Ilo). N.e.: Giulio
Dirigente: Fabio.
Goleada tra le valli di San Florian. "E chi se lo aspettava.." diranno i più,
a fine partita, reggendo in mano un meritato boccale di birra fresca. In
effetti, vista la partita disputata contro il S.Luca, altra squadra del girone a
giocare su un campo da 9 contro 9 ( vedi 6' giornata), pensavamo di
soffrire molto di più questi avversari, tanto più che all'andata, sul nostro
campo, avevamo faticato non poco a metterli sotto. Ma la nostra squadra
quest'oggi si è dimostrata subito concentrata e determinata. Difatti, appena
arrivati nei pressi degli impianti sportivi di S.Florian, tutti i componenti
della squadra sono scesi in campo in religioso silenzio per l'esamina del
terreno di gioco e per la successiva scelta degli "scarpini" più adatti; dopo
alcuni minuti, i più attenti hanno subito attirato l'attenzione dei compagni per
avvertirli: "Guardate ragazzi, hanno il bar di fianco agli spogliatoi!".
"Alééé..". Urla di gioia e cori da stadio hanno allora accompagnato i giocatori
verso la palazzina indicata. Un'ora più tardi eravamo in campo pronti ad
iniziare l'incontro. A dirigerlo, il più svogliato arbitro che mai abbia messo
piede in un campo di calcio. Statistiche alla mano, si riscontra che nella
tabella che riporta i metri percorsi durante la partita, le ultime tre posizioni
siano occupate dai due portieri con 31 metri a testa (..e fin quì tutto
normale!) e dal direttore di gara con -169 metri! Il 3-3-2 della Spes ad inizio
partita si presenta così. In difesa con Ricky e Mamo ci sono i felecissimi Cikko
e Riccio. Al centro "piovra" Cattin è, o dovrebbe essere, supportato da Juà a
sinistra, mai pervenuto in partita, e da Petu a destra (che tanto, passati i
canonici cinque minuti durante i quali resta in posizione, va dove cazzo
vuole!). Davanti la Coppia delle meraviglie, Nato-Kare. In panca il quartetto
Cetra: Bigarella, Scaramella chiamato per l'occasione anche "Giulio nove dita",
Dani e Guzzo. Il campo è grande più o meno il doppio di uno da Subbuteo e per
questo, nei primi dieci minuti, vengono adottate le stesse regole. Infatti i
giocatori non devono correre o camminare ma posizionarsi in equilibrio su dei
piedistalli con la base sferica ed attendere che siano i rispettivi allenatori
a farli muovere a colpi d'unghia. Valutata dall'arbitro l'effettiva difficoltà
di manovra da parte delle due squadre, si decide di abolire questa regola e di
proseguire l'incontro con le normali disposizioni UEFA. Così, alla prima azione
normale, passiamo in vantaggio. Kare mette in mezzo a Nato che in un quarto
d'ora trova l'equilibrio e poi tira una legnata in porta. La partita è bruttina
da guardare e non certo per causa nostra. Il San Florian sembra essere a meno
agio di noi pur giocando nel proprio campo. Il primo tempo si conclude con il
risultato di 4-0. Dopo il gol iniziale di Nato, segnano Kare e Petu con due
azioni molto simili, nate da una serie di passaggi all'interno dell'area di
rigare avversaria, e Gati che supera da dentro l'area piccola il portiere in
pallonetto (...lui dice voluto, ma pochi gli credono realmente!) deviando il
pallone di prima direttamente da una rimessa laterale di Petu battuta a
centrocampo (..giusto per farvi capire quant'è grande il terreno di gioco!). Se
il primo tempo, nonostante i gol, ha fatto rimpiangere ai pur pochi spettatori
dell'incontro di non essere stati a casa a seguire il campionato svedese di
Curling alla TV, il secondo è uno spot per tutti quelli che odiano il calcio!
Durante questi 35 minuti, loro attaccano un po' di più ma la nostra difesa regge
bene ed, anzi, siamo noi a realizzare altri due gol ed a mancarne altri. Il
primo lo segno io su assist (..nooo!) di Petu e l'altro lo insacca Ilo con un
sinistro ad incrociare dal limite dell'area di rigore (circa 10m!). E la
partita finisce così come era iniziata, al bar di fianco agli spogliatoi con un
boccale di birra fresca in mano...
|
|
Spes -
CSI Grantorto
6 - 3
|
LA FORMAZIONE: Ippo (35' Ricky), Cikko, Mamo, Giulio (35' Rube), Petu (55'
Campa), Gati, Skina, Riccio, Biga, Kare, Ilo Dirigenti: Fabio
Era del lontano 1968 che a Settecà non si vedevano 9 reti in una partita di
campionato. E, soprattutto, non era mai successo che la Spes segnasse 12 gol in
due incontri consecutivi. Numeri da far girare la testa (..e non solo per
quell'ultimo maledetto Coca-Havana di ieri sera!). In effetti i presupposti
alla partita ci vedono favoriti; un po', per la nostra ottima condizione
psicologica vista la sestupletta..., la sestina.., la sestetta..., i sei gol
segnati nell'incontro precedente, ed un po' per il brutto periodo che stanno
passando gli avversari di oggi, reduci da un "brillante" pareggio in casa dell'
"ostico" Pigafetta e dalla sonante sconfitta subita con il S.Florian. Il
terreno di gioco non è proprio in perfette condizioni. Infatti si presenta nella
sua classica forma a "strati" di questo periodo, tipo merendina Kinder:
croccante all'esterno e tenera dentro. Difatti mentre sulla fascia destra ed nel
centrocampo si potrebbe giocare con le scarpe da calcetto da quant'è piatto e
consistente il terreno, sull'estrema fascia sinistra (... si parla sempre di
campo di calcio, non lasciatevi prendere da isterismi politici!) è obbligatorio
l'uso di pattini da ghiaccio con lama del 38, o del 36 per una migliore presa in
curva. Inoltre vi è una zona che va dalla suddetta fascia al centro del campo
che è ricoperta, a causa dello scioglimento del ghiaccio che ci si forma sopra
durante la notte, da uno strato di melma e fango, talmente profondo che Rube
pensava di farci costruire a fianco, a fine partita, uno stabilimento di cure
termali; naturalmente dopo aver fatto sgombrare la famiglia di ippopotami che,
visto l'habitat ideale, ha fatto dell'area il proprio nido d'amore! Considerata
dall'arbitro la non pericolosità degli ippopotami, la partita può avere inizio.
Noi iniziamo subito forte e attacchiamo soprattutto dalla sinistra dove Riju
mette in crisi il suo diretto avversario sfruttando al massimo sul ghiaccio le
sue doti di ballerino. Il primo gol, però, arriva per vie centrali. Palla a Ilo
che la difende di forza, tocco a Kare che entra in area e salta il portiere con
un pallonetto. 1-0. A questo punto ci rilassiamo un po', convinti che, come con
il S.Florian, i gol arrivino da soli. Ed abbiamo ragione: i gol arrivano.
Peccato che i gol siano loro. In dieci minuti passiamo dall'1 a 0 all'1 - 2 ed
la terza rete non la prendiamo per una buona parata di Ippo. Non riusciamo a
capire da dove arrivino gli avversari che sembrano essere in numero doppio
rispetto al nostro. Poi capiamo. Gati chiama a gran voce Petu per difendere la
sua fascia di competenza ed allora ci accorgiamo che la nostra ala-tornante è
molto "ala" e poco "tornante", dato che da un quarto d'ora è seduto sulla
panchina avversaria tutto preso a concludere una partita a carte di scopone
scientifico. Con il ritorno in campo di Petu ricominciamo allora ad attaccare.
Il nostro punto di forza quest'oggi resta la zona sinistra ed è da lì che nasce
il pareggio. Riccio punta l'avversario e puntualmente lo salta, cross in mezzo
dove Petu tutto solo non deve fare altro che saltare e colpire di testa. 2-2.
Stavolta non ci fermiamo, anzi. Prima della fine del primo tempo andiamo in
vantaggio con un gol di Kare che raccoglie, e per un pelo, insacca il pallone da
un cross teso di Ilo (anche se tutti, compreso il lampione del parcheggio,
credono si tratti di un tiro sbagliato!). Nella ripresa il Grantorto inizia
bene anche perchè la squadra c'è, soprattutto in attacco, ma a sferrargli la
mazzata finale è Chiacchera. Non è una cubista brasiliana nè un'entreneuse di
Parigi; Chiacchera ( al pari di Semaforo) è il nostro schema su punizione più
riuscito. Provato più e più volte in allenamento (2, 3 al massimo) è un'arma
formidabile per scardinare le difese avversarie con una percentuale di successo
del 100% (in tre anni 2 gol su 2 tentativi): io passo la palla a Gati che si
toglie la maglia e fa vedere il segno del costume all'arbitro;
contemporaneamente Giulio e Petu saltano sopra la traversa della porta
avversaria e cantano un pezzo di Paola e Chiara; Kare si sdraia a terra e fa da
catapulta per Ilo che si lancia verso il dischetto del rigore; Skina grida
<<Al fuoco, al fuoco!>> agitando un grosso estintore mentre Mamo e
Ricky con una motosega abbattono due piloni per la luce; nel frattempo Riccio
nasconde il pallone sotto la maglia e lo lascia a tre metri dalla porta dove,
nel frattempo, atterra Ilo che colpisce ed insacca il gol del 4 a 2. Gli
avversari ammutoliscono ed accusano il colpo. Poco dopo, infatti, segnamo anche
il quinto gol che però vedono solo in tre: l'arbitro, Ilo ed il portiere. Cross
di Kare, io colpisco al volo ma il tiro è debole ed il portiere a terra si tuffa
per parare. A quel punto tutti (pubblico compreso) si voltano verso il
centrocampo finchè non si sente l'arbitro fischiare per convalidare una rete.
L'immagine dopo è: portiere insanguinato a terra, pallone in rete e Ilo che
cammina per tornare nella propria area. Inaspettato 5 a 2. Prima della fine
nascono ancora due gol. Il primo è una bella rete degli avversari in
contropiede, il secondo è una girata di Petu di testa da un cross di Kare. La
gara termina così, 6 a 3, primo posto in classifica, almeno per i prossimi 7
giorni, poi nella prossima giornata il turno di riposo ci vedrà spettatori.
Neve e ghiaccio permettendo! |
|
Spes -
San Luca
2 - 2
|
21' GIORNATA
LA FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Cikko, Campa (35' Petu), Gati, Giuà (35'
Rube), Riccio, Biga, Kare, Cristian N.e.: Ippo
La squadra del vento colpisce a Settecà. Il San Luca, infatti, è la squadra
che all'andata avevamo affrontato sotto i flussi della Bora di Trieste, emigrata
per l'occasione nei colli marosticensi con l'unico scopo di rompere i maroni a
quei poveri mentecatti che alla domenica mattina non hanno nient'altro da fare
che correre appresso ad un pallone. Ad essere sinceri, però, il vero grande
protagonista della partita odierna è stato il signor Fabris, professione
arbitro, colonna portante della classe arbitrale del CSI di Vicenza che molti
oggi, tra giocatori e spettatori, vedrebbero bene come colonna portante di una
palazzina di almeno due piani e possibilmente murato all'interno della colonna
stessa... Per giustificare il 2 a 2 finale dobbiamo ammettere che quella di oggi
è stata una delle più brutte e svogliate prestazioni della Spes, talmente
evidente che, a fine partita, il C.C.A.S. (Centro Coordinamento Amici della
Spes), nella figura simbolica del capogruppo Menardi, ha così sentenziato le
pagelle della partita:
Ricky: 5. Due tiri, due gol. Ci si aspettava il miracolo.
Mamo: 6 in amicizia. Ripara con l'esperienza ai suoi stessi buchi in
difesa.
Biga: 4,5. Corre tamto ma a vuoto. Manca sempre l'ultimo passaggio e non solo
quello..
Giulio: 5,5. Lento in difesa e colpevole sul primo gol avversario. A
centrocampo, nel secondo tempo, si impegna ma si vede che non c'è.
Giuà: 4. Disastro.
Kare: 4,5. Poca corsa e poche idee. (N.d.A. questo
il voto finale dopo il 6
che aveva ottenuto per un gol che i tifosi gli avevano attribuito)
Gati: 4,5. Tanto fumo per niente. Evanescente. (N.d.A. Poi, alla
notizia che è stato Gati a segnare il gol del pareggio: 6. Chi timbra con il
gol prende di diritto la sufficienza)
Cristian: 6. Unica giustificazione alla sufficienza: chi timbra è
premiato.
Che l'incontro non parta con i migliori auspici lo capiamo subito ad inizio
partita. Con le squadre schierate a bordo campo per l'ingresso ed il conseguente
saluto ai tre/quattro tifosi al seguito, l'arbitro Fabris ritarda l'operazione
perchè, preso da momenti nostalgici e con lo sguardo perso nel passato, mi sta
descrivendo le pietose condizioni di un terreno di gioco in cui, nel 1969, è
andato ad arbitrare dalle parti di Bassano ed allora... ecc. ecc.... Alla fine,
con due schiaffoni in faccia, riusciamo a farlo rinvenire e la partita ha
inizio. In realtà il direttore di gara suscita anche simpatia: Fabris, 118 anni,
gli ultimi 40 dei quali passati a girare i campi di calcio della provincia in
cerca di forti emozioni. Lui, in realtà, l'arbitro non lo voleva fare ma è stato
quasi costretto dalla moglie che, stanca di vederselo sempre in casa a non fare
una benemerita mazza, un giorno gli ha detto gentilmente: <<Mi hai rotto
le palle, vedi di trovarti un hobby!>>. Il povero marito prepara un
fagottino con dentro alcune sue cose personali e parte, vagando per cinque anni
tra le strade della Pianura Padana alla ricerca della Terra di Mezzo, della
Contea, di Frodo Baggins e di tutti i suoi amici Hobbit. Poi, un giorno,
l'incontro con una bambina di 5 anni che venuta a conoscenza della sua storia lo
prende pesantemente per il culo, gli fa capire che la moglie intendeva ben altra
cosa. Quindi interrompe la sua ricerca, torna a casa e decide: <<Se nella
vita la gente non mi capisce, voglio trovare un horbis..., un hoppi.., un
hostins.., un passatempo in cui tutti devono stare alla mia decisione!>>.
E così eccolo lì, fiero in piedi al centro di un campo di calcio, affiancato dai
capitani delle due squadre, lui che lancia in aria la monetina, lui che la cerca
per terra, i due giocatori che fanno a bim-bum-bam per decidere a chi tocca la
palla! Ma torniamo al calcio giocato.. L'euforia dei dodici gol segnati nelle
ultime due partite si contrappone alla scarsissima condizione atletica di cui
siamo provvisti. Ho visto gente che, solo per fare il tragitto auto-spogliatoio
con la borsa in spalla, ha avuto forti conati di vomito per lo sforzo!
Difatti, non passano dieci minuti, che siamo subito sotto di un gol. Lancio a
tagliare il campo da sinistra a destra ed inserimento dell'attaccante che si
trova una prateria aperta davanti agli occhi. A questo punto Giulio, ultimo
difensore, ha soltanto due possibilità: 1) abbattere l'avversario cercando di
fargli anche un tantino male, in modo che la prossima volta ci pensa due volte
prima di lanciarsi all'attacco; 2) la soluzione "Franco Baresi": arrestare la
sua corsa ed alzare il braccio per chiamare con sicurezza il fuorigioco, che
peraltro è inesistente, traendo in inganno l'arbitro. Purtroppo Giulio opta per
la seconda possibilità, l'arbitro vede bene (stavolta) e non fischia e
l'attaccante ha tutto il tempo di mettersi a posto il pallone e di infilare
Ricky in uscita. Solo a questo punto si intravvede un pizzico di orgoglio Spes.
La squadra inizia a giocare ed il pareggio giunge a conclusione di una
"fagiolata" nell'area piccola avversaria. Cross da sinistra di Riccio e palla
che cade in una zona in cui ci sono quattro giocatori nostri ed un solo
avversario. Inizia una lotta senza esclusione di colpi tra i nostri attaccanti
per segnare il gol, tanto violenta che il loro difensore si acquatta in un
angolino mormorando:<<Segnate pure, ma non fatemi del male!>> . Alla
fine la spunta "piovra" Cattin che con un destro risolutore la mette dentro. 1 a
1. La primavera è alle porte e la temperatura è di circa 20 gradi ma quella
avvertita dagli atleti in campo su aggira attorno ai 45°. E' uno sforzo immenso
anche compiere il tragitto che va dal campo agli spogliatoi alla fine del primo
tempo. Fortunatamente, a renderlo più agevole, è il fatto che arriviamo al
riposo sul risultato di 2-1 a nostro favore. Infatti attorno alla mezz'ora del
primo tempo passiamo in vantaggio con il più classico dei "gol alla Dani". Kare
parte da metà campo con il pallone sfruttando il mancato tentativo del loro
libero di applicare la soluzione "Franco Baresi", e dal limite dell'area tira in
porta superando il portiere. La palla colpisce il palo, tornando verso il
dischetto del rigore; lì è appostato Ilo che la stoppa (con qualche difficoltà)
e la mette dentro tra le proteste dei giocatori del San Luca che vogliono il
fuorigioco sul rimbalzo del palo. Un loro centrocampista si
spiegherà:<<Si, perchè è come se il palo fosse un vostro
giocatore!!>> (..????). Ed allora è come se noi iniziassimo tutte le
partite in 15 contro 11, senza contare le traverse!! Il secondo tempo è stato
catalogato tra i peggiori 35 minuti della storia del calcio. Il vento, il caldo
e la stanchezza certo non aiutano lo svolgimento della partita. Il primo
episodio interessante arriva al 25', circa, e coincide con il loro gol del
pareggio. Duello nella nostra zone difensiva all'altezza del calcio d'angolo,
palla a Riccio che la controlla, il numero 9 avversario bussa sulla spalla di
Riju il quale, ingenuamente, si gira a chiedere <<Chi è?>>. In quel
momento il nostro numero 7 stava cercando di fare il suo record personale di
colpi di testa consecutivi e lo scherzetto dell'attaccante gli fa anche perdere
il conto. Fatto sta che questo, con una manata, gli porta via il pallone,
l'arbitro grida:<<Non ho visto niente!!>>, cross al centro e,
nell'immobilità generale che attende il fischio del direttore di gara, l'altro
attaccante insacca. Scrivere Vibranti le proteste è una forma civile per
non riportare la montagna di insulti con cui ricopriamo il signor Fabris. Gli
ultimi cinque minuti ci vedono protagonisti di un disorganizzato forcing per
cercare un nuovo vantaggio. Poche idee, meno ancora le conclusioni, finchè all'ultimo
minuto la Dea Bendata sembra ricordarsi di noi. Cross lungo dal centrocampo,
Petu salta e spizzica di testa la palla che si impenna e, causa vento, anzichè
uscire dal campo ricade appena sotto la traversa della porta avversaria. Il
portiere blocca la sfera in salto ma poi si impappina da solo e perdendo
l'equilibrio si porta la palla abbondantemente all'interno della porta. Il
signor Fabris, ottimamente posizionato a 53 metri dall'azione, grida ancora una
volta deciso:<<Non ho visto niente!>> e fischia un fallo a favore
del San Luca per un fallo di mani di Kare. La partita finisce lì, con tanto
amore ed allegria . Con Kare che grida all'arbitro <<Còpate!>>, con
i tifosi in aperta contestazione con la squadra e quel che è peggio, con un
nervosismo tale che per alcuni attimi, poi rimasti fortunatamente tali, sembra
svanire anche l'idea dell'abituale ritrovo a fine partita in "Sede" (N.d.A.
...l'osteria). Sabato prossimo arriva all'Arena il Cittadella per una sfida che
sa da spareggio scudetto ma, se giochiamo così, mi sa tanto che che tra quindici
giorni si aprirà il mercato allenatori ...
|
|
Spes
- Cittadella
3 - 1
|
LA FORMAZIONE: Richy, Cikko, Mamo, Rube, Petu, Giulio (45' Campa), Gati,
Riccio, Biga, Kare (65' Nato), Cristian. N.e.: Chele, Juà
Dirigenti: Fabio, Ippo
Dopo Milan-Manchester United, Juventus-Real Madrid e Inter-Porto, la
settimana di grandi sfide calcistiche si conclude all'Arena con la partitissima
del Girone A: Spes Settecà-Cittadella Calcio. Ore 13.00: Centinaia di tifosi
arrivati con numerosi pullman, organizzati con pranzo al sacco e visita alla
Madonna di Monte Berico annessa, si accalcano ai cancelli in attesa
dell'apertura. I giornalisti attendono invece sotto la tribuna, protestando
perchè non sono ancora stati stampati i comunicati con le formazioni. Ore
14.25: I giocatori entrano in campo per un rapido controllo del terreno di gioco
e rimangono basiti per lo spettacolo che appare ai loro occhi. Nessuno.
Nemmeno uno spettatore. A dire il vero ci sono due bambini aggrappati alla rete
di recinzione ma, non appena vedono Petu compiere uno dei suoi famosi "numeri"
col pallone, si girano e corrono verso il parcogiochi gridando <<Mamma,
c'è il Bao Nero!!>>. E tutti i pullman, i tifosi, i giornalisti...?
Purtroppo il fato ha voluto che l'indirizzo stampato sui volantini di
presentazione della partita riportasse, per errore, le indicazioni per
raggiungere una palestra comunale in cui si dovevano svolgere i Campionati
Parrocchiali di Quartiere di Scopone Scientifico e di Rubamazzetto. Tifosi e
giornalisti, giunti in tale sede, decidono allora, di comune accordo, di
rimanere in palestra ritenendo l'evento molto più interessante dello sfidone
calcistico. <<Ma mandiamoli a quel paese!>> grida un ultrà
particolarmente focoso, riferendosi ai calciatori, <<Si, e magari a calci
nel culo!>> ha aggiunto poi Scannaguaglia Pietro, considerato il più
tenero del gruppo. Fatto stà che, se in un buon 95% dei casi gli avremmo dato
ragione, stavolta in Spes-Cittadella si è giocato del calcio vero (..sempre
considerati i livelli del CSI!) e la partita è stata ritenuta, dai pochi
spettatori che lentamente hanno raggiunto il campo, bella e divertente. Cosa
avessero bevuto prima, chissà...! La tensione è alle stelle. Me ne accorgo
anche in spogliatoio, luogo sacro nel mondo del pallone, dove ognuno prima
dell'incontro si prepara da far suo. C'è chi ingurgita brodaglie fatte in casa
con la speranza che facciano l'effetto desiderato, non come l'altra volta che
poi rimane la puzza per giorni... C'è chi infila di spilloni un pupazzo con le
sembianze del portiere avversario. C'è chi assume posizioni yoga per favorire il
relax e poi deve chiamare quattro persone per sciogliere il nodo che si è
formato tra gambe, testa e avambraccio. Insomma, il clima è nervoso ma tutto
passa in secondo piano quando arriva il fischio d'inizio partita. I primi
dieci minuti servono per studiare l'avversario, i secondi dieci per interrogare
e chi non sa: 4 e torna accompagnato dai genitori. A rompere il ghiaccio ci
pensa il nostro primo gol. Punizione di Riccio dalla tre/quarti, palla che
viaggia verso il secondo palo, io la ributto in mezzo dove Gati si allunga, in
faccia alla sua decennale (..e, si dice, inesistente) pubalgia, e segna. 1 a 0.
Poi, fino alla fine del primo tempo, è un continuo capovolgimento di fronte
d'attacco, con loro che cercano il pareggio e noi che, senza subire più di
tanto, controlliamo la partita e ci rendiamo pericolosi soprattutto con i cross
dal fondo. <<VERGOGNA!! Andate a lavorare, UBRIACONI!!>>. Questo è
il ritornello che, dal gol fino alla fine dei primi 35 minuti, si sente arrivare
dagli spalti. E' Menardi, Capogruppo degli ultras della Spes, che, in linea con
quanto dichiarato la settimana precedente, si esibisce per tutto il primo tempo
in una protesta reiterata per le ultime deludenti prestazioni della squadra
(Vedi Commento 21). I cori ci fanno più sorridere che altro ma, a subire di più
questi cori di protesta, sono i giocatori del Cittadella anche perchè impiegano
parecchi minuti a capire che gli insulti non sono indirizzati a loro ma alla
squadra di casa. <<Ma cosa go' fatto de male?>> si chiedono i loro
centrocampisti... Nel secondo tempo i padovani iniziano a testa bassa per
raggiungere il pareggio. Ci difendiamo bene e subiamo qualche tiro da fuori area
e poco più. Ed abbiamo più spazio per il nostro contropiede con il nostro schema
principe, l'infallibile "Eccolo". Questo schema provato e riprovato in
allenamento si divide in tre fasi: 1) non appena uno a centrocampo riesce a
rubare palla ad un avversario, la stoppa e guarda avanti; 2) Ilo, Riccio, Kare,
Petu ..ecc... ecc..(praticamente tutta la squadra) scattono verso la porta
avversaria gridando <<ECCOLOOOOOO!!>> ; 3) se per caso il pallone
riesce a cadere all'interno dell'area di rigore è gol fatto, altrimenti, per
fermare l'azione di rimessa dei rivali se ne abbatte uno a caso a fucilate per
recuperare le posizioni in campo. Proprio da un "Eccolo", nasce il nostro
raddoppio. Riccio tenta di incunearsi con il pallone nella difesa del Cittadella
che sta salendo per mettere tutti in fuorigioco, scarica il pallone a Kare,
lasciato erroneamente libero, il quale punta il portiere, lo salta ed insacca. 2
a 0. Il terzo gol è frutto di un'altra azione di contropiede che vede chiudersi
il triangolo Ilo (passaggio)- Petu (cross dal fondo) - Campa, che la mette
dentro con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. Tanti clap, clap anche
dagli spalti. Ormai la partita è finita e lo si capisce ancor di più quando,
dopo il gol del 3-1, nessun giocatore del Cittadella esulta a parte uno che
grida <<Crediamoci, ragazzi>>. Ma è Menardi che, dagli spalti, spara
le ultime cartucce della sua protesta!!
|
|
Perlena
calcio - Spes
0 - 0
|
LA FORMAZIONE: Ricky, Giulio, Mamo, Rube, Campa (45' Franco), Juà (25' Petu),
Riccio, Biga, Kare, Ilo N.e.: Ippo, Chele, Nato Dirigente: Skina
Zero a zero. Brutto da scrivere, figuriamoci a giocarlo. Questa, in notturna
contro il Perlena, verrà ricordata come la più brutta partita di calcio mai
giocata. Un pareggio che, stavolta, non ci sta stretto, anzi. Più volte abbiamo
rischiato il tracollo, salvati a volte da Ricky, a volte dalla loro scarsa mira
anche se, all'ultimissimo secondo, abbiamo avuto la palla per portare a casa i
tre punti, ma vi spiegherò più tardi. In parte, una scusante alla pessima
prestazione, può essere il fatto di aver disputato l'incontro di sera dove
notoriamente non diamo il meglio di noi stessi. Infatti più di mezza squadra, ha
dei problemi di vista che Ray Charles, al confronto aveva 10/decimi per occhio!
Per citare qualche esempio: Giulio, l'abbiamo trovato che limonava una
vecchietta della zona, che passava di lì per caso, convinto che fosse una
borraccia dell'acqua e l'abbiamo anche sentito commentare infastidito:<<
la xè sùta sta acqua!>>; Skina, ancora fermo per convalescenza e costretto
a guardalinee ufficiale per l'occasione, si è posizionato, con la sua bella
bandierina, sulla linea esterna del campo di bocce adiacente al campo di calcio,
segnalando con precisione all'arbitro tutti i fuorigioco. Salvato per un pelo
dal linciaggio da parte degli anziani atleti, l'abbiamo riportato al campo.
Quello messo peggio però è Rube il quale, appena uscito dallo spogliatoio dopo
il rituale appello dell'arbitro e caricato a dovere dall'urlo pre-partita della
squadra, per riscaldarsi a puntino, esce di corsa, si impossessa di un pallone,
finta a destra, scatto a sinistra, palleggio, colpo di testa, altro scatto a
sinistra, finchè perde l'equilibrio e si schianta al suolo provocando peraltro
un rumore sordo di costole incrinate. Capiamo in quell'istante che non sarà una
partita semplice. Sull'incontro non si può scrivere un granchè, anche perchè non
succede un granchè. Noi cerchiamo di fare il nostro solito gioco con palloni
bassi ma il Perlena in fase difensiva si comporta bene e non ci lascia spazi. In
fase offensiva, invece, gli avversari praticano il gioco che tanto piace alle
squadre che giocano nei campi piccoli ovvero, quando un difensore arriva sulla
palla la spara più lontano possibile sperando che poi gli attaccanti si
inventino qualcosa. Nel secondo tempo, a centrocampo, sento un loro giocatore
esclamare: <<Casso tusi, che ben che semo drìo zugare, casso se ze la
meritemo stà partìa!>> (per i non bi-lingue: <<Cribbio ragazzi,
stiamo giocando bene, ce la meritiamo questa vittoria>>). Non mi
trovo molto d'accordo sul fatto che sia bello il loro gioco ma, sul fatto che si
meritino i tre punti, si. Difatti, nonostante il modo in cui ci arrivino alle
conclusioni sia un pochino grezzo, Ricky è costretto a compiere due belle
parate, di cui una in uscita disperata, e ad accendere due grossi ceri per
ringraziare la Madonna quando alcune loro conclusioni escono dallo specchio
della porta di qualche centimetro. Noi, invece, siamo nervosi e non riusciamo a
chiudere neppure un semplice triangolo e, dopo un tiro di Riccio nel primo tempo
che finisce quasi in fallo laterale, la seconda e più clamorosa delle occasioni
capita sui piedi di Cristian a tre secondi dalla fine della partita a termine
dell'unica azione degna di questo nome di tutto l'incontro. Contropiede, palla
(forse da Gati) per Franco che la gira in fascia per Petu, Petu la ridà al
limite dell'area a Franco il quale tira in girata verso la porta. Il portiere
respinge in tuffo il pallone che rimbalza placido verso Ilo che, dall'altezza
dell'area piccola, stoppa il pallone e calcia verso la porta rimasta sguarnita.
Palo esterno. I tifosi a bordo campo, sembrano non prendersela più di tanto
anche se si intravvede salire dall'auto di Ilo una sospetta nuvola di denso fumo
nero... <<Rigore!!>> urla Giulio dalla difesa ma, come vi spiegavo
prima, chissà che cosa ha visto... La serata termina in pizzeria con gli
Ultras (come raccomandano di farsi chiamare i tifosi della Spes) che
sentenziano le pagelle ai giocatori. In una sciame di 5 e ½, spiccano solo
alcune sufficienze e qualche grave demerito:
Ricky 7, solo due interventi ma provvidenziali.
Juà 6, guadagna la sufficienza fino all'infortunio che lo costringe ad
uscire (N.d.A. Juà è l'unico uomo al mondo che nell'istante in cui si fa male è
in grado di darsi anche una prognosi di guarigione <<Sto fermo trenta
giorni>> mi dice il piccolo calabrese, uscendo dal campo).
Franco 6 ½, entra e cambia faccia alla Spes, forse doveva essere messo
dentro prima.
Gati 5, troppo fumo e niente arrosto in mezzo al campo.
Biga 5, dovrebbe unire centrocampo ed attacco. Dovrebbe.
Kare 5, mai visto.
Ilo 4, non solo per la clamorosa occasione nel finale. Se per chi timbra
il cartellino c'è il 6 politico per chi manca la segnatura, pollice verso. |
|
Setaf
Lions - Spes
1 - 8
|
24' GIORNATA
LA FORMAZIONE: Ricky, Cikko, Mamo, Rube, Petu, Giulio (45' Chele), Gati,
Riccio, Biga, Cristian (50' Kare), Franco (60' Nato) N.e.: Ippo,
Campa Dirigente: Fabio
Chi di voi, siate sinceri, non ha mai sognato di girare le strade della
propria città a bordo di una fiammante Lamborghini? Questo è stato il primo
pensiero che ho avuto nel momento in cui, aprendo lo sportello dell'auto, ho
dato un'occhiata al campo di calcio in cui si sarebbe disputato l'incontro tra
noi ed il Setaf Lions. <<Ma di che cosa si droga questo?>> vi
chiederete voi, visto che è chiaro che non esiste alcuna connessione tra una
fuoriserie ed una partita di calcio amatoriale (...non fa testo la serie A dove
Calcio e Fuoriserie vanno a braccetto!). Questo mia visione ha due
spiegazioni: 1) gli yankees di Vicenza non giocano più all'interno della
blindatissima caserma in centro città ma hanno affittato un campo di calcio da
un istituto scolastico di Longare, ridente paese ai piedi dei colli berici.
Volendo, avremmo potuto disputare l'incontro all'interno della Ederle (la
caserma) ma, dopo un rapido sguardo alla lista dei controlli che avremmo dovuto
subire, abbiamo deciso di lasciar stare; l'autorizzazione ci sarebbe stata
concessa solo dopo alcuni accurati esami tra i quali: elettrocardiogramma, test
delle urine, test dell'alcool, test dell'alce, ispezione alle borse, ispezione
all'auto, ispezione anale con sonda elettronica provvista di tenaglia prensile
per espiantare in loco eventuali microspie interne o altro anche di vagamente
somigliante; 2) per Lamborghini non mi riferisco alla fuorisedie ma al
"fuoribordo", il trattore Lamborghini dotato di rasaerba multifunzione con
livello di potenza "Foresta Amazzonica". Infatti gli americani, sembra per la
modica cifra di 150€ a partita, hanno, si, a disposizione campo spogliatoi e
doccie, ma nel prezzo non è compreso alcun tipo di intervento al terreno.
Risultato: l'erba è talmente alta che, da una porta, a fatica si riesce ad
intravvedere l'altra. Liberato il portocino d'ingresso dalle liane con un
grosso machete, troviamo, tra le radici di una sequoia gigante, una mummia
fossilizzata con arnesi dell'epoca paleolitica, una zappa ricavata da zanne di
mammut ed un arco artigianale con frecce e capiamo che lo sfortunato che stiamo
osservando è probabilmente stato l'ultimo giardiniere dell'impianto. In
spogliatoio qualcuno azzarda una facile battuta:<<Scarpe da 6 tacchetti o
da calcetto che tanto non c'è erba? ha, ha, ha!>>, concludendo la frase
con un sorrisetto ironico, e subito viene gettato in doccia e lavato con olio
bollente, un po' per punirlo e un po' perchè gli esperti dicono che sia una
pratica che fa gruppo. Dopo aver letto la formazione, assisto a scene che mi
fanno capire perchè l'uomo è differente dagli altri animali: lo spirito di
adattamento. Per contrastare l'erba alta, infatti, noto che alcuni sono
riusciti ad applicare ai parastinchi due grandi falci, altri hanno legato tra le
due scarpe una sega da legno, solo pochi, i più ingegnosi, hanno trovato l'idea
perfetta: collegare alla batteria del telefonino un rasaerba elettrico
nascondendolo perfettamente nel laccio dei pantaloncini... una squadra di geni,
imbecilli forse, ma geni! Prima di dare inizio all'incontro l'arbitro invita le
due squadre a schierarsi in cerchio al centro del campo e consegna al capitano
della Setaf (un italo-americano) un foglio da leggere. E' un breve messaggio
sullo sport e sull'educazione sportiva del compianto Papa Giovanni Paolo II.
<<Amicizia e sport... ecc....>>. Un sentito applauso sancisce la
fine del messaggio. E la partita potrebbe iniziare se non fosse che notiamo il
Capitano avversario, che ha ancora il foglio in mano, che non si muove dalla sua
posizione e sta iniziando ad assumere in volto un colorito bianco seppia. Poi
bianco Marsiglia. Poi bianco Dash. Dopodichè stramazza al suolo, svenendo.
<<Miracolo! Ha avuto la grazia!! >> gridano alcuni, <<Ha visto
la luce!>> urlano i più pii. <<Ci ha dato dentro un po' troppo ieri
notte!>> affermano gli amici più realistici. Comunque la situazione è
tenuta ottimamente sotto controllo dall'arbitro, il quale, al grido:<<Ce
l'ho in pugno!>>, ne assesta uno al povero malcapitato facendolo
rinvenire all'istante. Sulla partita vera e propria, non è nemmeno il caso
soffermarci con il commento anche perchè il Setaf, viste le partenze di molti
giocatori per l'Iraq e/o Afghanistan (sono pur sempre soldati), non è più la
squadra dell'andata ed il risultato di 8 a 1 lo conferma. Un'altra conferma,
poi, arriva sul campo preferito dalla nostra squadra, l'ostreria. "La Spes è
una squadra da pasto". In campo possiamo vincere, pareggiare o perdere ma quando
c'è da fare sul serio, a tavola, non ci batte nessuno. Forza Spes!
|
|
Spes
- Pigafetta
4 - 0
|
LA FORMAZIONE:
Ricky, Cikko, Mamo, Giulio, Campa, Gati, Chele (35’ Riccio), Cristian (62’
Fabiomarini), Petu, Kare, Franco.
Dirigente: Skina
Quando vi sentite
un po’ giù, se ...il lavoro va male, ...la donna vi ha lasciato senza però
mancare di farvi sapere che con la scusa della palestra alla sera andava a
“trovare” il vostro vicino di casa (noto tossicomane della zona), ...il vostro
addome piatto di quando avevate 20 anni ha lasciato posto ad una trippa che fa
concorrenza a quella di Galeazzi, ...insomma se vi capita tutto questo pensate
che, ora, esiste un rimedio semplice e naturale per farvi tornare il sorriso:
andare ad guardare una partita di CSI.
Certo! Così anche voi potrete dire: <<Questa si che è una cosa
brutta!!>> . Questo pensiero
vagamente bastardo, mi è venuto nell’assistere alla partita Spes Settecà -
Pigafetta. La mia assenza dalla panchina
e dal campo è dovuta ad una squalifica che, di comune accordo con la società, mi
sono auto-sanzionato per rispondere alle proteste che l’Aurora ha avanzato nei
confronti di questo sito per parole e frasi ingiuriose che sono state loro
rivolte (!!). Pochi d’accordo, molti in disaccordo con il mio gesto ma tant’è,
ormai è fatta, ed in più questa giornata in “tribuna” mi ha dato l’occasione di
valutare in modo diverso l’incontro. Se,
con l’occhio clinico del giocatore coinvolto direttamente sul campo, la
valutazione sul livello di spettacolarità di una bella partita si aggira sul 6/7
(in una scala che va da 1 a 10), da spettatore il voto crolla drasticamente ad
un 3 di incoraggiamento!! Figurarsi, poi, se già dal campo la partita è
noiosa... Sull’incontro ci sono alcune considerazioni da fare. Il
terreno dell’Arena ha retto molto bene la pioggia degli ultimi giorni, a parte
qualche piccola zona in cui bisogna munirsi di maschera da sub e boccaglio,
pinne facoltative. Mezz’ora prima
dell’inizio della gara, il cielo nuvoloso lascia intendere che forse per questo
week-end con la pioggia si è finito e infatti, nel momento in cui il primo
giocatore esce dagli spogliatoi, comincia a scendere un diluvio, che così l’ha
visto soltanto Noè, con gocce che sembrano bottiglie di acqua minerale da 1
litro e mezzo. Al fischio di inizio partita un altro pericolo fa preoccupare
pubblico e giocatori: <<Il terremoto!!>> gridano alcune tifose,
<<‘riva el Zunami!!>> urlano
terrorizzati altri. In effetti il suolo continua a tremare pericolosamente e
tutti, sbigottiti e impacciati, stanno fermi in attesa che si plachi la furia
divina. Poi, dalla tribuna, una persona grida rivolto verso la
panchina:<<Marini, càlmate che ghèmo da zugare!>>. Infatti il
terreno che trema è l’effetto dell’adrenalina di Fabiomarini. Il giovane,
vestito di tutto punto con la divisa Spes, è tutto un fremito, che sembra uno
colpito da una scarica fulminante del morbo di Parkinson, per il fatto che si
avvicina il suo esordio assoluto in una partita di calcio. Ristabilita la calma
e imbottito Fabiomarini di sedativi, l’incontro può avere inizio. La squadra è un po’ rivoluzionata rispetto
alle partite precedenti. Ilo gioca a sinistra, con la speranza che almeno in
quella posizione, passi ai compagni qualche pallone in più. A centrocampo
ritorna a giocare dal primo minuto Chele, al quale è stato affidato il compito
di eseguire il lancio di inizio gara per gli attaccanti al posto di Gati, dato
che quest’ultimo ha una percentuale realizzativi del 100% di insuccessi; è colpa
del pallone... dice lui! In attacco ci
affidiamo all’estro di Petu e al “inistro” di Kare, con Franco punta. Sul match
non c’è granchè da commentare dato che si gioca a senso unico nella metà campo
del Pigafetta, eccezion fatta per una magistrale punizione di un loro
centrocampista che, se non fosse per una paratona di Ricky, si sarebbe infilata
all’incrocio dei pali. Anche avessero segnato in quell’occasione non ci si
sarebbe scomodati più di tanto anche perché ci trovavamo già in vantaggio di due
reti a zero. Il primo gol lo segna Ilo che, dopo aver abbattuto un uomo con una
spallata, entra in area di rigare e, tra una serie di “Passalaaa!!!” gridati dai
compagni, tira in porta una sassata e segna. Il secondo lo mette dentro Campa di
testa da un cross dal calcio d’angolo. Prima, poi e durante, una serie di gol
sbagliati incredibili con tentativi un po’ per tutti (ricordiamo anche un tiro
di Scaramella finito nei pressi della bandierina del calcio d’angolo e qualche
occasionissima per Petu gettata alle ortiche!!).
Nel secondo tempo, oltre a qualche altro tiro in porta, si ricordano gli altri
due gol di giornata. Il primo lo segna ancora Campa, ancora di testa, ancora da
cross da calcio d'angolo, a siglare la personale doppietta e l'altro lo insacca
Cikko il quale, dopo una discesa sulla destra, entra in area e al segnale della
madre, spettatrice in tribuna, "Dai!!" lascia partire un tiro che pare deciso ad
insaccarsi all'incrocio sul secondo palo alla destra del portiere. Poi Cikko
scivola calciando e la palla entra sull'angolo basso alla sinistra del portiere.
4-0. L'ultima emozione la provoca l'entrata in campo di Fabiomarini a sostituire
Ilo. Note: minuti giocati, 8 circa; palloni toccati, 0; etti
persi in sudore, 0.4; chili ripresi al bar nel dopo partita, 1.2; punti di
cucitura saltati nella maglia che io gli ho prestato per giocare, 18; cori dagli
spalti "Marini datte all'ippica!!" , 31; ...praticamente un esordio trionfale.
E, per completare un pomeriggio esaltante, nonappena l'arbitro fischia la fine
della partita, smette di piovere.. |

Copyright (c) 1996-2000 Namo Interactive Inc. All rights reserved. webeditor@namo.com
|